Recensione
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Volition ci prova,  stessa atmosfera, nuovo cast. Il risultato è esplosivo.

Potremo facilmente farvi chiudere la pagina semplicemente dicendovi che, se amate l’universo e l’umorismo di Saints Row, oppure siete lettori di fumetti americani, il prossimo 18 Agosto dovreste recarvi nel vostro negozio di fiducia e afferrare una copia di Agents of Mayhem per la vostra piattaforma di riferimento (PlayStation 4, Xbox One o PC). Lo spin-off di Saints Row convince praticamente da subito, quando ancora alla prima missione , ci viene fatto notare che non stiamo giocando un capitolo principale della serie, nonostante i toni e i colori siano quelli. Volition mette subito in chiaro lo scopo del gioco, e lo fa presentandoci man mano che le ore si susseguono, un cast nutrito e variegato, ma ottimamente  caratterizzato. Tutto perfetto quindi? Purtroppo no, scopriamo insieme cosa va e cosa invece non funziona in Agents of Mayhem.

anteprima
Agents of Mayhem
Morta un'IP se ne fa un'altra, tranne per il fatto che in questo caso non è morta nessuna IP, e che quella nuova in realtà è uno spin-off. Le novità sono sempre molto apprezzate, e quando una software house azzarda un cambio di rotta su una serie di...

Versione Testata: PlayStation 4

Vacanze a Seoul

Dopo la Notte del Diavolo qualcosa è cambiato nel mondo: i terribili Legion hanno soggiogato ogni nazione, e gli unici a  mettergli i bastoni nelle ruote sono gli Agenti di Mayhem, a bordo della loro Ark. I Mayhem devono iniziare a capovolgere la situazione da seoul, ultima monopoli rimasta fuori dalle grinfie di Legion. Guidati dalla bella femme fatale Persephone, i dodici agenti provenienti da ogni angolo del globo si sono arruolati ognuno per un motivo preciso: chi per vendetta, chi per tornaconto personale, chi solo per menare le mani. Ogni agente  ha la propria storia, che viene esplorata nelle missioni secondarie, e  riesce a convincere a pieno il giocatore, grazie ad un ulteriore background che si sviluppa durante l’esplorazione di Seoul.

Vi avevamo già dato un assaggio della trama di Agents of Mayhem in occasione della nostra anteprima dello scorso mese, andando a sottolineare quanto, pur essendo qualcosa di visto molteplici volte come  le faide tra un organizzazione malvagia (Legion) e gli eroi di turno  (i Mayhem) Volition sia stata in grado di  scrivere dei dialoghi superbi e soprattutto divertenti. Perchè sì, la trama  di Agents of Mayhem è piena di cliche, i suoi protagonisti sono delle macchiette tipiche dei posti da cui provengono, ma la cura  in ogni scambi odi battute  è straordinaria. Ed è ovviamente sopra le righe, con volgarità, allusioni sessuali, razzismo e tutto ciò che può essere definito politicamente scorretto in questo 2017.

Per narrare gli avvenimenti principali e i flashback, Volition si è affidata a sequenze animate notevoli, andando a ricalcare gli stili dei corti animati moderni, e dando ulteriore peso ad ogni personaggio rendendo Agents of Mayhem un enorme fumetto in movimento. Tra un clichè e una battuta piccante, imparerete a conoscere ogni Agente e a trovare il vostro preferito, mentre le missioni principali si susseguono e Legion inizia a capitolare ai piedi di Persephone.

Who you f***in Call?

Dodici agenti armati fino ai denti ed ognuno dotato di diverse qualità. Potrete utilizzarli in gruppi di tre, cambiando la vostra squadra  ogni volta che tornerete all’Ark, e dovrete sbloccarli man mano che proseguirete nelle vicende principali. Archiviata la cura maniacale con cui ogni personaggio è caratterizzato, vediamo di concentrarci un po’ sullo scheletro di Agents of Mayhem, che deve ogni meccanica principale al suo fratello maggiore. Volition ci getta senza remora in una Seoul vasta quanto basta per imparare a memoria le vie con le super-auto e per  esplorare alla ricerca di 350 frammenti di materia oscura, necessari a potenziare i nostri Mayhem e renderli sempre più temibili alle armate dei Legion. Ogni agente ha infatti a disposizione nove abilità (tre speciali, tre per l’arma e tre passive) selezionabili tre per volta, a cui possono essere equipaggiate altrettante Tecnologie  Legion, bonus  passivi che donano ulteriore potenza ai nostri eroi. Salendo di livello inoltre, si potranno potenziare altre statistiche, tra cui un bonus di squadra esclusivo per ogni agente. Per guadagnare esperienza però, dovremo per forza utilizzare l’agente sul campo.

Sorvolando sul gunplay vero e proprio, che pesca a piene mani tra gli esponenti sandbox in terza persona, il fulcro delle sparatorie di Agents of Mayhem sta nell’utilizzare al meglio i tre agenti scelti. Si possono infatti cambiare in qualsiasi momento tramite le frecce direzionali, togliendo dagli impicci l’eroe ferito, o utilizzandone un’altro più efficace con la tipologia di nemico che si sta affrontando. Un sistema immediato e ricco di combinazioni, che può fruttare numerose ore di divertimento nonostante si sia già completata la storia. Purtroppo in quel caso il tutto si paga con alcuni aspetti negativi.

