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il 8 luglio 2017, 11:28
in Speciali

C’è qualcosa di veramente particolare nell’aria. Qualcosa di vecchio che ci ha fatto tornare indietro nel tempo. Sembra sempre più evidente che sia in atto un revival degli anni ’80 e ’90, e che questo non riguardi soltanto il mondo che noi di I Love Videogames curiamo in maniera più accurata, ma diversi mondi, diverse forme d’arte nonché alcuni formati trash che rappresentano per i ventenni e i trentenni di questa generazione un ritorno al passato. Il fenomeno di cui parliamo, quello che definiremo da questo momento come “ritorno del vecchio”, non è però del tutto nuovo e fa parte di un processo cominciato già alcuni anni fa, e che nel corso degli ultimi due anni si è sviluppato in maniera ancor più esponenziale. Fortunatamente non vediamo ancora persone in giro con la “mitica” acconciatura chiamata permanente (se non la conoscete basta guardare qualche foto delle vostre mamme, zie e nonne di una ventina di anni fa), ma in tv, al cinema, nei negozi di giocattoli e nei videogiochi il ritorno del vecchio ha messo ormai radici che magari fanno parte di un movimento temporaneo, una moda passeggera, ma che il suo successo lo sta avendo eccome, perché probabilmente tutti siamo un po’ degli inguaribili romantici e Nintendo, Dragon Ball e Sarabanda ci spiegano il perché.

 

Mooseca e Colla Vinilica

 

 

Il fenomeno  deve essenzialmente la sua fortuna a internet, che ha letteralmente risvegliato dal letargo personaggi, mondi e ricordi che risiedevano nella nostra memoria e magari su qualche VHS (a oggi forse l’unico oggetto del periodo ormai andato che non è ancora tornato sugli scaffali dei supermercati). Enrico Papi è l’esempio più lampante di questo pensiero: Sarabanda e il Vate della Mooseca erano soltanto ricordi lontani della fanciullezza di alcuni e dell’adolescenza di altri, ma sono però tornati accolti a gran voce dal pubblico che li ha poi seguiti recentemente per tre puntate speciali andate in onda sui canali Mediaset, ricche tra l’altro di polemiche e di errori tecnici; perché diciamocelo, vedere Coccinella, Valentina, Tiramisù 15 anni dopo il suo effetto l’ha fatto. E lo stesso discorso possiamo esporlo con altri personaggi, come Giovanni Muciaccia, svanito dal radar televisivo e tornato dopo anni e anni da Art Attack, con un nuovo programma dedicato ad arte e musei, o ancora Giorgio Vanni e soprattutto Cristina d’Avena, con quest’ultima che ha raggiunto addirittura un importante palcoscenico, quello dell’Ariston di Sanremo, come ospite nel corso del 2016, e che viaggia praticamente ogni giorno per cantare le famose sigle dei cartoni animati anni ’80-’90 in tutt’Italia.

 

In tv c’è stato anche il ritorno di alcuni anime che hanno scritto la storia: la serie Dragon Ball Super non ha forse dato i frutti sperati, a causa di un design e di una trama non all’altezza dei precedenti, ma che ha comunque fatto parlare di sé. E lo stesso è accaduto con i Digimon, tornati a loro volta dopo tantissimi anni con gli storici personaggi  che ci hanno intrattenuto per mattinate intere mandate in onda su Rai 2 ormai un secolo fa.

 

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If you smeeeeeeel

 

Un ritorno al primo Mondo Nerd

 

Nel cinema invece è meglio andarci con i piedi di piombo, perché di remake e revival ne sono stati creati a bizzeffe già nei decenni passati. “Il padre della sposa” con Steve Martin che riprende l’originale con Spencer Tracy del 1950, ben 41 anni dopo la sua uscita; o ancora “C’è Posta per te”, remake moderno del favoloso “Scrivimi Fermo Posta” del 1940 con James Stewart. E anche alcuni film definiti come rivoluzionari come “The Artist” hanno i loro precursori: non dimentichiamoci che un certo Mel Brooks era tornato non solo al bianco e nero, ma anche all’assenza di suoni “Silent Movie”, che rappresentò proprio una parodia dei film muti. Gli esempi che potremmo fare sono in ogni modo tantissimi, ma ciò che sembra sempre più evidente durante gli ultimi anni è un ritorno al primo “Mondo Nerd”, che sembra nato ieri, ma che in realtà ha la sua genesi ormai più di trent’anni fa. Sì, perché l’uscita di film come Jumanji, Ghostbusters, o quello che vede protagonisti i Power Rangers, entrano in logiche di mercato all’interno delle quali è meglio non addentrarci fino in fondo data la complessità della materia, ma che, al di là di tutte le critiche che possano ricevere (o hanno già ricevuto), rientrano in questo meccanismo di cui abbiamo già parlato: Il ritorno del vecchio, che in questo caso divide il pubblico, perché se da un lato c’è chi attende con curiosità il nuovo evento, dall’altro c’è una folla, forse ancor più grande, che non sempre rimane soddisfatta da questi nuovi film, visti talvolta come una semplice mossa di marketing atta solo a guadagnare sfruttando un brand che potrebbe solo essere rovinato da questi remake/sequel (malgrado le parole dell’attore The Rock ha fatto chiarezza sull’uscita di Jumanji, visto da lui stesso come un omaggio al famoso film con Robin Williams). Insomma non sempre, anche in questo caso, questo “ritorno al vecchio” può essere interpretato in maniera univoca, dal momento che i pareri personali sono e saranno sempre più potenti di quelli dei critici e degli accademici.

