Recensione
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Back to zero. Si potrebbe riassumere in queste semplici parole la tendenza di alcuni sviluppatori di riscoprire le origini del videogioco, omaggiando i grandi classici del passato ispirandosi a loro. Una tendenza sempre maggiore che ha investito particolarmente il mercato indie (ma non solo), giocoforza i budget limitati che hanno “costretto” ad una ricercatezza retrò, che nonostante tutto riesce a far breccia in maniera incredibile sul grande pubblico. Ristrettezze economiche ma non idelogiche e lo dimostra Axiom Verge, di primo acchito un “semplice” clone di Metroid ma che racchiude al suo interno uno dei metroidvania più ispirati di questi ultimi anni.

Versione testata: PlayStation 4

Mother Brain
Malgrado la forte con Metroid, una volta scalfitta la scorza inizia ad ingranare e mostrare i muscoli

Usando un termine per chi ama gli inglesismi, potremmo definire Metroid un trendsetter, uno di quei titoli che ha segnato la storia creando un nuovo genere, quello appunto dei metroidvania (insieme alla controparte “vampiresca” di casa Konami) al quale generazioni di titoli si sono ispirati nel corso degli anni.
Apparentemente Axiom Verge sceglie la strada più semplice, quella dell’omaggio spudorato, quasi a trovarsi di fronte ad uno di quei cloni sfacciati che spesso invadono il mercato. Sia la grafica che le musiche ci rimandano con la memoria a Super Metroid e fin da subito gli elementi in comune con il classico Nintendo sono molti. Malgrado la forte somiglianza, una volta scalfitta la scorza, Axiom Verge inizia ad ingranare e mostrare i muscoli. La sua struttura è quella del metroidvania nudo e crudo: una progressione non lineare, backtracking massiccio, centinaia di nemici da uccidere e platforming dalla precisione millimetrica. Da questo punto di vista il gioco non si fa mancare nulla rispettando alla lettera il canovaccio del genere.
Anche la storia segue alla perfezione certi canoni ormai dimenticati, e senza sbottonarsi troppo ci spinge a sviscerare il gioco in cerca di una risposta. Noi controlleremo Trace, un giovane scienziato che in seguito ad un incidente di laboratorio si risveglia in un luogo a lui sconosciuto, un misterioso pianeta popolato da creature biomeccaniche pronte ad ucciderlo se non presta attenzione. Pochi passi all’interno del pianeta di Sudra che la situazione inizierà a delinearsi una volta entrati in contatto con Elsenova, una potente IA che ci spiegherà a grandi linee cosa è successo al pianeta e ci offrirà il suo aiuto per tornare a casa, a patto che noi ci prestiamo per eliminare la minaccia che incombe su Sudra. Una storia apparentemente sterile, che sa di già visto e da questo punto di vista non possiamo che arrenderci di fronte alla realtà, ma anche in questo caso Axiom Verge riesce a stupirci risultando più profondo e non così banale del previsto. La storia si svilupperà anche grazie ai numerosi file disseminati nei meandri di Sudra, una lore ben presente che ci fornirà interessanti dettagli sull’universo di Axiom Verge e ci aiuterà a comprenderne meglio alcuni eventi della storyline.

Un arma, mille usi
Axiom verge è Incentrato sull’esplorazione massiccia e sul backtracking

Dove invece il gioco è avido di informazioni è nella progressione della nostra avventura. Incentrato sull’esplorazione massiccia, non verremo mai guidati verso una destinazione precisa ma starà a noi trovare la giusta strada fra i meandri di corridoi che ci troveremo a visitare e che si renderanno man mano disponibili una volta che otterremo nuove migliorie al nostro equipaggiamento e che ci permetteranno di accedere ad aree precedentemente inaccessibili. A supporto della nostra missione troveremo il Distruttore Axiom, una potente arma polivalente capace di sterminare le orde di nemici o di aprirci nuovi varchi nel livello. Dopo qualche potenziamento ottenibile nelle prime fasi di gioco potremo sfruttare la Trivella Laser, in grado di frantumare la roccia e consentirci di proseguire il nostro cammino o svelare porzioni segrete altrimenti irraggiungibili. Oltre a fornirci il supporto di fuoco necessario (potenziabile e personalizzabile in base ai numerosi upgrade che ne modificheranno la tipologia di sparo) il Distruttore può essere impiegato per modificare alcune anomalie presenti all’interno del gioco, dei glith che colpiscono alcune aree e che possono essere riscritte. Questo avrà effetto anche sui nemici, non sempre con gli stessi risultati: alcuni potranno essere sconfitti in maniera più efficace, altri ancora diventeranno invece più agguerriti, oppure potranno essere usati come elementi di gameplay e sfruttati come piattaforme a nostro vantaggio. Questo sistema spinge il giocatore a sperimentare offrendogli un ottimo strumento da usare come ritiene più opportuno.

Axiom Verge arriva in esclusiva su PlayStation 4 al costo di €17,99. Acquistando il gioco sullo store Sony otterremo, una volta che sarà rilasciata anche la versione PS Vita. Cross-buy quindi per il titolo di Tom Happ, anche se resta da capire se il gioco sfrutterà anche il cloud e le funzionalità cross-save che permettono di continuare la partita su più piattaforme.
Priva di una data di uscita invece la versione PC, che resta comunque fissata per il 2015.

