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il 10 novembre 2017, 10:17
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Tra pioggia e malinconia, si è conclusa anche la cinquantunesima edizione di Lucca Comics & Games.

È l’appuntamento geek italiano per eccellenza, la fiera che tutti aspettano con trepidazione, e che da ben cinquantun anni porta un’ondata di gente nella città toscana. Lucca Comics & Games è un simbolo, è l’evento che ogni appassionato aspetta di visitare almeno una volta, quello di cui poi magari se ne lamenta, ma che l’anno successivo è di nuovo tra la calca per arraffare un nuovo volume o incontrare degli amici. La cinquantunesima edizione ha avuto l’onere di succedere all’anno d’oro della manifestazione e l’ha fatto con due ospiti d’eccezione: Netflix, il colosso dello streaming e Robert Kirkman, tra gli autori più conosciuti e famosi dell’ultimo decennio (The Walking Dead, Invincible, Outcast). Non sono mancati altri ospiti e bidoni eccezionali, ma andiamo con ordine tirando le somme di quest’edizione Heroes.

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Primo anno col botto per Netflix 

Non possiamo non inaugurare questo speciale fiere senza parlare della grande novità del 2017: la presenza di Netflix con un padiglione dedicato alle sue produzioni principali, tra cui, ovviamente inerenti al tema Heroes, spiccavano i costumi di scena di Defenders, e con un’istallazione al chiuso tutta per Stranger Things, forte della seconda stagione disponibile dallo scorso 27 Ottobre.

All’esterno dello stand venivano trasmessi no-stop per tutta la giornata i trailer delle maggiori produzioni Netflix, in loop per allietare le ore spese in fila aspettando finalmente di poter entrare. O meglio, per intrattenere quelli che la fila dovevano farla per forza. Una volta dentro però, il colosso dello streaming  metteva a disposizione diverse attività di gruppo: da un indovina chi con i personaggi delle serie tv di successo (tra cui Narcos) ad un Chi lo ha detto? sempre basato sulle citazioni delle produzioni Netflix.
Il pezzo forte del padiglione però, oltre gli oggetti di scena, era la poltrona da parrucchiere, in cui ci si poteva accomodare per farsi fare un taglio militare, e ricevere in cambio la maglietta di The Punisher, l’ultima serie Marvel-Netflix in arrivo il prossimo 17 Novembre. Sicuramente un’ottima prima collaborazione tra Lucca e Netflix soprattutto per i due panel protagonisti dei due giorni iniziali della manifestazione.

Cose Strane al Press Cafè, e sotto terra

Netflix ha anche inaugurato i Press Cafè, le conferenze stampa mattutine dedicate agli addetti  ai lavori e a cui abbiamo partecipato come ogni anno per scoprire di più sui numerosi ospiti dell’edizione. Ad entrare nella Sala dell’Oro, quattro dei protagonisti di Stranger Things, Joe Keery (Steve), Charlie Heaton (Jonathan), Natalia Dyer (Nancy) e Linnea Berthelsen (Eight). Una conferenza stampa breve ma ricca di contenuto, basata per lo più sull’effetto anni ’80 della serie dei fratelli Duffer e su come sia diventata in breve tempo un successo mondiale. Per rompere il ghiaccio Joe Keery (vero e proprio mattatore dell’incontro)  ha raccontato come ogni attore abbia ricevuto una sorta di kit anni ’80 dagli stessi Duffer, con cd musicali, o film come Poltergeist, i Goonies, Indiana Jones, film con cui erano cresciuti ma non avevano vissuto ai tempi dell’uscita.


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Charlie Heaton invece ha parlato di come il successo di Stranger Things lo renda orgoglioso, passando da perfetto sconosciuto al venire fermato da persone di tutte le età, dato l’abbraccio della serie verso diverse fasce generazionali. Natalia Dyer ha parlato della crescita del personaggio di Nancy e di come si è rapportata al nuovo legame con Jonathan (legame che condivide anche nella realtà) mentre Linnea Berthelsen ha rivelato com’è stato entrare in un gruppo già formato, e di come si sia subito integrata. A chiudere è di nuovo Joe Keery a prendere parola,  riguardo all’evoluzione del personaggio di Steve, che è uno dei personaggi più caratterizzati della seconda stagione, e del suo rapporto fraterno con Dustin, entrambi accomunati dai problemi con le ragazze ma che nella crisi si avvicinano aiutandosi a vicenda.

Ma l’esperienza  di Stranger things non si è limitata al Press Cafè, i quattro ragazzi hanno tenuto anche un panel pubblico (sebbene  ovviamente i biglietti siano andati esauriti subito) ed era infine presente un’istallazione che ricreava gli ambienti della serie TV, al buio all’interno delle mura di Lucca. Accompagnato dal caro Andrea Bellusci di NerdMovieProductions abbiamo esplorato il tutto, godendoci gli arcade con Dig-Dug e Donkey Kong, e potendo ammirare anche i veri oggetti di scena (dal Falcon di Mike, alle quattro biciclette, passando per  l’arredamento di Casa Byers) Una bella esperienza, soprattutto per i fan della serie dei fratelli Duffer. Ancora una volta Chapeau Netflix.

