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il 9 luglio 2017, 09:32
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Siamo così impegnati a vivere le nostre vite fatte di impegni, lavoro, moglie + figli e rancori quotidiani, che a volte ci dimentichiamo di quella persona che ci ha messi al mondo e che – in gran parte dei casi – non vuole altro che il nostro bene. Tra noia e mediocrità, Mothers and Daughters prova a ricordarci di lei.

 

Non sono pochi i film che puntano forte sulla famiglia, costruendo i propri discorsi drammatici intorno ai rapporti tra i suoi membri. Interstellar è poesia, un’ode al rapporto tra padre e figlia in un amore familiare che attraversa lo spazio e il tempo (e un po’ tutti i film di Christopher Nolan puntano su drammi simili, compresi Inception e Shutter Island), il recentissimo Arrival mette in campo una splendida Amy Adams nei panni di una madre nostalgica, e il solo campo dell’animazione è pieno di esempi di storie familiari (Alla Ricerca di Nemo + sequel, Il Re Leone eccetera). E, poco tempo fa, abbiamo visto che anche i videogiochi non disdegnano delle storie con la famiglia al proprio centro, anzi: la narrativa videoludica viene quasi rafforzata in presenza di un tale topos narrativo, acquisendo una potenza drammatica non indifferente. Non dobbiamo stupirci, dunque, se Paul Duddridge e Nigel Levy hanno deciso di dirigere un film interamente incentrato sulla figura materna, al fine di celebrarla nei suoi pregi e difetti: Mothers and Daughters.

 

 

Madri e Figlie Degeneri

Mothers and Daughters ArtMothers and Daughters poteva essere uno splendido film sul rapporto madre-figlia, in grado di lasciare il segno ben oltre la semplice storia narrata nei 90 minuti di montato. “Poteva“, appunto: per molti motivi, il film di Paul Duddridge (che ne è anche lo sceneggiatore) e Nigel Levy non è riuscito pienamente nello scopo, anche se non si tratta certamente di una fatica da bocciare. Fin dall’inizio, il film si presenta come una produzione orientata principalmente (volendo generalizzare con un grosso azzardo) verso un pubblico femminile: molte le protagoniste (tra cui figura una splendida Christina Ricci), molti i temi particolarmente cari al mondo femminile (dai più comuni, come la moda o il bisogno di costruirsi una carriera indipendente, ai più seri come l’aborto e la riconciliazione) e poche le sorprese veramente originali nel corso della storia.

Per quanto riguarda la trama, in particolare, è curiosa la scelta di affidarsi al montaggio parallelo per descrivere più storie che avanzano contemporaneamente, sfiorandosi in una New York contemporanea senza mai toccarsi per troppo tempo. Tra tutti i personaggi messi in gioco, quello realmente interessante è senza dubbio quello della fotografa Rigby (Selma Blair), che nasce come uno spirito libero e vedrà una potente evoluzione caratteriale negli ultimi minuti del film; tolta lei, tuttavia, gli altri personaggi (come la Rebecca interpretata da Christina Ricci, ma non solo) risulteranno generalmente poco profondi e coinvolgenti, e trascineranno distrattamente il giocatore verso il finale risolvendo le proprie storie una dietro l’altra.

Interessante l’intervento di Sharon Stone nei panni di Nina, una donna in carriera dal carattere forte che ricorda parecchio la Meryl Streep de Il Diavolo Veste Prada, e che (esattamente come il personaggio della Streep) vedrà un progressivo ammorbidirsi nel corso della trama. Il suo rapporto conflittuale con la figlia, Lydia (Alexandra Daniels), sarà una delle poche ventate d’aria fresca all’interno della pellicola, una piacevole distrazione dalle storie banali o poco approfondite che circondano gli altri protagonisti. L’unico, reale tentativo di incrocio tra più linee narrative si avrà grazie all’intervento di Georgina (Mira Sorvino), ma si risolverà in fretta esattamente come verrà presentato.

 

Rancori & Riconciliazione

Eppure, il concept di Mothers and Daughters ha un’idea alla base che non può che costringere lo spettatore a una profonda riflessione, una volta terminato il film: quante volte, per orgoglio o per puro puntiglio, ci ritroviamo ad allontanarci dalle persone che più amiamo? Siano esse parte della nostra famiglia d’origine, amici o partner, il più delle volte vengono spinte dalle circostanze a confliggere con le nostre vite e i nostri interessi, e a quel punto decidiamo semplicemente di “spingerli via”, costringendoli ad allontanarsi per dei problemi che sarebbe semplice risolvere con una banale conversazione tra adulti. E poi, quando è realmente troppo tardi, siamo costretti a trovare giorno dopo giorno un modo per sopprimere il nostro rimorso; un rimorso fatto da parole non dette, chiarimenti mai raggiunti e mancate riconciliazioni. Mothers and Daughters, tra le altre cose, parla anche di questo, e vuole essere uno spunto di riflessione per tutti noi: a che serve l’orgoglio, quando rischiamo di perdere una persona così vicina a noi come potrebbe essere la nostra stessa madre, o entrambi i nostri genitori?

Il film di Duddridge e Levy è uno stimolo alla comunicazione, una spinta a “fare di più”, mettendo da parte l’orgoglio personale e tirando fuori tutto il nostro coraggio per risolvere una questione. Spesso, la soluzione è nascosta tra le righe di un semplice dialogo con chi amiamo; e un po’ tutte le storie del film arrivano proprio fino a questo punto, incoraggiando lo spirito d’iniziativa. Una madre è una delle persone più care che un individuo possa sperare di avere; rischiare di perderla per uno screzio o un’incomprensione è un imperdonabile peccato, una condanna che nessun genitore o figlio dovrebbe essere costretto a subire. E Mothers and Daughters è dichiaratamente dedicato “alle nostre madri”, come recita una semplice frase su sfondo nero in chiusura di pellicola: quelle madri che ci hanno amati fin dal primo istante in cui siamo arrivati al mondo.

 

Sharon Stone

La regia di Mothers and Daughters è particolarmente classica con pochi tocchi di stile, e l’ambientazione è chiaramente urbana e contemporanea. Avendo già esposto il punto principale del film, non spenderemo, dunque, troppe parole per descriverla, e vi lasciamo direttamente al consueto box di chiusura con tutti i dettagli tecnici del formato home-video.

Dettagli prodotto
  • Attori: Christina Ricci, Courteney Cox, Sharon Stone, Susan Sarandon, Selma Blair
  • Formato: Blu-ray, PAL, Schermo panoramico
  • Audio: Inglese, Italiano
  • Lingua: Inglese, Italiano
  • Sottotitoli: Italiano
  • Regione: Regione B (Maggiori informazioni su Formati Blu-Ray.)
  • Numero di dischi: 1
  • Studio: Koch Media
  • Data versione DVD: 11 mag. 2017


due parole sull'autore
Nato e cresciuto nell'epoca d'oro della prima PlayStation, ha visto il susseguirsi di almeno quattro generazioni di console fin da quando era bambino, ed è fermamente convinto che non smetterà mai di viverle sulla propria pelle. Suo unico rimpianto: non essere nato abbastanza presto da vedere la nascita dei primi videogiochi. Coltiva segretamente la passione per la scrittura, che sfoga sulle pagine di I Love Videogames proponendo folli idee (aka: rompendo le scatole) agli altri redattori. Gestisce anche il podcast Gameromancer e la sezione Speciali.
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