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di Edoardo Andrini
il 3 dicembre 2017, 12:33
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Durante l’evento Extra Life di Microsoft, il boss di Xbox, Phil Spencer, ha rilasciato qualche aneddoto sulla sua carriera.

 

Ha parlato di Xbox One S e X, e di come il loro nome sia frutto di una ricerca da parte dei ragazzi del marketing, sempre attenti a non infrangere i copyright. A Spencer piacciono entrambi i nomi, anche se ammette che sia difficile enunciarli in rapida successione durante le interviste.

 

Anche se definisce “fantastico” il suo lavoro a capo di Xbox, non mancano i momenti frustranti, come quando un progetto interessante di qualche team non può essere realizzato per mancanza di personale, tempo o fondi. Insomma, è un compito ingrato quello di scegliere quali progetti debbano sopravvivere, ma la soddisfazione arriva quando un prodotto rilasciato ottiene il successo sperato, come Xbox One X. Sempre rimanendo all’interno delle mura di Redmond, vengono menzionati i Listening Tours, vale a dire delle occasioni in cui i dipendenti esprimono i loro pensieri e problemi.

 

Phil, contraddistinto da un  carattere aperto e solare, ha ringraziato i team di Microsoft, i fan e tutta la comunità. Si è anche espresso su ciò che pensa dei videogiochi, che ritiene una forma d’arte. All’interno del panorama videoludico, crede che Xbox abbia la possibilità di offrire modi sempre innovativi di sbalordire il giocatore: la competizione con altre aziende è presente, ma non deve essere una forza distruttiva. Vorrebbe che al mondo ci fossero ancora più videogiocatori, a prescindere dalla console su cui passano il loro tempo. I videogame sono un’occasione per stare insieme e passare del tempo di qualità.

 

L’uomo ha infine risposto a qualche domanda buffa: anche se non ha un tatuaggio, se dovesse farsene uno sarebbe il logo Xbox, per via della passione che ha infuso nel progetto. Inoltre veniamo a sapere che il suo gioco arcade preferito è Robotron, e che si definisce una persona introversa, matto per i fumetti e per la musica punk di bassa qualità. Non si è ancora abituato del tutto ad essere un personaggio pubblico, anche se non si direbbe!

 

Cosa ne pensate dei commenti di Spencer? Siete d’accordo con lui o vivete il mondo dei videogiochi con una filosofia diversa? Per ulteriori aggiornamenti, continuate a seguirci.

 



due parole sull'autore
"Cosa? Hai 18 anni e giochi ancora a Super Mario?" Tutti i giorni, ogni volta che scrivo per I Love Videogames, lo faccio impegnandomi per documentare sia gli appassionati, sia coloro che (forse cresciuti troppo in fretta o forse non cresciuti affatto) mi hanno rivolto questa domanda.
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