Lucca Ultima Frontiera

Non c’è dubbio che per il suo primo anno a Lucca Comics & Games Netflix abbia deciso di fare le cose in grande. Non contenta dei suoi stand dedicati e di aver portato in fiera alcuni degli attori di Stranger Things, l’azienda americana ha raddoppiato la dose invitando in quel di Lucca lo showrunner di Star Trek: Discovery, Aaron Harberts, assieme a 3 dei protagonisti della recentissima serie: Sonequa Martin-Green (la protagonista Michael Burnham), Jason Isaacs (il capitano Gabriel Lorca) e Shazad Latif (il capo della sicurezza Ash Tyler). Abbiamo incontrato i 4 in un press café in cui hanno risposto ad alcune domande sulla serie. Inevitabilmente molti degli argomenti sono girati attorno alla pesante eredità dei 50 anni di Star Trek: con 800 ore di girato disponibili, Harberts ha rivelato di aver voluto evitare di concentrarsi troppo su quanto costruito nelle serie precedenti, il rischio di ritrovarsene schiacciati era troppo grande. Meglio piuttosto realizzare una serie che riprendesse lo spirito di Star Trek, l’idealismo, la speranza, l’ottimismo e lo adattasse a tematiche attuali e presenti. Anche gli attori hanno condiviso la stessa impostazione: Latif ha ammesso di aver seguito principalmente solo la serie originale e The Next Generation (con particolare apprezzamento per la capa pelata di Patrick Stewart/Capitano Picard); Isaacs ha bellamente deciso di ignorare il massiccio manuale di 700 pagine sull’universo di Star Trek fornito dalla produzione perché Discovery è ambientato 10 anni prima della serie originale, una sorta di tabula rasa da cui ripartire senza preconcetti; Martin-Green invece ha confessato di essersi ripromessa di vedere ogni singolo episodio di Star Trek mai realizzato, ma di aver rinunciato per via della enorme mole di materiale, concentrandosi più che altro sulla serie originale e su Enterprise, quelle con i maggiori contatti con Discovery.

Altre domande hanno esplorato il rapporto con i fan. Harberts ha dichiarato di avere grande apprezzamento per i fan, ma di non cercare di accontentare per forza tutti e di scrivere in primis per la propria personale passione. Isaacs ha fatto notare che per gli attori è ancora presto descrivere il rapporto con i fan, visto che la serie è ancora ai primissimi episodi, ma ha tenuto a ringraziare pubblicamente Sonequa Martin-Green per essere stata l’aggregatore di tutto lo staff: le cene ed i momenti sociali da lei organizzati sono riusciti a tenere unito e con i piedi per terra tutto il gruppo. Gli attori hanno quindi parlato dell’influenza della preparazione shakespeariana nei loro personaggi; tutti e tre hanno studiato Shakespeare e c’è molto dei personaggi del grande autore inglese in Star Trek: Discovery: dopotutto non ci troviamo in una sit-com, ed un certo tipo di elevazione è necessario quando in ballo c’è il destino dell’universo. Di nuovo è stato ribadito come i personaggi di Star Trek: Discovery presentino molte luci ed ombre, anche se gli attori non se la sentono di giudicarli per le azioni a volte eccessive da loro intraprese. Martin-Green ha inoltre tracciato un parallelismo tra il suo personaggio in Star Trek: Discovery e Sasha che interpretava in The Walking Dead: sono due donne forti e vulnerabili al tempo stesso stesso, entrambe molto dogmatiche e fedeli ai propri principi. Altri argomenti hanno infine riguardato la cura ai dettagli come la razza Klingon e la sua lingua, a cui è stata riservata un’attenzione particolare con l’ausilio dei massimi esperti mondiali del linguaggio Klingon (che come sapranno i Trekkie più incalliti è realmente esistente, con una sua grammatica ed un suo vocabolario), e le innumerevoli possibilità per future serie e spin-off: ciascun personaggio di Discovery potrebbe tranquillamente reggere una sua serie, anche se al momento è davvero troppo presto per parlarne.

Festa dei Morti nell’area Movies

Prima di dedicarci all’altro pezzo forte della cinquantunesima edizione  di Lucca Comics & Games,  dobbiamo purtroppo gettare un velo malinconico su un’area Movie meno ricca rispetto agli scorsi anni. Poche anteprime di spessore, sebbene ci siamo potuti godere trenta minuti in anteprima di Coco, il nuovo film Pixar, capaci di farci rivalutare l’idea che avevamo sul film. Il tema della festa dei morti non è importante quanto ne Il Libro della Vita, differenziando i due prodotti, quello Pixar pone le basi sulla famiglia più che sull’amore, promettendo quindi temi differenti. Entro fine anno scopriremo se la rivalutazione sarà stata ben riposta.

