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il 3 ottobre 2017, 07:30
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Le foglie cadono, i prezzi del Plus salgono (già da un mesetto, dal 31 agosto) e Sony giustifica alla grande la spesa. Dopo due mesi ad altissimi livelli, l’autunno videoludico in casa PlayStation si apre con una delle icone di questa generazione, amaro commiato di Hideo Kojima a Konami, dolce conclusione di una saga epica che ha cambiato il volto di un intero medium. Stiamo parlando di Metal Gear Solid V: The Phantom Pain (chiedere anche Ground Zeroes sarebbe stato forse troppo? Ci accontentiamo!), acclamato, criticato, controverso come solo i grandi sanno essere, pronto a regalarsi agli abbonati, concedendosi in tutte le sue videoludiche beltà attraverso il DualShock 4. Prima del dire “bando alle ciance” è d’obbligo ricordare che, come da qualche mese a questa parte, oltre ai sei titoli che andremo a breve ad elencare sarà possibile scaricare il party game Dimmi Chi Sei! e soprattutto, come a settembre, ecco RIGS: Mechanised Combat League per spingere PlayStation VR e donare un titolo a tutti coloro che hanno acquistato il visore nell’ultimo periodo. Adesso, partiamo.

Metal Gear Solid V: The Phantom Pain (Kojima Productions) – PS4

Il requiem suonato da Kojima a Konami, madre matrona che gli ha donato la notorietà e l’Olimpo videoludico per poi divorziare dopo una querelle di quelle che solo artisti e major possono inscenare. Una fine e un nuovo inizio, questa volta sotto la totale protezione di Sony per il genio di Tokyo. Il saluto di una saga che per il momento ha in cantiere solo un spin-off di dubbio gusto, quel Survive che non può avere il profumo di un vero Metal Gear. Un storia nata su MSX esattamente 30 anni fa, chiusa come un cerchio disegnato da Giotto nel modo più spiazzante e controverso possibile. Gameplay moderno in salsa open world stealth e narrazione cinematografica senza filtri (anche se un po’ lenta inizialmente) si sono fusi in questo atto finale per creare il capitolo con il gameplay migliore e più divertente, asservito a palcoscenico per Venom Snake e i suoi amici, compagni e nemici. I nostri Pietro e Antonino parlarono del finale all’alba del 2016, nello speciale col più alto tasso di spoiler nella nostra storia, assolutamente da evitare se volete recuperare questo capitolo e magari tutta la saga, estremamente interessante per chi non ha bisogno di avviare il download. Insomma, un Enfant Terrible che spacca il Plus e segna forse un vero nuovo inizio per l’abbonamento dopo le critiche degli anni passati. Au revoir, Snake.

recensione
Metal Gear Solid V: The Phantom Pain
Arrivati a questo punto, non si può non etichettare Metal Gear Solid V come uno di quei titoli condannati a far parlare di loro: l’annuncio a nome del fittizio Moby Dick Studios di Joakim Mogren (rivelatosi poi essere lo stesso Hideo Kojima sotto men...
Amnesia Collection (The Chinese Room) – PS4

Perduti, atterriti, circondati da incubi lovecraftiani da cui sembra impossibile uscire. Risvegliarsi senza memoria in un incubo soffocante, spinti a proseguire solo grazie all’istinto di sopravvivenza insito in ognuno di noi, questa è la base del terrificante progetto di Frictional prima e di The Chinese Room poi, sull’onda lunghissima della letteratura che solcò un immenso segno tra ‘800 e primi del ‘900 grazie a Lovecraft, Poe e tanti altri maestri dell’occulto e dell’orrore. Una serie survival horror, composta da The Dark Descent, Justine e A Machine for Pigs, che riuscì a dare nuova linfa ad un intero genere illuminandolo con la luce fioca di una lanterna, per scoprire meccaniche folgoranti da salto sulla sedia ad ogni porta lentamente schiusa. Una grandissima occasione per assaporare la versione videoludica del macabro in punta di penna che fu, sorretto da un gameplay assolutamente gustoso purché angosciante. Pioggia autunnale, coperta, tè caldo e… AAAAAARRRRGGGGGGGHH.

speciale
Call Of Ludus: L’influenza di H.P. Lovecraft sul Videogioco
C'è una parte di noi che tutti preferiamo tener nascosta agli occhi del mondo. A volte è sufficiente un semplice velo per coprirla, un velo così sottile da essere facilmente ignorato dagli sguardi più superficiali e sollevato dagli occhi più attenti;...
Monster Jam Battlegrounds (GameMill) – PS3

Avete passato la vostra adolescenza ad alternare su Italia 1 le chop slam di WWE Smackdown con le spericolate e assurde gare di monser truck di Monster Jam, ovviamente godendo della colonna sonora vocale di Christian Recalcati (grande cuore nerazzurro) e Giacomo “Ciccio” Valenti? Se avete nostalgia di quei tempi, allora guardatevi le repliche surfando internet, perché “gratis” non significa per forza “bello” e questo Monster Jam Battlegrounds mostra tutti suoi difetti perfino nel trailer di presentazione! Una grafica da “rimpiango Deadly Premonition” (che però aveva altre qualità cult) unita ad una fisica da flashgame, in quello che è una semplice imitazione dei classici Trial. Una lipposuzzione di divertimento rispetto allo sfavillante e tamarrissimo show televisivo che gremiva (gremisce tutt’ora presumo) gli spalti dei palazzetti sterrati americani, tra litri di birra annacquata, patatine fritti, hot dog fritti e Coca Cola fritta, pure lei. All’inizio di questo paragrafo, in fase di redazione, c’era un trailer del gioco, ma preferisco cambiare e mettere i migliori momenti di Grave Digger, monster truck icona dell’intero circo, va.

