Speciale
di Giuseppe Pizzuti
il 2 dicembre 2017, 09:51
in Speciali

L’universo narrativo di Assassin’s Creed (che, come ci ha già svelato il nostro Pietro, sarebbe lo stesso di Watch Dogs) è ricchissimo di informazioni celate, che non tutti i videogiocatori son riusciti a trovare giocando agli ormai dieci capitoli principali, senza considerare naturalmente quelli secondari. Citazioni, omaggi, segreti, e magari fatti che sono alla luce del sole ma che non vengono scovati da tutti i videogiocatori; e come se non bastasse il fatto che i primi nove capitoli sono già ricchi dei fatti di cui sopra, Origins, ultimo titolo della serie, ne inserisce ancora altri.

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Questa, in ogni modo, non vuole essere una delle solite liste, ma un discorso più omogeneo che tenda per l’appunto a svelare quelle piccole curiosità che non tutti hanno captato… come quella del tacchino in Assassin’s Creed III, all’interno del quale, dando da mangiare all’animale per eccellenza del Thanksgiving nei pressi della tenuta di Davenport, e premendo determinati pulsanti, questi indosserà un cappuccio a mo’ di assassino.

Prince of Persia: Assassins

E perché non partire dagli omaggi, dalle citazioni e dai riferimenti che Assassin’s Creed ha dedicato nel corso degli anni ad altri celebri titoli videoludici? Potremmo scrivere un volume grosso quanto “La Divina Commedia” di Dante se volessimo elencarli tutti, per questo citeremo solo i più importanti. La saga targata Ubisoft ha sicuramente qualcosa in comune con un’altra serie videoludica che ha segnato più le generazioni precedenti che quest’ultima: Prince of Persia. Altair e compagni erano stati inizialmente pensati semplicemente come protagonisti di un nuovo capitolo  dedicato al principe persiano; a tal proposito ci furono poi dei ripensamenti, tanto che in seguito fu creato questo franchise… e dopo dieci anni possiamo dire che forse questa è stata la scelta migliore. L’unico riferimento esplicito a Prince of Persia si trova all’interno di Assassin’s Creed: Rogue, quando, muovendoci all’interno dell’edificio dell’Abstergo troveremo un action figure del protagonista della saga.

 

 

Quella di Rogue non è però l’unica citazione di Prince of Persia dal mondo di Assassin’s Creed. L’altro si trova infatti in un fumetto francese dedicato alla saga, all’interno del quale è possibile osservare il principe persiano sullo schermo di un arcade.

 

assassin's creed prince of persia

 

It’s a me, Mario!

Sono comunque presenti altri omaggi all’interno della saga; in particolare ve ne sono due dedicati all’idraulico italo-giapponese più famoso del mondo: Mario. Le citazioni possono essere udite all’interno del secondo capitolo e in Brotherhood. Anche un orecchio poco allenato sarà riuscito a capire che il “Sono io, Mario” detto dallo zio di Ezio all’arrivo a Monteriggioni, si riferisca naturalmente alla mitica espressione “It’s a Me, Mario” in lingua originale. All’interno di Brotherhood invece, l’omaggio è più velato, almeno nell’adattamento italiano. Oltre agli obiettivi Uplay “Principessa in another castello” (sì, non stiamo impazzendo) e One-Man Wrecking Crew, nella missione chiamata “Femme Fatale”, si può udire la frase “Rescuing  princesses from castles now?”, riferimento naturalmente alla frase che Peach dice a Mario ogni volta che l’idraulico sconfigge Bowser all’interno del castello.

Un altro omaggio è dedicato a Metal Gear Solid: oltre alla tuta Raiden che può essere ottenuta completando tutte le sfide Animus di Assassin’s Creed Brotherhood, Ezio trova uno scatolone, quando ecco che il protagonista si riunisce a Leonardo da Vinci. Le citazioni non finiscono comunque qui. All’interno del video riportato sopra, è possibile osservare una rivista sulla cui copertina è presente Far Cry, mentre tornando indietro nel tempo, si vocifera tanto della presenza di un certo Optimus Prime, forse il più famoso dei Transformers, che comparerebbe nella fisionomia di una casa in quel di Masyaf, nel primo capitolo della saga. Cosa che farebbe venire i brividi anche a quel buono (a nulla?) di Desmond.