 

 

Console grandi quanto una mano

Anche per quanto riguarda i videogiochi bisogna fare chiarezza. Sì, perché così come per i film, non dobbiamo pensare che il remake dei famosi titoli del passato siano cosa recente (o futura, visto che non sapremo mai quando realmente uscirà Final Fantasy VII, eh Square Enix?).  Basti pensare a Ocarina of Time per 3DS, rilasciato ormai sei anni fa, o ancora Prince of Persia, il cui primo titolo fu lanciato nel 1989 per poi ritornare in auge con PlayStation 2. Per questo motivo tutti i discorsi riguardanti Crash N.Sane Trilogy o ancora Shadow of the Colossus lasciano il tempo che trovano, perché di remake o rifacimenti vari, la storia dei videogiochi ne è (e ne sarà sempre) piena.

 

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Ciò che si sta sviluppando nel mondo videoludico però è qualcosa di nuovo che soprattutto Nintendo sta promuovendo continuamente e che sta già dando i frutti sperati. Sì, perché al momento sono in atto due mosse che hanno già messo in mostra i primi positivi risultati. Quella che sicuramente ha avuto un ritorno economico peggiore tra le due è Microsoft, che però sta cercando di rimediare in tutti i modi. Da tempo ormai Xbox One è infatti retrocompatibile, cosa che ci permette di poter giocare a tantissimi titoli rilasciati per la console di penultima generazione targata Bill Gates, e grazie alla quale risparmiamo dello spazio importante, sostituito da un luogo virtuale che qualcosa, anche se forse non indispensabile, dà. Accanto a questa scelta ce n’è un’altra, che mette in mostra ancor di più la volontà di Microsoft: presto infatti a essere retrocompatibili saranno anche i titoli dell’originale Xbox; insomma un nuovo ritorno al passato, di cui però il nostro webmaster ed el mustacho messicano Mr. Wolf , non sono così convinti!

 

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Ma l’azienda che meglio incarna il principio del “ritorno al passato” è, come già detto, Nintendo. La casa giapponese ha infatti messo a segno due colpi importanti nel corso dell’ultimo anno: nel 2016 è toccato a Nintendo Classic Mini, che contiene 30 giochi e un collegamento in HDMI che ci ha fatto gustare i titoli in una grafica di gran lunga maggiore. Quest’anno è toccato invece a Mini SNES, che sarà disponibile a partire dal 29 settembre (mese tra l’altro ricco dal punto di vista delle uscite), e che ancora una volta ci farà tornare indietro di un bel po’ di anni.

 

 

Naturalmente si sa, le uscite e le scelte fatte vanno viste solo in ottica marketing, ma è impossibile non scindere questo processo dalla volontà di rivedere e soprattutto rivivere quel passato ormai andato; perché se Nintendo attua questa scelta, di certo non lo fa per i semplici collezionisti o solo per Nintendroni (termine che presto sarà presente sullo Zanichelli) e Nintendari, ma perché ha capito che il passato è “sfruttabile” e che forse è il momento migliore per creare e vendere prodotti che di certo non sono rivoluzionari – e infatti pensateci un attimo, qualcuna delle cose che abbiamo citato in questo articolo lo è stato? – ma di certo ci faranno rivivere per un po’ il mondo ringiovanendo l’anima e lasciandoci per un po’ i problemi della vita alle spalle, per guardare il mondo come bambini e adolescenti il cui unico problema era scansare le interrogazioni a scuola.



due parole sull'autore
Giuseppe “Klotien” nasce in un bel pomeriggio di maggio del 1990. Passa l’infanzia a subire gol a ripetizione a Fifa ’96, fatality a Mortal Kombat e a cadere dai dirupi di Super Mario. Cresce, ma le cose non cambiano: Neo Cortex lo spinge al limite; non pago, le prende da heartless, slime e dalla gente di San Andreas… ah dimenticavo le fatality e i gol a Pes. Passa poi a Microsoft, ma nulla cambia. Decide quindi di dedicarsi allo studio delle lingue, ma va k.o. comunque a causa delle fatality dei professori dell’università.
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