Speciale
di Guido Avitabile
il 22 gennaio 2018, 13:06
in Speciali

È un piccolo mondo, è come hai detto, cento acri di paradiso.

Il primo mese del 2018 sta portando nelle sale diverse pellicole valide, e soprattutto per tutti i gusti.
Lo scorso 3 gennaio, Fox Searchlight ha distribuito (in una quantità davvero esigua di copie) Vi Presento Christopher Robin ( Goodbye Christopher Robin) film diretto da Simon Curtis (Marilyn, Woman in Gold) biopic basato sulla vita di Alan Milne, lo scrittore e creatore di Winnie the Pooh e del Bosco dei Cento Acri. Dalla crisi dopo la prima guerra mondiale, al complicato rapporto con la moglie, passando ovviamente per il legame sviluppato pian piano con il figlio, su cui è basato il personaggio di Christopher Robin, e tutti i problemi che ha conseguito la fama dell’orsetto di peluche.

Nella stessa settimana di  Tutti i Soldi del Mondo, che romanzava il rapimento del nipote di Paul Getty, esagerando in determinati aspetti, sarà riuscito Vi presento Christopher Robin a fare di meglio? 

Una storia verosimilmente credibile

Alan Milne (Domhnall Gleeson) è un autore di commedie, chiamato a servire  l’esercito inglese durante la Prima Guerra Mondiale e tornato a casa profondamente cambiato. A niente serve l’amore della moglie (Margot Robbie) o la nascita del figlioletto (Will Tilston): gli orrori della guerra  lo hanno lasciato traumatizzato e in preda di profonde crisi al minimo rumore  simile ad uno sparo o ad un esplosione. Milne decide quindi di trasferirsi in campagna, ai confini di un’enorme foresta, per lavorare con più libertà ad un libro contro i conflitti mondiali, o almeno questa fu l’intenzione iniziale. Dopo un duro litigio con la moglie, scaturito dall’improduttività  dello stesso Milne, l’autore resta per una settimana da solo con il figlio, che fino ad allora era stato cresciuto dalla tata.

In quei giorni la vita di Milne cambia profondamente, avvicinandosi al figlio grazie a dei giocattoli di peluche e a delle avventure di fantasia nella foresta confinante, nasce quello che diventerà un fenomeno mondiale: Winnie the Pooh.

Ma Vi presento Christopher Robin fa molto più di racocntare come è stato scritto il primo libro di successo dedicato all’orsetto, racconta il rapporto tra un padre ed un figlio, e tutto ciò che consegue la fama mondiale ad un bambino di 8 anni.

E lo fa decisamente bene.

Non solo Gleeson si trova a suo agio nel ruolo di Milne, ma nelle circa due ore di film, il ritmo resta costante, andando ad evolvere man mano la figura del piccolo Christopher, mentre cresce circondato da fama, interviste e bullismo. Probabilmente, la pellicola di Curtis è un po’ affrettata sul finale, con un Christopher Robin pronto a partire per il fronte della seconda guerra mondiale, una discussione importante sulla figura dell’orsetto di peluche e su quanto l’adolescenza dello stesso ragazzo sia stata minata dal successo infantile, su cui avremmo preferito  la sceneggiatura si fosse concentrata qualche istante di più.

Vi presento Christopher Robin è un film onesto. Un biopic che si prende qualche libertà, ma che risulta verosimile ed un buon passatempo.

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Niente performance memorabili, niente tecnicismi con la camera da presa, Vi Presento Christopher Robin vuole solo raccontare una storia, in maniera verosimile e più onestamente possibile. Un film piacevole da recuperare magari sul divano, soprattutto se apprezzate le biopic o se vi siete mai chiesti come è nato Winnie the Pooh (e no, Disney non centra nulla questa volta). E magari  prendere al volo l’occasione  per avvicinarsi al personaggio, al romanzo per ragazzi che ne ha decretato il successo e infine a quel meraviglioso Bosco dei Centro Acri, dove Christopher Robin viveva le sue avventure a fianco degli animali di pezza e della sua fantasia.

Winnie-the-Pooh, the Original Version
Di:
Data di uscita: 01/01/1970
Prezzo: EUR 10,69
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due parole sull'autore
Assuefatto giocatore fin da quando non aveva neanche un pelo sul mento, ha coltivato la propria passione con lo stesso amore con cui cura la propria barba. Molti lo definiscono un Nintendaro senza speranza, senza contare gli oltre quattromila trofei presenti sull'account PSN e gli oltre 370 giochi su Steam (quanti di questi effettivamente giocati non lo sa neanche lui).
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