Speciale
di Stefano Calzati
il 8 gennaio 2018, 12:43
in Speciali

Il comico iraniano/statunitense Maz Jobrani prova a diventare un eroe americano in una pellicola che più trash non si può!

Guardare Jimmy Vestvood è un’esperienza quasi ai confini della realtà, davvero. Maz Jobrani è un comico/cabarettista molto conosciuto negli U.S.A., persiano trasferito in America con un talento naturale per la satira verso lo scontro di culture che ha caratterizzato gli ultimi 30 anni almeno, quello tra Stati Uniti e Medio Oriente. Come succede spessissimo in Italia, però, tra palco e pellicola c’è un abisso, nel quale rischiano di cadere anche i più grandi umoristi, capaci solitamente di far morire dalle risate il proprio pubblico. Il film di Jonathan Kesselman non ha infatti nè capo nè coda e l’unico ad uscirne tutto intero è proprio Maz, grazie a qualità comiche decisamente sopra la media e a un’interessantissimo sguardo comico e irriverente vero l’Iran, in questo periodo al centro di questioni non proprio simpatiche. Prova a essere un po’ “Il Dittatore”, che già non è il miglior film interpretato da Sacha Baron Cohen, graziato però da momenti davvero memorabili, senza però averne il piglio registico nè tantomento la sua satira a tratti pungente e . Non posso fare a meno di citare un altisonante virgolettato presente sulla quarta di copertina del blu-ray che dice, testuali parole un mix tra ‘Una Pallottola Spuntata’ e ‘Borat‘”. Ecco, no. Davvero.

Livin’ in Amerika!

Jamshid Fakhredinpour (storpiato dagli occidentali in qualcosa che suona come “fachindercul”, delicatissimo) è il fortunato vincitore della lotteria per ottenere la Green Card, il permesso di soggiorno permanente negli Stati Uniti, anche se in effetti la fortuna dura giusto il tempo di festeggiare in mezzo ad una popolosa via di Teheran al grido di “vado in America”, dove la gioia diventa nel giro di un paio di minuti un incidente diplomatico con tanto di Stars and Stripes calpestata e data alle fiamme. Tutto semplicemente per salvarla da un fortuito incendio a dire il vero, ma si sa, informazione manipolata, video caricati in rete alla velocità della luce, cose così. Ed ecco che un addetto al traffico aspirante investigatore privato/eroe amerikano diventa il volto di un presunto gruppo jihadista, vera miccia capace di far esplodere i rapporti già tesi tra la Casa Bianca e il leader dello stato islamico dell’Iran, Mohammad Mohammad-Mohamadi, il quale ha sempre una buona parola per il paese più capitalista del mondo, tipo “siamo pronti ad annientarvi” e altri slogan decisamente distensivi. C’est la vie, ma per essere un presunto terrorista il nostro eroe riesce ad entrare senza tanti problemi nel paese e tutto ciò non avrà praticamente nessuna implicazione per tutto il resto del film. Falle del sistema di sicurezza? Sicuramente un buco nello scafo della sceneggiatura, che dall’atterraggio a L.A. in poi comincia a imbarcare acqua e prendere tutt’altra piega, in modo decisamente casuale, per passare di gag in gag.

Non pensate anche voi che sarebbe stato meglio Boldi per una scena del genere? Io si.

L’atmosfera è quella da cinepanettone, da B-movie in salsa comedy tendente alla spy story parodistica, pieno zeppo di allosioni sessuali, falli giganti, una spalla femminile super-sexy e ninfomane, Deanna Russo, e un umorismo tutto basato sui luoghi comuni che circondano le due culture, con il dito puntato soprattutto verso un informazione a stelle e strisce decisamente tendenziosa e superficiale. Ciò che davvero salva la pellicola sono i personaggi però, irresistibili caricature protagoniste di alcuni siparietti genuinamente divertenti (la madre di Jimmy è geniale) e di altri già visti duecento volte in titoli ben più travolgenti. Inutile fare paragoni altisonanti, tirare in ballo Borat, il cui umorismo caustico e privo di morale è diventato cult (e Dio lo benedica per questo), oppure Leslie Nielsen e le sue parodie poliziesche che nessuno mi impedirà mai di vedere a ripetizione finché camperò; questo è un piccolo film con margini di miglioramento enormi. Perché Jobrani è fortissimo, inutile tirarlo in mezzo nel marasma delle critiche, e accompagnato da valori produttivi più elevati potrebbe veramente spaccare anche sul grande schermo. Tutto sommato il film ha anche una sua morale, incentrata soprattutto sui fraintendimenti e i muri che un immigrato è costretto a scavalcare stile “Olio Cuore” una volta messo piede in un altro paese, soprattutto se colpito da atti che hanno minato la fiducia, complice paura o semplice ignoranza, della popolazione verso una data etnia. Lo fa prendendosi e prendendo in giro, che è poi il modo migliore per esorcizzare questo genere di tematiche, riderci su e magari guardare il prossimo con un po’ più di comprensione. Alla fine, l’ennesima minaccia di Terza Guerra Mondiale l’abbiamo sfangata anche sta volta.

 

  • Attori: Maz JobraniJohn Heard
  • Regista: Jonathan Kesselmann
  • Formato: Import
  • Audio: Tedesco (DTS-HD 5.1), Inglese (DTS-HD 5.1)
  • Lingua: Tedesco, Inglese
  • Sottotitoli: Tedesco, Olandese
  • Regione: Regione B (Maggiori informazioni su Formati Blu-ray.)
  • Formato immagine: 1.77:1
  • Numero di dischi: 1
  • Studio: Splendid Film/WVG
  • Durata: 83 minuti


due parole sull'autore
Un milanese col cuore sui colli piacentini, "romantico" del videogioco con una spiccata predilezione per tutto ciò che viene da Kyoto e dal passato. Se non lo beccate nel Regno dei Funghi, lo potete trovare su qualche pista virtuale a bordo di qualche bolide che non potrà mai permettersi, a causa della sua sindrome da shopping videoludico compulsivo. Appassionato tifoso dell'F.C. Internazionale, segue anche le imprese dei grandi del ciclismo. Nel tempo libero cerca qualcuno con cui confrontarsi sui film di David Lynch senza che egli muoia di noia.
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