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di
il 3 maggio 2017, 20:47

Cosa succede quando i “Campioni” arrivano anche su Quake?

 

Quake di id Software è una serie storica, le cui radici affondano nel lontano 1996 con il primo capitolo mai uscito su PC. Da allora e da quell’impronta fortemente lovecraftiana (tanto da meritare un posto nel nostro Speciale dedicato), Quake si è evoluto parecchio, puntando di volta in volta sempre più sul Multiplayer e arrivando anche a rilasciare interi capitoli senza una campagna in singolo (Quake 3 Arena è un esempio perfetto).

Con Quake Champions, annunciato più di dieci anni dopo l’uscita del quarto capitolo, la casa di Doom Wolfenstein sembra voler riprendere quella linea dello sparatutto arena, traendo diretta ispirazione dal successo di titoli come Overwatch e dell’indiscusso successo del sistema “a eroi”. Grazie a Bethesda Softworks, la redazione ha avuto modo di partecipare alla Closed Beta del nuovo capitolo di Quake, testando con mano la modalità multiplayer e le novità introdotte dagli sviluppatori.

Il titolo sarà un’esclusiva PC tendenzialmente free-to-play, e sarà rilasciato nel corso del 2017 in una data da definire. Sappiamo cosa state pensando, e no: Quake Champions non è un pay-to-win.

 

 

C’erano una volta un uomo, un cyborg e una lucertola…
Una vasta varietà di Campioni

Quake Champions ha già nel suo stesso nome tutte le premesse necessarie per capire il concetto alla base del game-design: abbandonando l’idea del multiplayer “classico” a classi stagne, il nuovo titolo di id Software fa un massiccio utilizzo dei “Campioni”, personaggi diversi caratterizzati ognuno dalle proprie abilità, pregi e difetti in battaglia. Ognuno di questi campioni (precisamente 9, tra varie razze di umani, cyborg, rettili e alieni) vanta un design di tutto rispetto, un set di skill passive e attive e diverse statistiche (quali armatura, salute e velocità) che influenzano direttamente l’approccio del giocatore ad ogni scontro. E la scelta è veramente vasta, nonostante i campioni siano “soltanto” nove: si va da rettili giganteschi in grado di sputare acido (Sorlag, nostra scelta prediletta per questa prova) a seducenti spie con capelli azzurri e mimetica ottica (Nyx), passando per il classico Ranger (una rivisitazione del Quake Guy, se vogliamo) che sarà il vostro Campione standard e risulterà bilanciato in tutte le statistiche.

Inoltre, è difficile che troviate in battaglia dei campioni realmente sbilanciati: il Tank è indubbiamente più difficile da buttar giù, e potrebbe essere un vero problema per i giocatori che utilizzano Campioni con una salute ridotta, ma al tempo stesso è lento e conseguentemente vulnerabile alle armi esplosive, il che dà un netto vantaggio ai giocatori più rapidi e dotati di una potenza di fuoco maggiore. Insomma, l’equilibrio non manca di certo e ogni morte sembra accadere esclusivamente per colpa vostra.

 

Quake Champions

 

Ora mi compro il cyborg e ti faccio vedere io…
Un titolo free-to-play con un ottimo bilanciamento

Come accennato in apertura, Quake Champions sarà un titolo free-to-play con alcuni elementi a pagamento, studiato per permettere al numero più vasto possibile di giocatori di accedere all’esperienza di gioco. Per questo motivo, come in molti free-to-play, gli sviluppatori hanno pensato di introdurre un sistema di valuta multipla, caratterizzato, però, non da due, ma da tre in-game currencies diverse. Quella più facile da ottenere è indubbiamente il Favor, o Favore, che il giocatore potrà acquisire semplicemente giocando le varie partite e piazzandosi alto in classifica. Più punti esperienza ottiene, più Favore riceverà alla fine dello scontro; il Favore è poi utilizzato per “noleggiare” i vari campioni per un giorno, permettendo di fatto a tutti i giocatori di provare i campioni prima di spendere denaro reale sull’acquisto effettivo.

Acquisto che potrà avvenire in due modi: comprando il gioco completo a prezzo pieno (piuttosto che optare per la formula free-to-play con acquisto graduale) o spendendo di volta in volta denaro reale per la valuta “Pro” del gioco, che permetterà di acquistare definitivamente un Campione e aggiungerlo alla propria “scuderia”. Può sembrare che chi spenda tutti i soldi istantaneamente abbia un vantaggio decisivo su qualunque altro giocatore, ma non è necessariamente così: la formula di gioco è bilanciata in modo che qualunque Campione, se ben utilizzato, possa diventare la vostra scelta vincente, e i fattori di preferenza si baseranno spesso più sulle abilità passive e attive che sulla reale “potenza sul campo” dei Campioni stessi.

 

Quake Champions non è un pay-to-win: tutto è equo e bilanciato

 

Certo, è indubbio che l’acquisto del gioco completo possa dare più varietà al giocatore, permettendogli di trovare rapidamente il Campione che maggiormente si addice al suo stile di gioco; e, tuttavia, le armi resteranno le stesse per ciascun Campione, e non ci saranno privilegi effettivi per chi deciderà di acquistare un personaggio piuttosto che un altro. Il che promette decisamente bene per il bilanciamento complessivo.

Ad ogni level-up del giocatore, inoltre, si riceverà una Loot-Box che sarà possibile aprire (e che potrà anche essere acquistata con denaro reale) per ottenere nuove skin e oggetti di personalizzazione per i vari Campioni. Ulteriori skin per le armi potranno inoltre essere acquistati con gli Shard, terza valuta del gioco che consiste di “pezzi di armatura e di armi”, da utilizzare per forgiare nuove armi e armature (e probabilmente specifici di una qualche Loot-Box o modalità di gioco, che però non siamo riusciti a testare).

