Anteprima
di
il 24 luglio 2017, 15:01

Morta un’IP se ne fa un’altra, tranne per il fatto che in questo caso non è morta nessuna IP, e che quella nuova in realtà è uno spin-off.

Le novità sono sempre molto apprezzate, e quando una software house azzarda un cambio di rotta su una serie di 10 anni di storia, il loro lavoro è ancora più encomiabile. Stiamo parlando di Volition e del suo nuovo Agents of Mayhem, che si presenta come spin-off della famosissima serie di Saints Row, cominciata nell’ormai lontano 2006 su Xbox 360. Volition avrebbe potuto continuare la numerazione della sua serie principale che ormai da 10 anni sta proseguendo senza sosta, alternata solo due volte da un paio di capitoli di Red Faction, e invece reinventa la formula collaudata di Saints Row, mantenendone lo stile, ma rivoluzionandone il gameplay.

Siamo stati invitati all’hands on di Agents of Mayhem in quel di Milano, in cui abbiamo potuto provare il nuovo titolo in completa libertà per ben tre ore, abbastanza per farsi un’idea completa del gioco, ma troppo poche per poterlo sviscerare completamente.

Il titolo è previsto per il 18 agosto 2017 su PlayStation 4, Xbox One e PC. Una data un po’ sfortunata per il mercato del gaming dello stivale, ma potrebbe soddisfare tutti quei giocatori che non riescono a placare la loro fame di giochi in un periodo povero di uscite, dandogli in pasto parecchie ore di divertimento spensierato durante la calda estate italiana.

Una storia “nuova”

Bene contro male, elite di agenti contro un’organizzazione supercriminale. I cattivi della Legion, guidata dal malvagio Morningstar, ha utilizzato armi supertecnologiche per ottenere con la forza il controllo dell’intero pianeta, e l’unico gruppo in grado di tener testa ai nemici di turno sono proprio gli agenti della Mayhem, eroi improvvisati provenienti da ogni angolo della Terra che combattono prima di tutto per i loro ideali personali e solo dopo per la salvezza del mondo. La narrazione sin dalle prime battute sembra svilupparsi in modo molto lineare, portandoci a ricercare e sconfiggere uno alla volta tutti i pilastri della Legion, partendo dallo scagnozzo alla base dell’organizzazione, e arrivando probabilmente al malvagio Morningstar alla fine della campagna. Ad alternare brevi cutscene e dialoghi ci sono piccoli intermezzi in stile cartone animato che donano alla storia un carattere unico e la rendono piacevole da guardare oltre che da seguire.

già in questa prima fase è evidente la cura riposta nei dialoghi

L’interesse nella storia viene però tenuto alto grazie ai background dei 12 agenti giocabili, ognuno dei quali giunge a Seul da una parte diversa del mondo, e si unisce alla Mayhem più per vendetta che per eroismo. L’ironia di ognuno di loro ci accompagna durante tutto il gioco e emerge soprattutto negli scambi di battute che intercorrono via comunicazione radio tra gli agenti in missione e l’ARK, la base operativa della Mayehm. È importante sottolineare proprio l’attenzione e la cura che Volition ha utilizzato per la stesura di tutti i dialoghi che sono personalizzati per ogni agente. In qualunque momento durante una discussione con l’ARK, possiamo cambiare personaggio, e questo si collegherà in modo perfetto alla conversazione, continuando il botta e risposta ironico caratteristico di Saints Row. Il fatto che ogni agente abbia una propria storia e un proprio carattere, arricchisce la varietà di questi dialoghi, dandoci la libertà di scegliere il nostro humor preferito, e magari optare per il soldato spaccone e egocentrico rispetto all’energumeno russo. Ad un primo sguardo si prospetta quindi una classica battaglia tra bene e male, che almeno nelle parti iniziali del gioco, non sembra dare spazio a intrecci e colpi di scena. Siamo però davvero soddisfatti dal ritmo della narrazione, sia nella campagna principale che nelle missioni secondarie, che viene mantenuto alto dalla grande ironia dei personaggi.

 

Agents of Mayhem

Un gruppo di “eroi” che ormai va di moda

Scegliete tre eroi di Overwatch tra tutti quelli presenti, e immaginate di poterli scambiare in qualsiasi momento durante la partita, senza dover tornare alla base. Ora inserite questo trio nell’open world della Seul in stile Saints Row, e avrete come risultato il gameplay di Agents of Mayhem. Immediato, frenetico, vario, e esagerato. A inizio gioco sono sbloccati solo i primi tre agenti, e per completare la nostra collezione di 12 personaggi dobbiamo concludere le missioni specifiche per ognuno. Alcune sono già disponibili appena si ottiene un filo di libertà all’interno del mondo di gioco, altre si sbloccano con l’avanzamento della storia. All’inizio di ogni missione bisogna scegliere il proprio team di tre eroi che verranno teletrasportati direttamente in città, pronti all’azione. In quanto i giocatori abbiamo il comando di un solo agente alla volta, ma in qualsiasi momento, anche in quello più concitato, possiamo scambiarlo istantaneamente con uno dei tre scelti all’inizio, per dare il tempo al primo di recuperare le forze, oppure per sfruttare al meglio l’arsenale a disposizione. I personaggi donano al titolo uno stile di gameplay unico e vario, ed è difficile trovare l’agente più forte, quanto piuttosto sia più divertente scovare quello che più si addice al nostro stile di combattimento.

