Recensione
di
il

In questi ultimi anni i fan di Alien sono stati illusi (e successivamente delusi) da molteplici titoli videoludici che, in un modo o nell’altro, non si sono mai dimostrati all’altezza delle aspettative. Incapaci di ritrovare quell’atmosfera opprimente e unica stabilita da Ridley Scott nel primo celeberrimo film della saga, gli amanti dello xenomorfo hanno subito il colpo al cuore definitivo con il pessimo Alien: Colonial Marines lo scorso anno. L’annuncio di Alien Isolation, quindi, è stato accolto più con paura che con stupore, ma mese dopo mese ci si è resi subito conto di avere tra le mani un titolo particolare e diverso da qualsiasi precedente incarnazione, grazie ad un alieno mai così spaventoso e pronto ad uscire da un condotto per ucciderci. Saranno riusciti i ragazzi di Creative Assembly a non tradire le attese, nuovamente presenti, del pubblico? Scopritelo nella nostra recensione! Ricordiamo che il titolo è disponibile per PC, PlayStation 4, Xbox One, PlayStation 3 e Xbox 360.

Versione testata: PlayStation 4 e Xbox One

Nello spazio nessuno può sentirti urlare
Gli sceneggiatori sono riusciti a cogliere alla perfezione le sensazioni tipiche dei film della saga

Sin dalla trama si nota come gli sviluppatori abbiano voluto avvicinarsi il più possibile al primo capitolo diretto da Ridley Scott. Il giocatore, infatti, interpreterà la figlia di Ellen Ripley, Amanda. Dopo aver passato molti anni a scoprire le cause della scomparsa della madre, Amanda ha l’occasione di salire a bordo della stazione spaziale Sevastopol per recuperare la scatola nera della Nostromo (che i fan del film sapranno essere la nave nella quale si è svolto il primo incontro tra Ellen Ripley e lo xenomorfo). Il comparto narrativo, pur non avendo colpi di scena e/o personaggi secondari particolarmente incisivi, riesce a soddisfare appieno grazie all’atmosfera che ogni dialogo, ogni scena e ogni situazione suscita nel videogiocatore una piacevole sensazione di deja-vu. Gli sceneggiatori, infatti, sono riusciti a cogliere alla perfezione le sensazioni tipiche dei film della saga, portando nel mercato videoludico quello che è definibile solamente come un vero e proprio sequel del primo Alien. Le citazioni dal primo film non si sprecano e, ora dopo ora, il videogiocatore non potrà fare a meno di immedesimarsi appieno nei panni di Amanda, rispecchiandosi in lei e diventando il vero protagonista dell’avventura. La durata della campagna principale si attesta attorno alle 13-16 ore, in base al tipo di approccio che ogni giocatore deciderà di prendere durante il gioco.

Escono dalle fottute pareti
venire scoperti dall’alieno ci porterà a morte certa

Alien Isolation è in tutto e per tutto un survival horror in prima persona. Il titolo targato Creative Assembly, infatti, ci obbliga a studiare attentamente ogni nostra singola mossa, in quanto venire scoperti dall’alieno ci porterà a morte certa.