 

Quake Champions

 

Sono morto guardando un vulcano
Uno sparatutto dinamico, frenetico e da cardiopalma

Per questa Closed Beta, Bethesda ha messo a disposizione dei giocatori esclusivamente tre mappe con tre modalità (di cui una aggiunta soltanto nella seconda sessione della Beta). Dopo qualche problema iniziale (dovuto più al launcher che al gioco effettivo), siamo infine riusciti a entrare in partita per esplorare l’idea degli sviluppatori fino in fondo. E il risultato ci ha lasciati a bocca aperta.

id Software si è già riconfermata un ottimo studio di sviluppo con il convincente DOOM dell’anno scorso, e il suo ritorno su Quake, al momento, fa ben sperare anche per la versione definitiva del gioco: il motore grafico è sia splendido da vedere che perfettamente ottimizzato, tanto da consentire un gioco fluido anche in Full HD su una scheda grafica di fascia decisamente media. E ciò è un punto indiscutibilmente a favore, in un gioco del genere: Quake Champions è frenetico, dinamico, rapido e da cardiopalma, e mette costantemente il giocatore nelle condizioni di tenere i propri riflessi ben vigili per evitare una morte rovinosa. Ciò è testimoniato anche da una statistica che fa sorridere, alla fine di ogni Deathmatch (di gran lunga la nostra modalità preferita, casinista fino allo stremo): il tempo massimo in cui un giocatore è rimasto in vita, che difficilmente va oltre i 30-35 secondi medi. Le mappe ridotte e affollate non lasciano spazio ai tempi morti, e gli unici momenti per respirare saranno tra una morte e l’altra; morte che, a meno che non abbiate una connessione incredibilmente stabile e non siate dei giocatori imbattibili, difficilmente riuscirete a evitare per troppo tempo, e che giungerà inevitabilmente da un momento all’altro, a volte anche senza preavviso. Il che può essere un problema, quando le mappe sono così belle: il titolo di questo paragrafo non scherza affatto, siamo realmente morti mentre guardavamo uno splendido vulcano sullo sfondo.

Insieme all’incredibilmente frenetica modalità Deathmatch classica, la Beta permetteva di provare un altrettanto storico Deathmatch a Squadre e un’interessantissima modalità Duello, in cui due giocatori si affrontano tra loro in un testa a testa che oppone due set da tre Campioni ciascuno. E il menù delle modalità aveva spazio per altri tre tipi di gioco, tra cui potrebbero benissimo figurare, ad esempio, varianti di un Capture The Flag o King Of The Hill. Non resta che attendere la versione completa per avere conferma, e per vedere quanta bellezza le prossime mappe potranno (o non potranno) portare sui nostri schermi.

 

Quake Champions

 

Posso giocare un’altra partita, per favore?

In mezzo a tutta questa bellezza, e trattandosi di una Beta, è inevitabile che si siano riscontrati alcuni problemi. Il Net-code, ad esempio, per quanto stabile, è ancora un po’ ballerino nelle ore di punta, e il client ci ha spesso buttati fuori dalla partita senza permetterci di rientrare se non riavviando completamente il gioco. Problemi comunque marginali, che potrebbero essere risolti con la versione completa, e che non vanno comunque a intaccare la bellezza di quanto abbiamo già giocato: un’esperienza di gioco fluida, divertente e appagante, con una buona varietà di Campioni e armi (tra cui molti classici della serie) e che promette ore e ore di divertimento nella sua versione completa.

Trattandosi di un futuro free-to-play, inoltre, crediamo proprio che daremo un’altra possibilità a Quake Champions, una volta rilasciato sul mercato. Non resta che attendere ulteriori notizie da parte di Bethesda, in trepidante impazienza per quello che il gioco completo potrebbe essere.

In conclusione...
Dopo anni e anni di assenza, Quake ritorna con un altro capitolo esclusivamente in multiplayer per riportare i fan della serie nelle ambientazioni della serie. id Software punta sulla formula dei Campioni, già sperimentata da Overwatch con gli Eroi, e il risultato è più che soddisfacente anche nella versione da noi provata: mappe splendidamente costruite fanno da sfondo a un gameplay rapido, dinamico e che non lascia respiro, un gameplay che tenterà indubbiamente tutti gli appassionati del genere sparatutto. Fluidità del motore grafico e un ottimo bilanciamento dei Campioni fanno il resto, rendendo l'esperienza di gioco divertente già in questa prima versione non definitiva. Risolti i problemi del client e del netcode (che saranno indubbiamente meno evidenti al Day One), Quake Champions ha tutte le carte in regola per essere un ottimo arena di successo.
Estremamente dinamico
Motore grafico fluido e ben ottimizzato
Level-design incredibile
Ottimo bilanciamento dei Campioni
x Net-code un po' ballerino
x Aspettiamo di vedere altre mappe

due parole sull'autore
Nato e cresciuto nell'epoca d'oro della prima PlayStation, ha visto il susseguirsi di almeno quattro generazioni di console fin da quando era bambino, ed è fermamente convinto che non smetterà mai di viverle sulla propria pelle. Suo unico rimpianto: non essere nato abbastanza presto da vedere la nascita dei primi videogiochi. Coltiva segretamente la passione per la scrittura, che sfoga sulle pagine di I Love Videogames proponendo folli idee (aka: rompendo le scatole) agli altri redattori. Gestisce anche il podcast Gameromancer e la sezione Speciali.
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