Speciale
di Stefano Calzati
il 10 aprile 2018, 08:59
in Speciali

Costa Azzurra e Ferrari 250 GTO, io mi fermo qui.

Ci sono giorni in cui non si hanno troppe pretese dalla vita, si vuole solo rilassarsi, lasciarsi trasportare dallo scorrere del tempo senza una meta ben precisa, semplicemente aspettando che succeda qualcosa, magari che arrivi l’ora di cena. Overdrive è proprio il film giusto al momento (morto) giusto, figlio illegittimo e meno cafone di Fast & Furious, cui condivide i due sceneggiatori del secondo episodio (perché, uno non bastava? A quanto pare no), che si presenta come il film adrenalinico e patinato cui il cinefilo snob ha segretamente bisogno, zeppo di inseguimenti, auto da sogno (colpi al cuore continui per un appassionato come me) e protagonisti belli-belli in modo assurdo, dallo spirito avventuroso, fiero e incoscientemente spavaldo. Nessuna valenza artistica o forti messaggi sociali per la creatura di Antonio Negret, qui si infrangono semplicemente i limiti di velocità e talvolta del buon gusto.

Born to run

Cosa può andare storto quando due ladri d’auto, per la precisione i fratelli Andrew (Scott Eastwood) e Garrett (Freddie Thorp) Foster decidono di rubare conto terzi (e in modo decisamente rozzo benché spettacolare) una Bugatti Type 57, una delle macchine più rare in circolazione, appena battuta all’asta di Sotheby’s per 41 milioni di dollari? Per esempio può capitare che l’acquirente sia uno dei boss più potenti della malavita francese, tale Jacomo Morier (Simon Abkarian). E come salvarsi da questo pozzo colmo di letame? Offrirsi di rubare una Ferrari 250 GTO al rampollo della mafia berlinese Max Klemp (Clemence Schick), appena trasferito nell’assolata Cote d’Azure, ovviamente. È semplicemente impossibile non adorare la nonchalance e la spacconaggine con cui i fratelli, il regista e gli sceneggiatori affrontano tutto ciò. La beatitudine della giovinezza e della sete di adrenalina, che riesce a coprire la puzza delle pessime idee con i profumi della rinomata costa francese, e di una fotografia così estiva, calda e satura che fa venir voglia di tuffarsi nel Mediterraneo, prendere il sole e poi bere bollicine contemplando il tramonto. È un Fast & Furious mondano, elegante negli scorci e nelle architetture ma soprattutto nel parco auto, le vere protagoniste della pellicola. Tra un’intera e pornografica scuderia di cavallini rampanti, Shelby Cobra, Porsche, pezzi d’antiquariato che vorrei sapere a che cifra sono stati assicurati prima di darli in mano alla produzione, sempre che non fossero repliche, c’è davvero da stropicciarsi gli occhi, soprattutto quando poi li si vede lanciati in corse folli lungo i passi montani che sovrastano Marsiglia.

 

Esteticamente è un tripudio di colori e bellezze, irresistibili e disarmanti come il sorriso di Ana De Armas, qui Stephanie, e lo sguardo del texano dagli occhi di ghiaccio, ereditati 1:1 da Scott Eastwood, nonostante non abbia certo la presenza scenica dell’immenso papà. Ma comunque fa sempre un certo effetto rivedere il giovane Clint in suo figlio, due gocce d’acqua, tralasciando il fatto che alla sua età il papà era impegnato con Sergio Leone. Proprio i quattro protagonisti, tra cui figura anche la bella Devin (Gaia Weiss), sono di una leggerezza così carismatica da coprire l’ingenuità di tutta la vicenda e del loro copione, invischiati in un tripudio di inverosimili azzardi, amori vissuti a 250km/h, e brutte scene d’azione low budget “a piedi” che potevano tranquillamente essere tagliate per prolungare la goduria ad alto numero di ottani degli inseguimenti, che osano fino a raggiungere le vette dell’inverosimile. E poi i villain, vi dirò, tutto sommato funzionano anche bene, soprattutto lo psicopatico ed entusiasta ferrarista Klemp. Negret non si è poi risparmiato un finale in cui cerca di replicare, in maniera rocambolesca e dissennata, un colpo di scena stile “I Soliti Sospetti”. L’effetto finale è quello di “lisciare” la palla cercando un colpo di tacco a porta vuota, ma alla fine, che vi devo dire, funziona anche quello se affrontato col giusto mood.

Overdrive corre costantemente con due ruote sull’asfalto e due fuori pista, sprezzante del pericolo e godendo della sua stessa ingenuità.

Overdrive è un bolide guidato da un pilota alle prime armi, che ogni tanto sbaglia marcia andando fuori giri, va largo in qualche curva e toglie il controllo di trazione per fare il fenomeno, senza però essere capace di gestire il sovrasterzo. Ma ha anche tutta la bellezza ingenua del divertimento purissimo di una prima volta al volante di una supercar, schiacciando sull’acceleratore senza paura, godendosi l’ebbrezza che solo la velocità e il ruggito di un motore sanno dare. Le mie personali istruzioni per l’uso sono di recuperarlo senza pretese, mandando il proprio gusto cinematografico a fare un giro, possibilmente in compagnia e godendosi tutta la sua carica scacciapensieri. Un test drive non si rifiuta mai.

  • Attori: Scott Eastwood, Ana de Armas, Freddie Thorp
  • Formato: Blu-ray, PAL, Schermo panoramico
  • Audio: Italiano (Dolby Digital 2.0)
  • Lingua: Inglese, Italiano
  • Sottotitoli: Italiano
  • Regione: Regione B (Maggiori informazioni su Formati Blu-ray.)
  • Numero di dischi: 1
  • Studio: Koch Media
  • Data versione DVD: 12 dic. 2017


due parole sull'autore
Un milanese col cuore sui colli piacentini, "romantico" del videogioco con una spiccata predilezione per tutto ciò che viene da Kyoto e dal passato. Se non lo beccate nel Regno dei Funghi, lo potete trovare su qualche pista virtuale a bordo di qualche bolide che non potrà mai permettersi, a causa della sua sindrome da shopping videoludico compulsivo. Appassionato tifoso dell'F.C. Internazionale, segue anche le imprese dei grandi del ciclismo. Nel tempo libero cerca qualcuno con cui confrontarsi sui film di David Lynch senza che egli muoia di noia.
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