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il 11 giugno 2017, 10:59
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Dopo essere stato finanziato con successo con una campagna crowfunding,  essere stato premiato al Sundance 2014, Wish i Was Here arriva finalmente in Italia.

Ci ha dovuto pensare Koch Media, instancabile come sempre, a  portare almeno in home video (e su pay tv) il film diretto, prodotto e interpretato da Zach Braff, l’indimenticabile J.D. di Scrubs, che fino a qualche settimana fa era nelle sale con la sua ultima fatica (Insospettabili Sospetti). Abbiamo finalmente visto Wish i Was Here, e come al solito, non vediamo l’ora di parlarvene.

Sognando in grande

Inizia con una fantasia come se ci trovassimo davanti ad un John Dorian ormai maturo, che si conclude esattamente con lo stesso Zach Braff che guarda fisso un punto indefinito in alto a sinistra, mentre  viene riportato alla realtà dal figlioletto Tucker (Pierce Gagnon) e dalla moglie (Kate Hudson) che gli ricorda di parlare coi rabbini della scuola privata degli stessi figli e con il padre a proposito dell’ultima retta non pagata. 

Aidan (Zach Braff) è un attore squattrinato, che non trova lavoro e passa la sua vita tra un provino e l’altro. Due figli iscritti ad una scuola ebraica pagata dal padre, un fratello complessato (Josh Gad), e  una moglie che è l’unico stipendio  per la famiglia, bloccata in un lavoro noioso e senza sbocchi. Quando il padre (Mandy Patinkin) scopre che il cancro ai polmoni è tornato più forte di prima, e decide di smettere di pagare la retta ai figli di Aidan per provare una nuova cura sperimentale, Aidan deve far ei conti con l’abbandonare il proprio sogno per permettere ai figli di vivere sereni.

Una trama semplice, che non ha bisogno di colpi di scena, ma che riesce a centrare pienamente il suo bersaglio, dando un messaggio sull’amore familiare e sul rapporto tra padre e figli, senza per questo sottovalutare il lato più comico (o tragicomico) di determinate vicende.

Con Wish I Was Here, Zach Braff mette in luce le gioie e i dolori dell’età adulta, il doversi confrontare con i propri limiti e mettere da parte se stessi per coloro che amiamo. E riesce a farlo dignitosamente, attraverso diversi punti di vista. Quello del padre disoccupato, che fa di tutto per far conciliare il suo sogno con  i bisogni dei figli, quello del padre malato, che sa che gli manca poco e che dovrà far di tutto per farsi perdonare, quello della madre capofamiglia, che non può smettere di amare il marito sognatore, e che stringe i denti anche di fronte a molestie verbali per il bene più grande; quello di una figlia che capisce che il padre ha bisogno di lei, che lo zio ha bisogno di lei, e che si dimostrerà ben più matura della sua effettiva età.

La vita che vorrei

Un talento nel narrare i problemi, quello di Braff, che non è da sottovalutare: il film è attuale tuttora sebbene siano passati tre anni, e  il regista abbia già girato un altro film, la giovanissima Joey King è cresciuta (ed è apparsa anche nella seconda stagione di Fargo), e Josh Gadd stia vivendo un periodo di enorme produttività. Wish I Was Here  è un film riuscito, dalla più semplice delle inquadrature  fino alla ilare scena nel concessionario delle Aston Martin, con un Donald Faison che porta a schermo una reunion tra J.D. e Turk. Più leggero di Garden State ( esordio di Braff alla regia) ma allo stesso tempo capace di affrontare temi non semplici, facendo immedesimare lo spettatore grazie a dialoghi veritieri e  cullandolo in una colonna sonora curata in cui i The Shins sono i portabandiera.

Wish I Was Here convince, e lascia nuovamente interdetti sul problema della distribuzione: possibile che ci abbia messo addirittura tre anni ( facendo arrivare in sala perfino il film successivo di Braff) per giungere nell’italica terra? Fortunatamente, come già detto, il tema della famiglia e dei propri sogni è sempre attuale, rendendo il titolo perennemente adatto. 
Per concludere due parole sulla versione home video (dato che è l’unica disponibile) oltre al doppiaggio italiano (in cui Alessandro Quarta riprende le corde di Zach Braff) e alle interviste di rito, è disponibile la scena integrale al concessionario con Donald Faison, coi due attori che ridono e improvvisano, ed un’interessante chiacchierata sul ruolo del padre nel film, capace di sollevare qualche altro pensiero.

 

  • Attori: Zach BraffKate HudsonJoey King
  • Formato: Blu-ray
  • Audio: Inglese, Italiano
  • Lingua: Inglese, Italiano
  • Sottotitoli: Italiano
  • Regione: Regione B (Maggiori informazioni su Formati Blu-ray.)
  • Numero di dischi: 1
  • Studio: Koch Media
  • Data versione DVD: 11 mag. 2017


due parole sull'autore
Assuefatto giocatore fin da quando non aveva neanche un pelo sul mento, ha coltivato la propria passione con lo stesso amore con cui cura la propria barba. Molti lo definiscono un Nintendaro senza speranza, senza contare gli oltre quattromila trofei presenti sull'account PSN e gli oltre 370 giochi su Steam (quanti di questi effettivamente giocati non lo sa neanche lui).
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