 

Che poi… possibile che la trama dedicata all’assassino più famoso del XXI secolo sia finita così e che non sia stato svelato più nulla da Assassin’s Creed III? In realtà qualcosa è stato rivelato, seppure non sia così noto, a meno che non siate ossessionati dalla saga. In quel caso sicuro lo saprete. Desmond – spoiler alert – muore. Ebbene sì, muore, e lo fa dopo aver avuto una visione che lo proiettava migliaia di anni dopo, quando, celebrato come un dio, avrebbe portato a numerose guerre in suo nome, e quello che avrebbe fatto sarebbe stato travisato. Desmond muore per salvare tutti, si sacrifica cercando di combattere in qualche modo Giunone, che però viene liberata. Dalla sua morte, nel terzo capitolo della saga, il protagonista dei primi capitoli del gioco viene solo citato qua e là da Rebecca e Shaun, ma a quanto pare il suo corpo viene recuperato dai templari, che starebbero cercando di recuperare il suo DNA per riuscire a rivivere ancora una volta i segreti dei suoi alleati.

Ma se vi dicessimo che in realtà ci sarebbe un altro modo per rivivere questi segreti? Già, perché il buon Desmond ha un figlio. È possibile scoprire ciò all’interno di Syndicate, quando, riuscendo a recuperare un certo numero di glitch dell’Helix, potremo ascoltare un dialogo all’interno del quale viene appunto fuori che Desmond ha avuto un figlio illegittimo, e che questi, a solo 10 anni, è diventato un Saggio, mentre i templari cercheranno di utilizzarlo per riuscire a scoprire dove si trovano i frutti dell’Eden, con gli stessi esperimenti effettuati sul padre: “voglio vederlo nell’animus per cinquant’anni buoni”. Più inquietante di così…

All’interno dello stesso file audio è poi presente un altro punto piuttosto sottovalutato da molti: la Sacra Sindone. Ma cos’è questo antico manufatto?

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I frutti dell’Eden

All’interno del mondo di Assassin’s Creed esistono ben 17 frutti dell’Eden, alcuni più famosi (qualcuno ha detto mele?), altri meno celebri perché finora soltanto citati all’interno dei videogiochi dedicati alla serie. Uno di questi è proprio la Sindone, che è stato trasformato in un vero e proprio manufatto dai grandi poteri, e che può addirittura resuscitare le persone. La storia della Sindone è molto particolare e da millenni templari e assassini se la contendono, cercando i primi di utilizzarla a proprio vantaggio, e i secondi di nasconderla.

 

“Qualunque sia il potere di questo manufatto, non è riuscito a riportarci nostro fratello. Gli chiudiamo di nuovo gli occhi: è come se non si fosse mai mosso. Alcuni di noi piangono la sua seconda morte.”

 

I geniali autori di Assassin’s Creed hanno unito vari racconti mitologici, dando alla sindone un significato sempre diverso, che però non si distacca mai dalla sua sacralità. Questa era in origine chiamata “Vello d’oro” dai greci, e conosciuta in seguito come la giacca di Giacobbe che la donò al figlio Giuseppe, e infine all’abito che Davide indossò durante lo scontro con Golia. Nell’impero romano invece, furono gli assassini a metterci le mani su, tanto che lo utilizzarono su Bruto, che però morì nuovamente. Dopo essere appartenuto a Gesù, non si hanno notizie della sindone per secoli, fino a che rieccolo spuntare in alcune sottotrame che ci racconteranno come la lotta per ottenere questo oscuro oggetto fosse grande. Dapprima a Monteriggioni, protetta da Mario Auditore, e in seguito nelle mani di un assassino che la utilizzò per curare il figlio nato da una malformazione, che riuscirà sì a vivere, ma subirà molti effetti collaterali durante tutta la sua vita, come vivere ricordi di altre persone.