Trace può fare anche affidamento su altri gadget che troverà sul suo cammino come il Drone Remoto, che in maniera simile alla morfosfera di Samus, permetterà al giovane scenziato di avventurarsi in cunicoli e spazi angusti a lui preclusi. Spostandoci invece in un terrirorio più affine a titoli come Turrican o Bionic Commando, troviamo in Axiom Verge anche un utilissimo rampino, che come gli altri potenziamenti ci consentirà di espandere le nostre capacità esplorative e di raggiungere le aree interdette. In maniera analoga ai titoli citati, potremo usare il rampino per appenderci e dondolarci ottenendo lo slancio necessario per saltare. Fra tutti gli aspetti di Axion Verge questo è forse l’unico che avrebbe bisogno di una maggior revisione nei controlli. Sebbene l’uso del Rampino sia relegato nelle fasi finali, soffre di alcune problematiche nella sua gestione e di conseguenza nella precisione dei controlli, che ci obbligano a tentare più volte la manovra.

Axiom Verge da il meglio di se negli scontri con gli enormi Boss

Axiom Verge da il meglio di se negli scontri con gli enormi Boss che ci troveremo a combattere per poter proseguire nell’avventura. Ognuno di loro è una sfida da affrontare a mente lucida, studiandone ogni singolo movimento, imparandone i pattern d’attacco e basterà qualche distrazione di troppo per ritrovarsi all’ultimo punto di salvataggio visitato. Qua le nostre abilità manuali saranno messe a dura prova, così come i nostri nervi, complice anche il sostanzioso incremento di difficoltà durante queste sezioni rispetto al resto del gioco.
Impossibile quantificare la durata di Axiom Verge.
Vista la natura del gioco e i diversi approcci che può offrire, portare a termine il gioco può portare via dalle 8 alle 15 ore in base a come decideremo di affrontare il titolo e quanto tempo dedicheremo all’esplorazione dei livelli, mentre i maniaci del completamento compulsivo ne impiegheranno sicuramente molte di più per arrivare all’agognato 100%. Il gioco offre poi anche un livello di difficoltà aggiuntivo, se non bastasse il già alto livello di sfida, così come una modalità Speedrun rivolta ai velocisti, arricchita da una classifica online dedicata dove confrontare i propri risultati con quelli degli altri giocatori.

16-bit revenge
Axiom Verge è un “one man show” scritto, sviluppato e musicato da Tom Happ

Come Dust: An Elysian Tail o Thomas was Alone, Axiom Verge è un “one man show” scritto, sviluppato e musicato da Tom Happ (aiutato da Dan Adelman, ex uomo degli indie di Nintendo che ha curato il marketing)  sviluppatore americano che ha speso 5 anni della sua vita dietro a questo monumentale progetto, dimostrando le sue capacità di programmatore tuttofare. Un viaggio in solitaria che ha richiesto tempo ed energie ma che ha prodotto grandi risultati. Non solo sul lato del gameplay, che come abbiamo visto è solido e ben progettato ma anche sul piano audiovisivo.
L’uso di una grafica bidimensionale retrò è quasi d’obbligo e anche qua i richiami visivi ai grandi dell’era 16-bit son sempre dietro l’angolo. Tom Happ si dimostra a suo agio nel raccontarci di Sundra e dei suoi abitanti con una realizzazione sempre varia che spazia sui temi dei diversi livelli, così come il bestiario che abita il pianeta cambierà a seconda dell’area in cui ci troveremo. Siamo di fronte ad un ottimo esempio di pixlel art che renderà felici soprattutto i giocatori di vecchia data.
Anche il level design, core di ogni metroidvania che si rispetti, mostra alla base un grande lavoro. Il focus è mirato al platforming, pressoché privo di sbavature (ad esclusione del rampino) e la struttura espansa dei livelli spingerà il giocatore ad esplorare più volte gli stessi alla ricerca di segreti e nuove strade.
Ottimo anche il comparto audio, le cui sonorità, in particolar modo il tema principale ricorderà molto da vicino quelle di Metroid. Somiglianze a parte, anche su questo fronte ci troviamo davanti ad un opera di qualità, tanto da chiederci come sia riuscito a curare alla perfezione anche questo aspetto, che in molte altre produzioni spesso risulta anonimo e trascurato. Alcuni brani che compongono la sontuosa colonna sonora sono delle piccole perle di chiptunes capaci di funzionare alla perfezione anche slegate dal titolo a cui appartengono.
Rivedibile la traduzione italiana che soffre di qualche imprecisione lessicale e qualche adattamento poco felice come quello di Elsanova che, usando un accento tipico dell’est, produce risultati non piacevoli in lettura.

In conclusione...
8.5
“Samus approves”
Axiom Verge è una lettera d'amore a Metroid e ai metroidvania in generale. Nonostante il modello a cui si rifà, e l'approccio decisamente retrò, sia nelle dinamiche che nel mero aspetto, è un titolo che ci ha catturato e dal quale difficilmente vorrete separarvi. Axiom Verge ad oggi, nel 2015, è un'avventura che ha una sua identità ben delineata e un gameplay solido che molti altri titoli si sognano, e se ci mettiamo il carico da 90 che si tratta di un indie sviluppato da una sola persona, è impossibile non rimanerne stupiti ed affascinati al tempo stesso. Gli amanti dei metroidvania sono obbligati all'acquisto ad occhi chiusi, mentre i neofiti o chi non mastica certi titoli potrebbero avvicinarsi a questo mondo, scoprendo un genere che sa dare al giocatore numerose soddisfazioni.
Grande omaggio a Metroid e ai metroidvania
Dimostra carattere nel gameplay e nello stile
Musiche di gran rilievo
x Controlli del rampino da rivedere
x Traduzione italiana imperfetta

due parole sull'autore
Giacomo è il nonno del gruppo e giocatore fin dall'alba dei tempi. Finché non crepa, potete leggere i suoi deliri senili su queste pagine, che sopravviveranno al loro autore anche se chiudessimo il sito entro l'anno.
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