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di
il 12 dicembre 2017, 07:30
in Speciali


In questa puntata di Gameromancer:

  • Intro + Sigla [0:00]
  • Presentazione Membri [2:20]
  • I videogiochi alle Olimpiadi: perché sì? Perché no? Perché non ce ne frega un c*zzo? Quali sarebbero le conseguenze di una tale iniziativa nei confronti degli eSport? [5:24]
  • EA e le microtransazioni: il caso Battlefront II; i costi di sviluppo di un videogioco; gli “avvelenatori di pozzi” nella stampa di settore; le conseguenze del caso Battlefront [18:22]
  • La “morte” del Single Player: il caso Visceral Games; le esperienze single player; le più belle avventure videoludiche recenti [45:02]
  • Outro: saluti finali; sigla di chiusura [56:56]
  • Bloopers: Filippo VS Guido su Rogue One; live dai gusti discutibili; le avventure di “Mario” contro i guard rail [1:01:54]
  • Insulti alla Regia [un po’ ovunque]

gameromancer episodio 16 microtransazioni eaDopo un Novembre così vergognoso che ci vergogniamo noi stessi a parlarne, la crew leggendaria di I Love Videogames si riunisce ancora una volta per il sedicesimo episodio di Gameromancer, il podcast che non ha paura di aprire una puntata con una blasfemia. Sebbene la streak di hashtag “#MadonnaChePuntatone” sia stata temporaneamente sospesa, questo mese c’è ancora spazio per un po’ di cazzeggio nel pieno del nostro stile – il che vuol dire, sostanzialmente, che dovreste stare attenti a non ascoltare questa puntata a volume troppo alto.

Ottobre è stato il mese delle sorprese, con uno sfavillante Alessandro Taini direttamente ai microfoni del vostro nostro podcast preferito. Dopo aver parlato di industria indipendente direttamente con un insider, però, non potevamo non concederci una piccola pausa dalla imbattibile routine qualitativa cui ormai siete abituati: la puntata di questo mese non ha nessun ospite esterno, ma in compenso affronta dei temi molto caldi e attuali direttamente con la straordinaria partecipazione di Stefano Calzati, temuto membro del team dei Leccacullo e presente per la seconda volta di fila. Gli eSport sono davvero degni di partecipare alle Olimpiadi? Cosa ci insegna tutto il casino scoppiato intorno alle microtransazioni? Il multiplayer è veramente sul punto di soppiantare le esperienze in singolo? E, soprattutto, Rogue One è o non è un degno film della saga di Guerre Stellari?

 

speciale
Un Olimpico “no” ai videogiochi come sport
l'eSport è già attività professionistica, tra affari miliardari e pubblico in costante crescita, dando una possibilità di gloria a tutti coloro che amano i multiplayer online e vogliono spingere al limite il lavoro delle software house. Ma c'è davver...

 

Con il sempiterno Pietro Iacullo a condurre e un Guido Avitabile tornato dall’oblio, questo episodio di Gameromancer esplorerà le risposte indiscutibili e inattaccabili a queste domande esistenziali, con l’aiuto del raffinato Filippo Veschi e con qualche intervento casuale direttamente dalla regia. Non c’è ancora nessuna traccia del nostro amatissimo Luca Mazzocco all’orizzonte – ma, ehi, noi continueremo a provare. E abbiamo già in programma qualcosa per il suo ritorno.



due parole sull'autore
Nato e cresciuto nell'epoca d'oro della prima PlayStation, ha visto il susseguirsi di almeno quattro generazioni di console fin da quando era bambino, ed è fermamente convinto che non smetterà mai di viverle sulla propria pelle. Suo unico rimpianto: non essere nato abbastanza presto da vedere la nascita dei primi videogiochi. Coltiva segretamente la passione per la scrittura, che sfoga sulle pagine di I Love Videogames proponendo folli idee (aka: rompendo le scatole) agli altri redattori. Gestisce anche il podcast Gameromancer e la sezione Speciali.
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