Anteprima
di
il 5 settembre 2014, 13:02

Questo articolo è il primo di una serie di approfondimenti dedicati a Bayonetta 2. Questo ciclo di anteprime è pensato per fungere da traghetto verso la recensione vera e propria e l’uscita del gioco nei negozi, concentrandosi di volta in volta su un aspetto in particolare del titolo. La prima puntata ha come protagonista indiscusso il battle system, di cui cercheremo di dare una panoramica completa. Grande attenzione anche ai controlli (fisici e touch).

Il 23 Agosto del 2001 e il 29 Ottobre del 2009 hanno in comune l’aver visto cambiare in modo netto ed irrimediabile l’industria videoludica. In entrambe le dati arrivavano infatti sul mercato (giapponese) due vere e proprie pietre miliari. Del primo dei due titoli, l’originale Devil May Cry, abbiamo avuto modo di parlare già in diverse occasioni: tagliando corto ha di fatto inventato il genere degli action hack and slash e influenzato bene o male tutti i prodotti arrivati dopo. Del secondo titolo invece abbiamo parlato di meno, ma non per questo è secondo per importanza al progenitore. Con Bayonetta Hideki Kamiya ha (una generazione dopo) ridefinito quanto inventato con Devil May Cry, settando al rialzo gli standard all’interno del genere specie per quanto riguarda il gameplay. Dopo un’attesa di quattro anni e grazie all’intercessione di Nintendo la Strega di Umbra sta per ritornare sul mercato, chiamata al difficile compito di incantare di nuovo i giocatori dopo quanto visto nel primo capitolo. Ce la farà?

Let’s rock baby
la prima impressione che si ha di Bayonetta 2 è familiare ed un po’ nostalgica

GamePad alla mano, la prima impressione che si ha di Bayonetta 2 è familiare ed un po’ nostalgica: i controlli ricalcano quasi in toto quelli del capostipite della serie, riportando il giocatore alla prima esperienza di ormai quattro anni fa. Come nel primo capitolo infatti la Strega è equipaggiata con due coppie di armi, una da utilizzare con le braccia (tasto X) e l’altra infilata “sotto i tacchi” e controllata tramite i calci, eseguibili premendo A. Il punto cardine dell’esperienza sta nell’alternare appunto questi due tasti, eseguendo combo più o meno complicate grazie ad un “grimorio” di combinazioni dannatamente elevato (e ulteriormente espandibile nel corso dell’avventura).

Combo, Sabbat Temporale e Combo Interruptus garantiscono il tasso tecnico

Non manca, come nell’originale, la possibilità di schivare grazie al grilletto ZR, che mantiene inalterate le sue caratteristiche: schivando col giusto tempismo è infatti possibile attivare il Sabbat Temporale, una sorta di bonus della durata di qualche secondo che farà muovere tutti i nemici a rallentatore, mentre dopo una schivata grazie al Combo Interruptus sarà possibile continuare la serie di attacchi senza che questa venga “resettata”. La dotazione prosegue poi con il classico lock-on con cui bloccare l’inquadratura su un nemico (con il tasto ZL in luogo del dorsale sinistro utilizzato nel primo Bayonetta) e il cambio di arma che premendo il tasto R consente di passare dal set di coppie A a quello B e viceversa. Infine (oltre al classico salto, azionabile con il tasto B, e movimenti e inquadrature gestiti con le levette analogiche) le frecce direzionali sinistra, su e destra se tenute premute permetteranno a Bayonetta di utilizzare gli oggetti raccolti o creati seguendo le ricette, ad esempio per recuperare salute o potenziare l’attacco, mentre la freccia giù esegue una provocazione contro il nemico di turno istigandolo ad attaccarci.

 

Grande assente nel primo capitolo, ecco che ritorna il “Devil Trigger”

In attesa di poter mettere mano alle armi a disposizione della protagonista, cui dedicheremo un approfondimento più avanti per vedere se e quanto “cambieranno la faccia” all’esperienza, la novità che più salta all’occhio è l’introduzione dell’Apoteosi di Umbra, che va in pratica a riprendere l’idea del Devil Trigger lanciata dall’originale Devil May Cry: una volta accumulato abbastanza potere magico sarà possibile attivare questa “trasformazione” agendo sul tasto L. Il risultato sarà quello di trasformare ogni attacco in una Chioma Malefica (gli attacchi cioè che solitamente chiudono le combo e evocano l’arto di uno dei demoni sotto contratto di Bayonetta) grossomodo come accadeva equipaggiando il Bracciale Climax nel primo capitolo, mentre ogni combo adesso si chiuderà con l’evocazione del demone interessato nella sua interezza, infliggendo danni pesanti agli sfortunati angeli sulla sua strada.

 

Wanna touch?
I controlli touch sono pensati per i neofiti della serie

Chiudiamo questa prima anteprima spendendo qualche parola sull’altra novità presente a livello di controlli, permessa (ovviamente) grazie allo schermo di GamePad: i controlli touch. Va premesso che si tratta di un sistema di controlli che si rivolge prettamente ai neofiti del genere e ai non avvezzi alla difficoltà tipica dei prodotti Platinum Games e che comunque affianca l’esperienza “tradizionale” senza avere l’ambizione di sostituirla (non per tutti i giocatori almeno). Quello che ci ha convinto maggiormente di questa impostazione è la rivisitazione dell’interfaccia, con alcune icone (ad esempio quella per lo switch dal set A al set B di armi o quelle relative agli oggetti) che diventano cliccabili e trovano alloggiamento nell’angolo inferiore sinistro del touchscreen. Per il resto, le meccaniche vengono alquanto automatizzate e per muoversi in una direzione è sufficiente toccare un punto sullo schermo, mentre trascinando invece il dito si esegue una schivata (e mantenendo la pressione la trasformazione in Bestia della Strega, che permette di muoversi più velocemente). Per attaccare un nemico è sufficiente toccarlo a schermo e sarà Bayonetta a decidere tutto, in dipendenza dalla distanza che la separa dall’angelo e dalle armi che sta utilizzando, con il risultato di ottenere qualcosa di molto vicino al famoso “facile automatico”.

In conclusione...
Tirando un po' le somme, Bayonetta 2 dal punto di vista ludico offre un'esperienza sicuramente all'altezza di quanto visto nel primo capitolo: il numero di combo veramente impressionante e la gestione intelligente della schivata (che consente sia il cancel che il proseguimento della serie grazie al Combo Interruptus) dell'originale vengono affiancati dall'Apoteosi di Umbra, meccanica che era il grande assente di quattro anni fa e ora si inserisce come "variabile impazzita" sul versante della gestione del potere magico accumulato. In attesa di verificare più avanti quanto effettivamente i due titoli siano diversi analizzando il resto della dotazione della Strega comunque il primo impatto è sicuramente soddisfacente: Bayonetta 2 ha tutte le carte in regola per essere il gioco d'azione dell'anno.
Il battle system è ancora il top del genere
L'Apoteosi di Umbra aggiunge il "Devil Trigger" che mancava
x Vanno verificate a fondo le novità rispetto al primo capitolo

due parole sull'autore

Laureato con disonore in Informatica e presunto webmaster del sito, tra una cosa e l’altra ha a che fare con la tecnologia praticamente da quando ne ha memoria. Potete leggere i suoi sproloqui in più o meno in qualunque articolo porti la sua firma o ascoltarli dalla sua viva voce premendo play su un episodio a caso di Gameromancer, il podast di I Love Videogames.

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