Anteprima
di
il 19 ottobre 2016, 11:25

L’ultimo lavoro di Fumito Ueda (è inevitabile forzare il parallelo con il mondo dell’arte parlando del lavoro del game designer giapponese) sarebbe dovuto uscire tra circa una settimana. Era però prevedibile che, nell’anno in cui praticamente tutte le esclusive PlayStation 4 hanno subito slittamenti più o meno lievi, anche The Last Guardian si facesse attendere, condannando gli appassionati ad un altro paio di mesi d’attesa. Fortunatamente la Milan Games Week non ci ha lasciati a bocca asciutta quest’anno, permettendoci di assistere ad una sessione di live gameplay del titolo. Per il verdetto definitivo toccherà aspettare il 6 Dicembre, intanto però nulla ci vieta di raccontarvi le nostre prime impressioni.

Trico o Toriko?
Il feeling è quello di Ico, anche se non manca qualche richiamo a Shadow of the Colossus

La sessione cui abbiamo potuto assistere, durata all’incirca una decina di minuti, andava a svelare una porzione di gioco abbastanza inoltrata, dove in teoria il legame di fiducia che lega il protagonista a Trico (la “mascotte” del gioco, via di mezzo tra un gatto ed un grifone dalle dimensioni generose) dovrebbe essersi maggiormente sviluppato e consentire al ragazzo di impartire comandi alla creatura con maggior facilità. Il filo conduttore dell’esperienza, infatti, è proprio questo: come in Ico, ci si trova a dover controllare indirettamente un secondo personaggio, le cui caratteristiche sono da sfruttare per risolvere gli enigmi che l’ambientazione di gioco – che sembra anche in questo caso attingere a piene mani dal primo titolo firmato Ueda – propone nel corso dell’avventura. The Last Guardian però porta tutto questo ai massimi termini: se Yorda rispondeva sempre e seguiva le indicazioni di Ico senza obiezioni, Trico è invece dotato di una sua personalità e di una sua Intelligenza Artificiale, ed il compito del giocatore sarà quello di convincerlo a fare quanto necessario per andare avanti. Durante la demo infatti, anche se la creatura alla fine ha sempre svolto le azioni che le venivano richieste, abbiamo potuto assistere ad alcune interazioni tra lei ed il protagonista, ed osservare come non tutti i tentativi di chi conduceva la sessione di gameplay si siano effettivamente tradotti in azioni, vuoi perché non compresi da Trico o semplicemente perché non si era insistito abbastanza. Ma i puzzle proposti non rientrano solo nella categoria che richiede l’intervento di Trico per essere completata, poiché abbracciano anche altri elementi: è capitato per esempio di dover compiere qualche azione propedeutica alla risoluzione, controllando direttamente il protagonista prima di chiamare in causa il grifone (per esempio, trasportare un’anfora da una parte all’altra della stanza per poi utilizzarla come contrappeso), o ancora di assistere a sequenze in cui è necessario sfruttare Trico arrampicandosi sul suo corpo, in modo non dissimile da quanto avveniva con i colossi in Shadow of the Colossus, per poi convincere la creatura a saltare verso il prossimo appiglio o utilizzare la sua coda per permetterci di passare avanti. Soluzioni cui si era già potuto assistere nei filmati promozionali divulgati fino a questo momento, ma che viste dal vivo fanno finalmente capire che il titolo è davvero in dirittura d’arrivo.

I motivi del rinvio
Bello da vedere, ma frame-rate ballerino

Quanto potuto osservare (ci è stato assicurato che il tutto girava sul modello tradizionale di PlayStation 4, e non su PlayStation 4 Pro) dal punto di vista artistico ci è sembrato assolutamente ispirato, proponendo un’architettura dal retrogusto vagamente nostalgico (visti i richiami al castello di Ico) ma, ad ogni modo, sufficientemente suggestiva e ben realizzata in ambito visivo, concedendosi anche qualche acuto (per esempio per quanto riguarda il modello di Trico). Sul fronte tecnico abbiamo però notato che, effettivamente, in alcune situazioni la stabilità del frame-rate viene meno e The Last Guardian scopre il fianco mostrando qualche scatto decisamente vistoso: problemi che, questa quantomeno è la speranza, dovrebbero essere limati nei due mesi che il gioco si è voluto concedere prima di arrivare finalmente sugli scaffali.

In conclusione...
Difficile dire se The Last Guardian riuscirà a mantenere le sue promesse e giocare nella stessa categoria dei due capolavori firmati Fumito Ueda che lo hanno preceduto. Quello che abbiamo visto ha fatto di tutto per non sbilanciarsi, mostrandoci in tempo reale immagini che fondamentalmente avevano già attraversato le nostre retine per arrivare al cervello tramite alcuni trailer. Il tutto, ad ogni modo, sembra ben realizzato sul fronte artistico e, quantomeno in queste fasi più avanzate, permette di approcciarsi al genere puzzle/platformer in un modo inedito, dovendo controllare indirettamente una creatura che alla fine risponde davvero agli stimoli che riceve: per scopire se e come tutto questo riuscirà a sostenere il peso di tutta la produzione, però, dovremo aspettare l'uscita ufficiale del gioco.
Ci siamo tolti un dubbio: esiste
Artisticamente davvero ispirato
Il rapporto con Trico è interessante...
x ... Ma riuscirà a concretizzarsi in modo efficace?
x Qualche problema sul fronte frame-rate

due parole sull'autore
Laureato con disonore in Informatica e presunto webmaster del sito, tra una cosa e l'altra ha a che fare con la tecnologia praticamente da quando ne ha memoria. Potete leggere i suoi sproloqui in più o meno in qualunque articolo porti la sua firma o ascoltarli dalla sua viva voce premendo play su un episodio a caso di Gameromancer, il podast di I Love Videogames.
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