Recensione
di
il

Come abbiamo ribadito più volte in fase di recensione di titoli per PlayStation VR, al di là della trama, del gameplay e del lato tecnico dei giochi, è ora necessario aggiungere anche una quarta caratteristica: l’immedesimazione. Esistono alcuni videogames, infatti, che non aggiungono nulla a livello narrativo, non si sprecano in particolari innovazioni ludiche e che, magari, non sono nemmeno molto belli da vedere, ma che, grazie alla realtà virtuale, diventano dei prodotti estremamente fruibili e capaci di proiettare il giocatore all’interno di un mondo virtuale per qualche ora. Questo è il caso di Arizona Sunshine, ultimo lavoro dei ragazzi di Vertigo Games che, dopo essere uscito per HTC Vive e Oculus Rift, è finalmente approdato anche sulla principale console casalinga targata Sony. Ma non perdiamo tempo e andiamo ad analizzare nel dettaglio questa nuova avventura a tema zombie, che potete già trovare sul PSN al prezzo di 39.90€.

Versione testata: PlayStation 4

Sole, sabbia e Zombie!
La trama di Arizona Sunshine è quanto di più semplice possiate immaginare

La trama di Arizona Sunshine è quanto di più semplice possiate immaginare: il nostro protagonista senza nome dovrà cercare di non farsi mordere da orde di zombie, mentre tenterà in tutti i modi di raggiungere un luogo sicuro lontano dal pericolo dei Freddy (questo è il termine con il quale il nostro eroe chiama i non morti). Gli sviluppi della storia e i “colpi di scena” presenti nel corso delle 2-3 ore di campagna sono tanto banali quanto insignificanti, risultando un mero pretesto per permetterci di far saltare un sacco di teste a tutti gli zombie dell’Arizona. Ci teniamo, però, a sottolineare quanto sia sgradevole e poco curata la caratterizzazione del protagonista; questo a causa di un doppiaggio talmente brutto da far invidia al Johnny Cage di Mortal Kombat. Abbiamo odiato il nostro alter ego sempre di più ad ogni linea di dialogo uscita dalla sua bocca, con dei picchi davvero fastidiosi nel finale, quando alcuni momenti dovrebbero trasmettere determinate emozioni, ma che, proprio a causa di una recitazione indecorosa, risultano essere involontariamente comici e imbarazzanti. Lo ripetiamo: il comparto narrativo non è certo importante quando si parla di un gioco che ha come solo scopo quello di far saltare il cervello agli zombie, ma un doppiaggio tanto indecente non lo sentivamo da anni e, per questo, non possiamo fare a meno di segnalarvelo.

Punta e spara!
Arizona Sunshine si limita a dare in mano un’arma al giocatore e a fargli fare fuoco verso tutto ciò che si muove

Anche da un punto di vista ludico, Arizona Sunshine non introduce niente di davvero nuovo nel settore, limitandosi a dare in mano un’arma al giocatore e a fargli fare fuoco verso tutto ciò che si muove. Bisogna ammettere, però, che i ragazzi di Vertigo Games hanno fatto davvero un buon lavoro per tentare di rendere felici tutti. Il titolo, infatti, funziona sia con la coppia di PlayStation Move, permettendo al nostro personaggio di utilizzare due armi separate, che con l’Aim Controller (acquistabile in coppia con Farpoint) e dandoci così la possibilità di utilizzare fucili automatici, fucili a pompa o altre armi a due mani. Nel caso, invece, non disponiate di alcun controller di movimento, nessuna paura: Arizona Sunshine è giocabile anche tramite Dualshock 4, con relativa (e inevitabile) perdita d’immedesimazione. I comandi, comunque, rispondono quasi sempre bene, ma per quanto riguarda l’Aim Controller abbiamo notato una notevole differenza rispetto al succitato Farpoint, con una calibrazione leggermente più facile all’errore e qualche incertezza in più nel rintracciare correttamente la posizione dell’arma. Per muoverci all’interno dei vari livelli è stato deciso di utilizzare un sistema di teletrasporto che funziona alla grande e non risulta mai fastidioso, neanche nelle situazioni più concitate. Al di là della campagna principale, Arizona Sunshine permette ai giocatori di affrontare anche una modalità orda, all’interno della quale, com’è logico pensare, dovremo sopravvivere all’assalto da parte di numerose indate di creature non morte. Nulla di innovativo, ma si tratta comunque di un’aggiunta che, grazie alla realtà virtuale, appare interessante e riesce a mantenerci per qualche ora in più sotto il sole virtuale dell’Arizona. Presente, infine, una modalità multigiocatore che garantisce ulteriore divertimento anche in compagnia di un amico online, con il quale affrontare le infinite ondate di zombie che il gioco ci riverserà contro.