 

 

La Sindone non è però l’unica vera sorpresa se ci riferiamo ai frutti dell’Eden. Tutti pensavano, fino a Revelations, che esistesse una e una sola mela, ma la scena finale da pelle d’oca con Ezio e Altair, ci svela come di mele ce ne siano più di una. La cosiddetta Mela 1, che fu recuperata da Arno Dorian prima che Napoleone riuscisse a utilizzarla a suo piacimento, la Mela dell’Eden 2 invece, è probabilmente la più famosa, nonché la prima ad apparire nella saga. È infatti quella che gli Assassini riuscirono a rubare dal templare Roberto di Sable, e che fu in seguito utilizzata da Altair e da Ezio, ma che ritornò in mano templare negli anni ’60, quando fu utilizzata per uccidere il presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy, che possedeva anche la terza e la quinta mela. Ancora più importante è stata la mela numero 4. Questa infatti appartenne prima a Ford, che a differenza di ciò che si possa pensare, assoggettò i suoi impiegati, sottopagandoli e sfruttandoli. Fu lo stesso Ford a inviare questo frutto dell’Eden in Germania, a Hitler in persona, che come sappiamo, fece inchinare un intero paese a lui e che provocò poi la seconda guerra mondiale. Il fuhrer inscenò poi la sua morte creando varie copie di se stesso, come fece Al Mualym un millennio prima; la fine fu però la medesima: Hitler fu ucciso da un assassino che svelò l’inganno.

Gesù era un assassino?

Tutto questo ci racconta implicitamente che i più grandi personaggi storici che hanno calpestato il suolo terrestre hanno in qualche modo avuto a che fare con i frutti dell’Eden si sono schierati nel corso del tempo con l’una o l’altra fazione. Templari e assassini combattono praticamente da sempre, e da sempre sono alla ricerca di questi preziosi manufatti che qualche vantaggio lo danno e come a chi lo utilizza. Sopra abbiamo già citato alcune di queste personalità, ma dai fumetti, dai giochi, dal film (sì, esiste un film) e dalle altre creazioni nati dal franchise. Un’ottima opportunità per sapere chi ha ottenuto nel corso dei secoli questi oggetti ci viene data dal mitico soggetto 13, che conosceremo all’interno di Revelations. Partiamo con una domanda spiazzante, che molti si sono posti. Gesù era un assassino? Quesito estremamente difficile a cui rispondere. I creatori del franchise non hanno mai esposto esplicitamente la questione riguardante Cristo, ma alcuni eventi potrebbero farci pensare a tutto ciò. Abbiamo infatti già accennato al fatto che la sindone sia appartenuta a lui e che questo abbia poi creato un intreccio narrativo che parte da eventi reali, ossia la credenza secondo cui sia proprio Gesù quello sulla sindone. A ciò si aggiunge poi che la Sindone sarebbe stata utilizzata per far resuscitare Lazzaro, ma soprattutto che furono i templari a volere la sua crocifissione. Come mai? A questo quesito non è stata ancora data risposta…

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Quello di Cristo è solo uno dei tanti esempi della macchina-Assassin’s Creed. Questo ormai non è solo il titolo della famosa saga videoludica, è un vero e proprio mondo, come lo è Harry Potter o Il Signore degli Anelli. È un universo narrativo che ha incredibili sbocchi, che con un po’ di fantasia può dare ancora tanto, ma che soprattutto non dorme mai. Fumetti, film, libri e quant’altro sono ormai ben sviluppati da anni, e gli autori continuano a raccontare fatti che giocheremo tra qualche anno, o che forse non avremo mai la possibilità di giocare. Potremmo restare qui e scrivere altre diecimila parole, ma il tutto non riuscirebbe a spiegare completamente quante cose sono nascoste e quanto è stato creato intorno a questo mondo. Intanto, tra quesiti insoluti, creazioni comiche, personaggio reali e fittizi e quant’altro, rilassiamoci e aspettiamo con ansia la prossima creazione, che oltre alle modalità principali e secondarie, ha tutto un mondo segreto da raccontare. Starà a noi scoprirle e starà a noi collegare pezzi di un puzzle che si sta sviluppando anno per anno.



due parole sull'autore
Giuseppe “Klotien” nasce in un bel pomeriggio di maggio del 1990. Passa l’infanzia a subire gol a ripetizione a Fifa ’96, fatality a Mortal Kombat e a cadere dai dirupi di Super Mario. Cresce, ma le cose non cambiano: Neo Cortex lo spinge al limite; non pago, le prende da heartless, slime e dalla gente di San Andreas… ah dimenticavo le fatality e i gol a Pes. Passa poi a Microsoft, ma nulla cambia. Decide quindi di dedicarsi allo studio delle lingue, ma va k.o. comunque a causa delle fatality dei professori dell’università.
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