Abbiamo aperto il paragrafo considerando le poche anteprime di questa Lucca Comics & Games dedicata agli eroi, una manifestazione che ci ha comunque permesso di vedere con qualche giorno d’anticipo il ventesimo film dedicato ai Pokémon, e che offriva la possibilità, ai temerari che hanno sfidato la pioggia torrenziale il Venerdì mattina, di gustarsi in anteprima Neverending Man, il documentario sulla carriera di Hayao Miyazaki che sarà nei cinema grazie a Nexo il prossimo 14 Novembre. Ben pochi i film rispetto a quanto assistito negli scorsi anni, e speriamo che  per la cinquantaduesima edizione, l’Area Movies torni a far parlare di se in maniera positiva.

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The Walking Kirkman

E ovviamente non sarebbe Lucca Comics, senza parlare del fumetto, quella che è da sempre il cuore della fiera toscana. E a guidare i talentuosi autori ospiti dei diversi editori troviamo uno dei nomi più importanti dell’ultimo decennio: Robert Kirkman. Il proficuo autore-mente di Skybound è stato ospite di Saldapress, e ha tenuto non solo due diverse conferenze pubbliche, ma un’immancabile Press Cafè in cui ha snocciolato qualche informazione sulla terza stagione di Outcast, al momento nel limbo causa lavori sulla rete americana, e sul futuro film di Invincible, di cui la sceneggiatura procede spedita. Molte ovviamente le domande a tema The Walking Dead, tra cui l’analogia tra  ciò che succede  in casa Kirkman e quanto accade nel mondo cartaceo con protagonista Rick Grimes.

Robert Kirkman non è che uno dei grandi nomi di quest’anno, la fiera ha ospitato tra gli altri scrittori del calibro di Jason Aaron (attualmente autore di Thor) per Panini Comics, Jeff Lemire (Moon Knight, Niente da Perdere, Il Saldatore subacqueo) per Bao, e anche disegnatori come Jason Latour (Southern Bastards), gli italianissimi Marco Checchetto, Mirka Andolfo, Carmine Di Giandomenico, autori conosciuti sul web come Artgerm e manga-ka alternativi come Shintaro Kago, di nuovo a Lucca dopo il Gran Guinigi vinto tre anni fa. Come ogni anno quindi, la parte Comics è la più impeccabile anche considerando l’assenza all’ultimo minuto di Tite Kubo, autore di Bleach, che probabilmente aveva annusato il linciaggio (Come al solito si scherza. Forse.).

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Grande cambiamento nell’area Games, il padiglione fuori dalle mura cittadine che solitamente ospita publisher e videogiochi in generale. Quest’anno il tutto è stato organizzato differentemente: nel tendone erano presenti solamente i giochi da tavolo, con un piccolo stand per i videogiochi indie italiani (a cui il nostro Filippo dedicherà un articolo a parte) mentre i publisher videoludici sono stati disseminati tra le mura, in maniera più organizzata e decisamente più vivibile. Così Nintendo ha potuto portare l’intera line up di Nintendo Switch, compresi Doom e Skyrim, ed è stato notevole come la coda per provare i titoli fosse sempre presente anche col brutto tempo, considerando che tutti i giochi in prova, fatta eccezione per le due ip Bethesda, erano già disponibili sul mercato da tempo.

Blizzard protagonista sia in Piazza Santa Maria che nella cattedrale di San Romano, grazie allo stream in diretta della cerimonia d’inaugurazione del BlizzCon, grande evento del Venerdì sera; Bandai Namco Entertainment nuovamente  all’ingresso della Japan Town, mentre gli altri stand del Games sono stati trasferiti negli spazi dell’Ex-Cavallerizza dove oltre ad Everyeye erano presenti Razer, Capcom con Monster Hunter World, Koch Media con A.O.T. 2 e nuovamente Bandai con Dragon Ball FighterZ. Una formula che ha funzionato e che speriamo sia ripetuta per le prossime edizioni.

Nonostante la pioggia insistente, questa edizione di Lucca Comics & Games ha saputo regalarci diverse soddisfazioni, oltre a segnare l’ingresso di Netflix tra i partner ufficiali della manifestazione. Peccato per l’area Movies, decisamente sottotono rispetto al passato, e che non riesce a stare al passo con le altre. Nel frattempo, sono già note le date dell’edizione 2018, che si terrà nuovamente per cinque giorni, dal 31 Ottobre al 4 Novembre, ed ovviamente, abbiamo già confermato la casa.



due parole sugli autori
Assuefatto giocatore fin da quando non aveva neanche un pelo sul mento, ha coltivato la propria passione con lo stesso amore con cui cura la propria barba. Molti lo definiscono un Nintendaro senza speranza, senza contare gli oltre quattromila trofei presenti sull'account PSN e gli oltre 370 giochi su Steam (quanti di questi effettivamente giocati non lo sa neanche lui).
Classe 1987, Nintendaro per vocazione, videogiocatore a tutto tondo per passione. Apprezza ogni genere di gioco esistente tranne le simulazioni sportive e passa a leggere, discutere e scrivere di videogiochi tanto tempo quanto ne passa a videogiocare. Uno dei pochi superstiti del team originario de I Love Videogames, è il resettler residente della redazione.
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