Belli da morire, ma brutti da sentire!
In Arizona Sunshine l’immedesimazione è tutto!

Per quanto riguarda il mero profilo tecnico, Arizona Sunshine presenta location abbastanza vuote, modelli poligonali nella media e un character design davvero povero, ma l’immedesimazione è tale da permettere al giocatore di non accorgersene e di ignorare del tutto questi difetti e tutti quelli citati nei precedenti paragrafi. Si tratta comunque di un titolo mediocre, venduto ad un prezzo non economico e con evidenti difetti, ma, come dicevamo nel paragrafo di apertura, Arizona Sunshine funziona alla grande e intrattiene dal primo all’ultimo minuto di gioco. Quello che purtroppo non possiamo trascurare è il comparto sonoro, indecente non tanto per le musiche prive di carisma, quanto per il sonoro e per un doppiaggio che definire agghiacciante è fin troppo gentile. È inoltre presente qualche compenetrazione di troppo tra il nostro protagonista e l’ambiente di gioco, ma nulla di particolarmente fastidioso. Ottimo il frame rate e del tutto assente il motion sickness, elementi da non trascurare sopratutto quando si parla di titoli per la realtà virtuale.

In conclusione...
7
“Peggior. Doppiaggio. Di sempre.”
Come avrete capito leggendo questa recensione, Arizona Sunshine non è un titolo perfetto e i suoi difetti sono evidenti a chiunque decida di metterci sopra le mani e gli occhi (e le orecchie). Ma, ed è un "ma" bello grosso, riesce nel suo intento: divertire il giocatore dall'inizio alla fine. Forte dell'elemento immedesimazione dato dalla realtà virtuale, il titolo targato Vertigo Games si dimostra essere un valido intrattenimento a tema zombie, sempre a patto che non troviate il prezzo troppo elevato (i saldi digitali sono sempre dietro l'angolo). Una trama insignificante, un gamplay basilare e un comparto tecnico altalenante non permettono ad Arizona Sunshine di diventare un must have per i possessori di PlayStation 4, ma ci sentiamo comunque di consigliarlo a tutti coloro che hanno voglia di far saltare la testa a qualche zombie e a coloro che vogliono passare qualche ora all'interno di un mondo virtuale fatto di un sacco di non morti, armi e doppiaggi imbarazzanti. A voi la scelta!
Ottima immedesimazione
Divertente per tutta la sua durata
Vario e pensato per tutti i controller
x Trama inesistente
x Qualche compenetrazione di troppo
x Doppiaggio a dir poco imbarazzante

due parole sull'autore

Il Luca è quell’animale mitologico a metà tra un nerd ed un videogiocatore, ma con la testa di Ca***. Dall’animo tranquillo, pare che questa creatura sia stata vista solamente poche volte in modalità berserk (con ATK+3 e danno da fuoco), ma si narra che, in quei casi, la bestia cambi colore e ripeta solamente una cosa: LUCA SPACCA!

Commenta con:
Seleziona il sistema di commenti cliccando sull'icona


Torna su