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il 5 agosto 2017, 11:24
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L’Estate è quel momento dell’anno in cui, per il troppo caldo, mi passa la voglia di scrivere e vorrei rimanere spiaggiato davanti al ventilatore fino a che il triste mietitore non decide di portarmi con se. Ma è anche periodo di mare, località turistiche e di una delle poche fiere del fumetto gratuite ancora in circolazione nel nostro paese: Rimini Comics.

Dall’altra parte della barricata, la nostra di videogiocatori, il 2017 è sicuramente uno dei migliori anni di uscite e l’esordio di Nintendo Switch, ibrida di casa Nintendo, è tra i più rosei di sempre già da questi primi quattro mesi. Partendo per Rimini lo scorso 20 Luglio, era ovvio che, da fissati con scadenze da rispettare, ci saremmo dovuti portare una console, ruolo che fino a quest’anno spettava al solo 3DS (e saltuariamente PlayStation Vita), e allora perché non prendere due piccioni con una fava, e  testare sul campo la (tanto vantata nelle pubblicità) portabilità di Nintendo Switch?

 

La Preparazione

Innanzitutto, non potendo contare sulla connessione casalinga, bisognava essere sicuri che tutti i giochi fossero aggiornati, per non ritrovarsi  poi a non poterli usare al meglio come successo col primo DLC di Breath of the Wild durante una delle mie numerose trasferte a Milano. Controllato Mario Kart 8 Deluxe, il problema più grande rimaneva  l’uscita di Splatoon 2 il giorno successivo alla partenza (21 Luglio), che mi avrebbe impedito di aggiornare il gioco con eventuali Patch Day One (che alla fine non sono uscite). Avevo però messo in conto di non poter accedere al comparto online dall’hotel riminese dato che, stando alle descrizioni, non avrei avuto a disposizione il Wi-Fi in camera.

Secondariamente, era necessario ri-scaricare un gioco ignorante, che anche i miei amici non amanti dei brand Nintendo avrebbero potuto utilizzare mentre ci si riposava prima di uscire, o la mattina dopo colazione prima di recarsi in fiera e/o al mare. La scelta è ricaduta ovviamente su 1,2 Switch, con cui non ho decisamente un ottimo rapporto, ma che purtroppo veniva incontro alla mia richiesta.

Infine, ero a lavoro su Fate/Extella. Il titolo di Marvelous e Type Moon era l’esperienza single player che completava l’offerta dei quattro giorni lontano da casa. Così, dopo una nottata passata sul già citato comparto multiplayer di Splatoon 2, estraggo Nintendo Switch dal suo Dock,  inforco il cavo d’alimentazione USB-C del controller Pro, il controller stesso che non si sa mai, gli infidi laccetti che ora scorrono felici sulle corsie dei Joy Con, infilo tutto nella custodia a tema Zelda e butto tutto nella tracolla, pronto a prendere quell’autobus verde che mi avrebbe portato in esilio a Rimini.

 

Partenza ed Arrivo

Non vi voglio mentire, avevo dormito neanche due ore e quindi, una volta preso l’autobus, sono crollato per gran parte del viaggio. Dopo, ho vissuto una breve sosta in autogrill nei pressi di Bologna, in cui non sono neanche riuscito a bermi un caffè a causa della mole di turisti che non sapeva ordinare ed allontanarsi dal banco, facendomi tornare alla vettura notevolmente adirato e ancora assonnato. Dovevo distrarmi in qualche modo e, fortunatamente, avevo il mio Nintendo Switch in borsa. Siccome il bus per Rimini non aveva i tavolini (non si chiamerebbe sposta-poveri in caso contrario), la mia ragazza ha dovuto rinunciare ad un confronto a Mario Kart su ruote e così ho avviato Splatoon 2 e ho completato qualche livello della storia con il parasole (vi sbrigate a mettermelo nel Multiplayer?) nel tempo che mi separava dal Piazzale Gondar in quel di Rimini.

Arrivati all’albergo, la sorpresa: avevamo prenotato una tripla e manca un letto! Ci spostano quindi di un piano in una quadrupla e, sorpresa sorpresa, arriva anche il Wi-Fi in camera! Il Day One di Splatoon 2 è salvo! O almeno, così pensavo nella mia ingenuità mentre provavo a connettere Nintendo Switch  alla rete senza troppo successo. Demoralizzato e conscio che  non eravamo lì per giocare ma per la fiera, re-imborso la console e mi accodo al gruppo alla volta di Rimini Comics.

 

recensione
Splatoon 2
Due anni fa Nintendo portò sull'ormai rimpianto Wii U una nuova serie, dallo studio artefice di Nintendoland e Animal Crossing (EPD 2) che segnò l'entrata in scena della casa di Tokyo negli sparatutto arena in terza persona. Inizialmente, il neonato ...

