Anteprima
di
il 9 dicembre 2016, 16:32

Con il passare del tempo è inevitabile che i videogiochi cambino e che, di conseguenza, cambino anche i videogiocatori. Con l’avvento della realtà virtuale (con tutti i pro e i contro del caso) è giunto il momento per noi redattori di modificare anche lo stile con il quale scrivere le anteprime per questo determinato tipo di prodotti. Per titoli come Resident Evil 7, ad esempio, ci siamo resi conto di come sia impossibile dare un giudizio del tutto oggettivo in quanto elementi positivi come l’immedesimazione nell’oscuro e malato mondo di gioco o negativi come il motion sickness siano del tutto soggettivi e non possano essere valutati come assoluti. Ecco che, quindi, vi invitiamo a leggere con ancora più attenzione queste nuove recensioni dedicate ai titoli VR e rimaniamo a vostra disposizione per qualsiasi domanda/dubbio/titubanza o perplessità. Buona lettura!

Resident Evil è una serie che, con il passare del tempo, ha subito una perdita della propria identità e, nonostante i numerosi esperimenti per tornare ai fasti del passato, sembra solo ora aver capito cosa fare del proprio futuro. Dopo il discreto Resident Evil: Revelations 2, con il tentativo di Capcom di fondere le meccaniche action con un’atmosfera horror, e il trascurabile Umbrella Corps, incapace di soddisfare i fan del brand, la software house giapponese ha deciso di giocarsi il tutto e per tutto con Resident Evil 7, caratterizzato da una visuale in prima persona e da un forte ritorno al passato. Da circa una settimana è disponibile sul PSN il Midnight Update della demo, ovvero la versione definitiva di quella che, in tutto e per tutto, si può considerare come un’anticipazione del prodotto finale in vendita a partire dal 24 gennaio. Riuscirà questo aggiornamento (che, ricordiamo, può anche essere giocato con il PlayStation VR) a conquistare chi è ancora scettico? Noi vi diciamo la nostra in questa anteprima di Resident Evil 7.

Good Ending/Bad Ending
Di nuova carne al fuoco, all’interno del Midnight Update, ce n’è più di quanto possa sembrare

Di nuova carne al fuoco, all’interno del Midnight Update, ce n’è più di quanto possa sembrare. Tralasciando gli eventi e le scene che abbiamo già potuto analizzare nella prima incarnazione della demo, possiamo notare come, in soffitta, sia ora presente una chiave che permette di aprire la porta per una nuova area. Una volta entrati in questo nuovo corridoio potremo accedere ad un bagno (utile per recuperare poi una pistola) e, soprattutto, allo scantinato. Proprio all’interno di quest’ultima stanza avremo il nostro primo incontro con una delle creature presenti all’interno dell’avventura e che, a noi, ha ricordato per molti versi una versione corrotta dei Regeneradores di Resident Evil 4. L’esito di questo scontro (che non vi diremo come superare) determinerà i due possibili finali per questa demo. Nel caso venissimo colpiti, infatti, verremo infettati da un misterioso virus che, poco prima di raggiungere l’uscita, ci farà accasciare a terra per trasformarci, probabilmente, in una creatura simile a quella incontrata nel seminterrato. Se, invece, saremo abbastanza bravi da non subire alcun danno, potremo recuperare la chiave della finestra nella soffitta e, dopo aver raccolto anche l’arma da fuoco nel bagno, fuggire dalla casa degli orrori. Tramite il ritrovamento del dito del manichino (da unire con la mano, reperibile sempre nella soffitta) e l’utilizzo di un misterioso diario, potremo inoltre scoprire alcuni luoghi nella casa dove sono stati compiuti degli omicidi e, nel caso riuscissimo a trovarli tutti, avremo accesso ad una nuova stanza dove verremo premiati con una moneta. Moneta che, oltre a renderci fieri per aver completato la demo al 100%, ci darà dei bonus non meglio precisati nella versione definitiva del titolo. L’impatto con questa versione aggiornata di Resident Evil 7 ci è parso del tutto positivo e, nonostante si conosca ancora poco della trama, è palese come si sia riusciti a tornare a quell’atmosfera che, in passato, ha contraddistinto la serie Capcom, facendola diventare un punto fermo nel firmamento dei survival horror. L’unica cosa ancora da verificare, da un punto di vista narrativo, è l’effettivo collegamento con gli altri capitoli della serie che, a detta degli sviluppatori, sarà comunque marcato e di grande impatto su quell’affresco di trama alla quale la software house giapponese sta lavorando ormai da anni.