Le mille attività di Seoul

Oltre alle missioni principali della storia e a quelle secondarie dedicate all’arruolamento degli altri eroi, i nostri agenti avranno di che sbizzarrirsi per le strade di Seoul, almeno per le prime ore di gioco: tra consegne a piedi ed in auto, assalti ai covi Legion, salvataggio di ostaggi e rendere sicuri luoghi per i propri compagni, le attività studiate da Volition sono varie e  più o meno divertenti. Purtroppo il tutto ne risente sul lungo periodo: i covi Legion sono praticamente sempre lo stesso insieme di stanze, riordinate in modo diverso, mentre a non molto serve aver limitato i presidi da conquistare a solamente quattro, se ogni grossa vittoria dei Mayhem (spesso nella storia), bisognerà riprendersi tutto perchè i Legion hanno inspiegabilmente   riaperto baracca e burattini. Ripetere  un assedio rende alla lunga l’attività poco innovativa,  diventando anche frustrante il dover  far fuori un’altra orda di Legion in un territorio già conquistato. Non solo, nonostante i protagonisti e i comprimari siano caratterizzati in maniera ottima,  

Seoul è poco “viva”

I cittadini si limitano a farsi investire o catturare, e nei casi più sfortunati morire in un conflitto a fuoco, e le auto  nel traffico cittadino risultano più un intralcio che altro. Per questo le attività extra troveranno presto fine una volta completate le missioni principali e secondarie. Fortunatamente per gli amanti dei collezionabili Agents of Mayhem è ricco di elementi da sbloccare: dalle già citate schegge di materia oscura, si passa alle numerose Skin per  eroi, armi e veicoli, molte delle quali richiamano altri franchise trasformando gli agenti in versioni economiche degli stessi.

Salvo il mondo da solo (più o meno)

Insomma forse non avrete tutti gli eroi al livello massimo (il 40) ma sulla strada per portare a termine la quest principale avrete di che divertirvi. Purtroppo però non è presente una modalità online  co-operativa, quindi non potremo divertirci insieme ad amici impersonando ognuno un Agente, come eravamo consoni fare in Saints Row. In Agents of Mayhem è invece  presente un sistema di contratti online, in cui potremmo collaborare con altri giocatori per raggiungere degli obiettivi comuni, ottenendo così ricompense utili per  potenziare l’Ark e gli agenti stessi. Trattasi quindi di multiplayer asincrono che sebbene sia utile alla campagna, nega la possibilità di fare casino con gli amici.

recensione
Saints Row: Gat out of Hell
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Agents of Mayhem sfrutta un cel-shading  riuscito e in tono con le atmosfere da fumetto americano della produzione, grande spazio ai colori anche se il vero protagonista resta il viola (resta comunque uno Spin-off di Saint Row del resto), sotto il profilo tecnico il titolo si comporta bene, sebbene non manchino cali di frame nelle situazioni più concitate. Molto buono il doppiaggio inglese, con ogni Agente caratterizzato da un accento diverso (italiano compreso) e l’adattamento dei testi in italiano, molto fedele  se non in un paio di casi per mantenere i toni delle battute. La colonna sonora invece è un mix diverso di generi, dall’elettronica nelle casse delle Super-Auto (dotate anche loro di un IA e una voce) alla polka russa, spaziando per un variegato contorno musicale che culmina con le due main theme dei Mayhem.

In conclusione...
8
“Come to check the wonders of Ur-Anus.”
Agent of Mayhem piacerà specialmente a chi ama la caciara e le esplosioni. Portando a schermo un fumetto americato bellamente ignorante, gettando dodici agenti perfettamente caratterizzati in una storia ricca di clichè ed in una Seoul sandbox vasta quanto basta da non diventare monotona prima del tempo. Un vero peccato per la scelta di inserire solo un multiplayer asincrono e non una modalità co-operativa, limitando la scelta degli Agenti al giocatore singolo. Nonostante questo Agent of Mayhem trasuda l'atmosfera di Saints Row, con battute sopra le righe e dei dialoghi curati fino all'ultimo punto. Che sia l'inizio di una nuova serie per Volition?
Tutti gli agenti sono ben caratterizzati
Cura maniacale nei dialoghi
Divertente e casinaro
x Assenza di una cooperativa online
x Attività extra alla lunga ripetitive
x Qualche calo di frame nelle situazioni più caotiche

due parole sull'autore
Assuefatto giocatore fin da quando non aveva neanche un pelo sul mento, ha coltivato la propria passione con lo stesso amore con cui cura la propria barba. Molti lo definiscono un Nintendaro senza speranza, senza contare gli oltre quattromila trofei presenti sull'account PSN e gli oltre 370 giochi su Steam (quanti di questi effettivamente giocati non lo sa neanche lui).
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