 

Il giorno dopo, prima di  andare in fiera, vedendo un mucchio di persone giocare tramite la home di Facebook, decido di fare un altro tentativo. E magicamente la console si connette! E allora via, facciamo una Mischia Mollusca per testare se regge una possibile Ranked. Vinta senza troppi problemi (Gente, dovete imparare a colorare le zone orizzontali e poi solo dopo dedicarvi a splattare l’avversario!), decido di fare un paio di match con Bazookarp per accumulare qualche punto e salire di rango poi al mio rientro. Inizio a vedere tutto rallentato, poi la malefica scritta Connessione Instabile, seguita dall’espulsione dalla partita. Ci riprovo, mi avvicino alla sfera del Bazzokarp, gli eventi si ripetono, segnando la fine della mia avventura riminese con Splatoon 2 tra imprecazioni e blasfemie di ogni sorta.

Il Gruppo

C’è da dire che l’albergo tra alti e bassi si è rivelato una piacevole sorpresa, soprattutto per la colazione a buffet (che ogni volta è una sfida a chi mangia di più) con cui mi riempivo lo stomaco così da stare a posto per il resto della giornata (caldo indicibile mi toglie anche l’appetito). Come dicevo in apertura, il momento dopo aver mangiato era l’ideale per giocare un po’ insieme ai miei compagni di stanza.

Iniziamo con questo, poi facciamo un secondo ed un terzo giro, giusto per andare sul sicuro.

E niente, per quanto a me non piaccia manco come party game (e ne gioco parecchi anche di dubbio gusto), 1,2 Switch fa il suo dovere e diverte per quell’oretta necessaria a far testare tutti e ventisei i minigiochi, tra schitarrate di air guitar, mucche immaginarie e gorilla innamorati. In sostanza, abbiamo dato spettacolo nel portico dell’hotel, attirando sguardi poco discreti degli altri ospiti.

Nessuna fidanzata e amico sono stati maltrattati durante questo scatto

Poi è stato il turno del Re indiscusso del multiplayer su strada, mai come questa volta in splendida forma: sono infatti bastate un paio di coppe su Mario Kart 8 Deluxe per capire a pieno quanto Nintendo Switch sia valida in modalità portatile. Unica pecca, il riflesso del sole sullo schermo, che ci ha distratto in più di una curva ma ci ha permesso in ogni caso di portare a termine le partite tra un guscio rosso e una banana. La possibilità di giocare in due in qualsiasi momento con un ‘unica console è sicuramente il maggior pregio della nuova ammiraglia della casa di Kyoto, sebbene l’impugnatura dei Joy-Con sia ben più scomoda dell’ottimo Controller Pro, ma finché non si gioca in competitivo, ce lo facciamo andare bene.

Un Guido appena sbarbato cerca di distinguere le curve sotto il sole

 

Il Singolo

Nintendo Switch permette inoltre di proseguire le proprie avventure casalinghe ovunque si voglia, una cosa straordinaria che avevo già valutato positivamente con Disgaea 5 e Breath of the Wild stesso, ma che con Fate/Extella ha ancora più valore data l’ottima performance in modalità tablet rispetto a quanto si veda su televisore. Sdraiato comodamente sul matrimoniale, ho spremuto fino al limite la carica del mio Switch, poco prima di cambiarmi per poi ritornare sotto il sole cocente e recarmi in fiera.

 

recensione
Fate/Extella (Nintendo Switch)
E al vincitore della Grande Guerra Sacra verrà concesso il Sacro Graal, con cui potrà realizzare il suo desiderio. Questo è il leitmotiv di Fate, la serie di Type-Moon che imperversa  dal 2004, tra anime, manga, novel, ed ovviamente videogiochi...

 

Le tre ore giornaliere passate in compagnia di Nero mi hanno permesso di completare il suo Arc e quello secondario dei suoi Servant, essendo grato di poter continuare a giocare ad un titolo domestico anche fuori dal mio salotto, e soprattutto potendolo mettere a riposo ogni volta che ce n’era bisogno senza per forza spegnere e riaccendere la console.

 

Il Ritorno

In maniera analoga all’andata, la vacanza riminese è finita, dopo quattro serate in fiera e altrettante mangiate ignoranti, e sul bus di ritorno era il momento di tirare le conclusioni sull’impegno di Nintendo Switch. Vale la pena portarsi in viaggio la nuova console Nintendo? Certo che sì. Se fino ad ora le mie escursioni contavano solamente su 3DS e Vita, tra una visual novel e un GDR, ora da possessore di Switch posso finalmente proseguire ogni titolo casalingo anche fuori casa, senza per forza dover cambiare gioco per adattarmi alla situazione. Anzi, è la console che si adatta a quel che faccio, e non più il contrario, e al termine di questo viaggio già pregusto la possibilità di giocare Super Mario Odyssey a Lucca 2017.



due parole sull'autore

Assuefatto giocatore fin da quando non aveva neanche un pelo sul mento, ha coltivato la propria passione con lo stesso amore con cui cura la propria barba. Molti lo definiscono un Nintendaro senza speranza, senza contare gli oltre quattromila trofei presenti sull’account PSN e gli oltre 370 giochi su Steam (quanti di questi effettivamente giocati non lo sa neanche lui).

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