Black Mirror 3×02
Ci sentiamo di fare un plauso all’atmosfera del titolo che, mai come in questo momento, ci sembra vicina ai titoli del passato

Non lo nascondiamo: giocare a Resident Evil 7 armati di PlayStation VR è stata una delle esperienze più intense, emozionanti e terrorizzanti della nostra carriera di videogiocatori. Chi vi scrive era particolarmente spaventato all’idea di trovarsi di fronte ad un titolo che, vista la necessità di muoversi con il pad e allo stesso tempo ruotare la testa, potesse dare una forte sensazione di motion sickness. Dopo molteplici ore spese all’interno della casa, possiamo affermare che i ragazzi di Capcom hanno fatto un lavoro a dir poco fantastico da questo punto di vista. Tramite un semplice tutorial iniziale e una lunga serie di impostazioni sul settaggio del visore, qualsiasi videogiocatore potrà godere dell’esperienza VR di Resident Evil 7, anche il più sensibile al motion sickness. Per il resto ci sentiamo di fare un plauso all’atmosfera del titolo che, mai come in questo momento, ci sembra vicina ai titoli del passato, limitando le differenze con il capostipite al cambio di inquadratura. Muoversi per la casa scricchiolante e incontrare per la prima volta una creatura mostruosa in realtà virtuale è stato tanto emozionante quanto spaventoso, dando la possibilità a questa nuova produzione Capcom di diventare un punto di riferimento per i titoli VR e per l’intero genere horror del futuro.

Bello da morire?
Resident Evil 7, soprattutto con il indosso il visore, è sicuramente un titolo bello da vedere quanto da giocare

Da un punto di vista prettamente tecnico ci troviamo di fronte ad un titolo non esaltante, ma che, grazie ad un’ottima atmosfera e ad un utilizzo delle luci davvero magistrale, riesce a ricavare un colpo d’occhio sicuramente solido. Se si analizza il titolo considerando la versione VR, “piattaforma” caratterizzata da una componente grafica tendenzialmente inferiore alla media dei titoli, il discorso è ovviamente inverso, visto che la qualità generale risulta essere al top per i titoli in realtà virtuale. Ottimo il comparto sonoro che, oltre alla colonna sonora sempre di qualità e che alterna musiche inquietanti a silenzi da fiato sospeso, presenta un doppiaggio in italiano di buona fattura e che sembra non voler far sfigurare minimamente la controparte originale. Totalmente assenti, in questa demo, bug o problemi tecnici di alcun tipo.

In conclusione...
Resident Evil 7 si presenta come il vero ritorno alle origini della serie. Scontri meno dinamici, enigmi ambientali, inventario limitato, tensione costante, atmosfera intima e malata sono solo alcune delle caratteristiche che dovrebbero rendere questo titolo imperdibile sia per i fan che per gli amanti dei titoli horror in generale. Insomma, se siete tra quelli che "questo Resident Evil non sarà bello perché è in prima persona" vi ricrederete, visto il rispetto verso il passato e la cura verso il futuro della serie che Capcom sembra stia riponendo in questa produzione. Noi siamo fiduciosi. Il RE sta tornando!
Trama dal discreto potenziale
Atmosfera intima e malata
Esperienza VR definitiva
Tecnicamente buono
Fa davvero paura!
x Potenziale della storia da definire
x Qualche limitazione tecnica

due parole sull'autore
Il Luca è quell'animale mitologico a metà tra un nerd ed un videogiocatore, ma con la testa di Ca***. Dall'animo tranquillo, pare che questa creatura sia stata vista solamente poche volte in modalità berserk (con ATK+3 e danno da fuoco), ma si narra che, in quei casi, la bestia cambi colore e ripeta solamente una cosa: LUCA SPACCA!
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