Gli agenti si differenziano in base all’arma utilizzata, alle statistiche fisiche, e sopratutto alle abilità, tra cui una ultimate per ognuno che può essere utilizzata solo quando viene caricata una barra specifica, che si riempie in modi diversi a seconda dell’eroe utilizzato. I personaggi poi possono essere equipaggiati con gadget e punti abilità che si ottengono salendo di livello, personalizzando ulteriormente il kit di armamenti degli agenti. Le skin (ottenibili in gioco senza pagare con soldi reali) sostituiscono in parte la libertà della creazione del personaggio tipica di Saints Row, che viene ovviamente a mancare in questo spin off, insieme alla tanto amata barra del sex appeal che regolava le dimensioni del pacco.

recensione
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La base operativa ARK è un luogo distaccato dalla città, che è possibile raggiungere tramite il teletrasporto, e risulta essere come un grande menu interattivo in cui ci si prepara al meglio per le successive missioni e si effettua l’upgrade di tutto il nostro equipaggiamento. In questo luogo possiamo fare i nostri acquisti, organizzare la squadra, e modificare la nostra auto, prima di scegliere il prossimo obiettivo ed essere di nuovo catapultati a Seul. A prima vista la città ci è sembrata poco interattiva, i pedoni ci ignorano, e non abbiamo trovato punti di interesse particolari che abbiano attirato la nostra attenzione. Si possono “prendere in prestito” i veicoli che troviamo in strada senza particolari conseguenze, ma non ne abbiamo trovato il significato e nemmeno il lato divertente, a meno che non si trovi piacevole un simulatore di vecchietto col berretto alla guida. Essere Grandi Ladri di Macchine è del tutto inutile quando si può chiamare con un fischio il proprio bolide come fosse una batmobile. La guida a bordo della nostra vettura è invece tutta un’altra storia, divertente e immediata, con un turbo aggiuntivo al motore e la possibilità di spiccare il volo lanciandosi a tutta velocità su qualche rampa improvvisata che si trova tra le vie della città. A completare l’esperienza di guida si aggiungono le gare con l’IA, che si trovano come missioni secondarie nelle strade di Seul. Chiudiamo la parentesi dell’open world con la voglia di approfondirlo maggiormente, per scoprire magari dettagli e luoghi di interesse che possono esserci sfuggiti in solo tre ore di prova.

 

Agents of Mayhem

Le missioni riusciranno a non risultare ripetitive?

Difficilmente crediamo comunque che sia possibile passare molte ore girovagando senza meta nel mondo di gioco con la sola voglia di esplorare, e perciò quel che verrà naturale a molti giocatori sarà concludere in sequenza una missione dopo l’altra, alternando la storia principale con le quest secondarie che approfondiscono il background dei personaggi. Un’altra nota dolente risiede però proprio nell’attività che sembra essere principale in Agents of Mayhem. Le missioni sono strutturate in modo molto simile, si raggiunge un luogo segnato sulla mappa, si viene assaliti da orde di nemici che si teletrasportano intorno a noi, e qualche volta si sconfigge il mini boss di turno. Quel che preoccupa maggiormente è la somiglianza dei luoghi e le meccaniche ad essi collegati, abbiamo spesso a che fare con barili esplosivi e computer da hackerare in maniera banale che diventano ridondanti in pochissimo tempo. Non ci sbilanciamo però troppo sul giudizio di questo aspetto del gioco perché le missioni potrebbe evolversi con l’avanzamento nella storia e con l’aggiunta di possibili meccaniche che per questioni di tempo non abbiamo avuto modo di scoprire.

 

Nel complesso il gioco convince e siamo felici di vedere un’ondata di aria fresca nella saga di Saints Row.

Siamo soddisfatti della prova con mano e non vediamo l’ora di approfondire tutti gli aspetti e le novità che Agents of Mayhem a da offrire.

Una sola cosa ci ha lasciato davvero perplessi, la mancanza del multiplayer. In un mercato dove GTA V sovrasta ancora le classifiche grazie al suo continuo supporto verso il gioco online, e con le potenzialità che ha Agents of Mayhem grazie alla sua rosa di 12 personaggi, non ci spieghiamo in nessun modo l’assenza di una modalità multiplayer. Non ci resta che sperare che la campagna sia abbastanza longeva da scusare il difetto.

In conclusione...
Agents of Mayhem si presenta come spin off di Saints Row, e si porta con sé lo stile e l'ironia tipica della saga. Il gioco offre un'ampio roaster di 12 personaggi intercambiabili liberamente durante le missioni. La caratterizzazione e i dialoghi di ognuno di esso sono la cosa che più stupisce in tutto il gioco. La personalizzazione dell'armamentario degli agenti è sconfinato e la grandezza della base operativa rappresenta a pieno la moltitudine di upgrade possibili. Gli unici aspetti che non ci convincono del tutto sono le missioni, che sembrano molto ripetitive già a inizio campagna, e l'inspiegabile assenza di un comparto multiplayer, quando Volition aveva tutte le carte in regola per implementarlo.
12 personaggi perfettamente caratterizzati
Abilità speciali sopra le righe
Cura nei dialoghi impressionante
x Missioni ripetitive(?)
x Assenza del multiplayer
x Poca interattività nell'open world

due parole sull'autore
Anno 1994 nato sotto la stella di PS1. Appassionato di GDR fa lo studente di informatica a tempo perso. Orgoglioso seguace di Sony. Non disdegna però il PC, è raro infatti vederlo uscire dall'antro buio della sua camera nei periodi di vacanza.
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