Ecco che, quindi, dovremo imparare a guardare dietro ogni singolo angolo, comminare accucciati per evitare di venire visti, raccogliere materiali per costruire (tramite un semplice sistema di crafting) alcuni diversivi e, soprattutto, rimanere il più possibile nascosti e lontani dalla creatura. Creatura che si dimostra veramente intelligente e, ai livelli di difficoltà più alti, davvero difficile da contrastare grazie ad un ottimo udito e a strategie di accerchiamento davvero complesse. La quasi totale mancanza di armi obbligherà il giocatore a pensare strategie di fuga sempre differenti e ad usare in modo spasmodico il rilevatore di movimento tanto amato dai fan della serie per evitare di morire. Morte che, grazie ad un sistema di salvataggio tramite alcuni dispositivi sparsi per la stazione, ci obbligherà a ripercorrere determinate aree più volte, contribuendo a stressare il giocatore nei punti più difficili e a far salire la tensione  che crescerà per tutta la durata del titolo. Per aumentare la totale immedesimazione nei panni della protagonista arrivano in soccorso anche un paio di interessanti opzioni legate alla PlayStation Camera e/o al Kinect. All’interno del titolo, infatti, per sbirciare oltre gli angoli basterà sporgersi a destra o a sinistra, permettendo alla telecamera di seguire i movimenti della nostra testa e incrementando così l’ansia ad ogni angolo. E’ possibile attivare, inoltre, un’opzione che trasporterà i suoni presenti nella nostra stanza all’interno del gioco, rendendo ogni vostro spavento/suono un vero e proprio pericolo per la povera Amanda che, in men che non si dica, potrebbe venire scoperta dai, sempre attenti, nemici. Nonostante attivare queste aggiunte non sia obbligatorio, per un titolo come Alien Isolation che fa dell’atmosfera il suo principale punto di forza, riteniamo siano features per nulla trascurabili.

“Che ti prende, bello? Il cibo poi non è così malvagio!”
Alien Isolation soffre, purtroppo, di uno sviluppo cross-gen

Il comparto tecnico di Alien Isolation soffre, purtroppo, di uno sviluppo cross-gen che rende alcune animazioni facciali degli esseri umani poco convincenti e talvolta forzate. Sono stati notati, inoltre, alcuni inspiegabili rallentamenti durante i filmati della versione PlayStation 4, ma supponiamo si tratti di un problema facilmente sistemabile tramite un’apposita patch.  Spettacolare, invece, il sistema di illuminazione che riesce anche da solo a mantenere l’atmosfera del titolo a livelli davvero elevati grazie a sapienti giochi di luce capaci di incutere timore ad ogni grata e ad ogni stanza. Altrettanto ottima è la modellazione poligonale dell’alieno che riesce a trasmettere terrore e potenza allo stesso tempo, ammaliando il giocatore e spaventandolo allo stesso tempo. Per quanto riguarda il comparto sonoro “perfezione” è l’unico termine che ci viene in mente in quanto ad un ottimo doppiaggio in italiano vanno ad aggiungersi una colonna sonora che sembra presa direttamente dal film di Scott e un repertorio di suoni/rumori capaci di soddisfare il giocatore più esigente e di far piangere di gioia tutti gli appassionati della celebre saga legata al celebre alieno modellato da Hans Ruedi Giger.

In conclusione...
9
“Nello spazio nessuno può sentirti urlare... tranne Alien”
Alien Isolation è il massimo punto videoludico raggiunto da un titolo legato al brand di Alien. L'atmosfera perfetta, il gameplay survival, la presenza imponente dell'alieno e un comparto sonoro stellare sono solo alcuni elementi di un titolo capace di coinvolgere, spaventare e divertire sin dal primo minuto. Peccato per la modellazione poligonale di alcuni personaggi umani e per la storia non particolarmente esaltante, ma si tratta di piccoli dettagli che poco influiscono sul risultato finale. Alien Isolation è il secondo titolo legato ad un brand cinematografico che, quest'anno, si impone come nuovo punto di riferimento per i giochi su licenza e, senz'ombra di dubbio, non possiamo che essere felici di questa cosa.
Atmosfera stellare
Un vero e proprio survival
Sistema di illuminazione ottimo
Ottimo comparto sonoro
x Modellazione facciale di alcuni personaggi umani scadente
x Trama non particolarmente incisiva

due parole sull'autore
Il Luca è quell'animale mitologico a metà tra un nerd ed un videogiocatore, ma con la testa di Ca***. Dall'animo tranquillo, pare che questa creatura sia stata vista solamente poche volte in modalità berserk (con ATK+3 e danno da fuoco), ma si narra che, in quei casi, la bestia cambi colore e ripeta solamente una cosa: LUCA SPACCA!
Commenta con:
Seleziona il sistema di commenti cliccando sull'icona


Torna su