Hustle Kings (VooFoo Studios) – PS3

Questo invece è tanta roba. Un simulatore di biliardo come se ne vedono sempre meno, relegati più che altro al mercato mobile, riproposto prima su PS4 e poi su PS VR (a cui manca però il fumo passivo delle vere sale da biliardo) con risultati non proprio brillanti, la prima edizione di Hustle Kings vide la luce su PS3 nel preistorico 2009 per dare lustro al Move ma godibilissimo anche via pad. Divertente in singolo, con una buona modalità carriera (o qualcosa di simile) e tante sfide, sbocciava – e qui c’è il doppiosenso alcolico – se giocato in compagnia, come ogni partita a biliardo che si rispetti. Buona veste grafica, buona fisica che gratifica i precisi di natura e insomma, un ottimo passatempo per chi non possiede PS4 e ha voglia di stecche, palle colorate e espressioni colorite. Il main theme rap stile anni ’80 è una chicca poi.

recensione
Hustle Kings VR
Con il passare del tempo è inevitabile che i videogiochi cambino e che, di conseguenza, cambino anche i videogiocatori. Con l’avvento della realtà virtuale (con tutti i pro e i contro del caso) è giunto il momento per noi redattori di modificare anch...
Hue (Fiddlesticks) – PS Vita

La cromoterapia secondo Fiddlesticks, toccante, rilassante, enigmatica. Hue è all’apparenza un puzzle/platform bidimensionale come se ne vedono tanti nel panorama indie (è chiaramente ispirato a Limbo, vero classico dell’intero movimento), radicalmente diverso per quello che è il cuore delle meccaniche, giocare con i colori (un po’ come in Runbow) e con l’effetto rallenty per avvicinarci sempre di più alla nostra mamma scomparsa, accompagnati dalla sua dolce voce nelle meno riuscite fasi platform. Quella che si viene a creare è un’atmosfera unica, un teatrino delle ombre dallo sfondo cangiante, che si trasformerà nel colore che più ci serve in quel momento. Psichedelico e delicato, un progetto da recuperare e vivere sulla portatile Sony, ascoltando in silenzio quello che ha da raccontare. Come l’arcobaleno dopo la pioggia.

recensione
Hue
Abbiamo parlato, più di una volta, di come il mercato indipendente spesso fornisca una valida alternativa ai titoli più blasonati, e di come dia maggior risalto a generi "sottovalutati" dai grandi publisher. È il caso di Hue, puzzle game pluricromati...
Sky Force Anniversary (Infinite Dreams) – PS Vita

Nato come shoot ‘em up per dispositivi Symbian per poi approdare sui moderni iOS e Android, ha avuto talmente tanto successo in ambito mobile da farsi strada fino alle console, tempio di chi fa del videogioco un hobby serio. Il gameplay è esattamente come ve lo potete aspettare: visuale a volo d’uccello, bullet hell, power up e punteggi da capogiro, impreziositi dall’imprescindibile co-op locale e da una grafica poligonale che impreziosisce l’azione e appaga l’occhio. Insomma, un tributo ai grandi classici del genere. La cosa più interessante da dire su questo titolo riguarda le sue origini, sui cellulari Nokia (e non solo), dove fece talmente scalpore da aggiugicarsi un 9.5/10 sulle pagini virtuali di IGN. La sua versione Reloaded fu la prima a sbarcare su console, precisamente PSP e a regalare una rozza grafica poligonale su cellulare, decisamente accattivante per l’epoca, si parla del 2006. Bravi Infinite Dreams, tenete in vita i generi classici, come un WWF videoludico.

Castagne arrosto e Plus per un ottobre perfetto

Dopo aver rischiato di scomodare Ungaretti per il titolo a tema autunnale di questo paragrafo, ecco concludere la nostra kermesse con una considerazione decisamente terra terra ma veritiera: Sony vuole i nostri soldi e ci sta costringendo a darglieli, puntandoci contro una combo di Plus da capogiro che finalmente soddisfano chi sborsa la fatidica quota, che sia mensile, trimestrale o annuale. Se già il pacchetto settembrino aveva soddisfatto anche i palati più raffinati, questo mese con Metal Gear Solid V: The Phantom Pain (soprattutto e sopra tutti), Amnesia: Collection e Hue (senza dimenticare RIGS e il sospetto che l’appuntamento VR possa diventare una costante nel Plus) è stato fatto un altro step verso un idillio tra fornitore e cliente che ci incuriosisce per quello che potrà essere regalato tra un mese. Non ci resta che aspettare e capire se “la nostra soddisfazione è il loro miglior premio. Alla prossima e, mi raccomando, sempre col pad in mano!



due parole sull'autore

Un milanese col cuore sui colli piacentini, “romantico” del videogioco con una spiccata predilezione per tutto ciò che viene da Kyoto e dal passato. Se non lo beccate nel Regno dei Funghi, lo potete trovare su qualche pista virtuale a bordo di qualche bolide che non potrà mai permettersi, a causa della sua sindrome da shopping videoludico compulsivo. Appassionato tifoso dell’F.C. Internazionale, segue anche le imprese dei grandi del ciclismo. Nel tempo libero cerca qualcuno con cui confrontarsi sui film di David Lynch senza che egli muoia di noia.

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