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il 18 giugno 2017, 18:45
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Quando non basta essere Lord Comandante per uccidere la noia

 

Le ambizioni possono uccidere. Questa è una frase valida tanto per la vita quanto per dei progetti importanti in generale, e ci sono film che fanno un ottimo lavoro per dimostrare sia l’uno che l’altro caso. Basato sulla serie trasmessa dal 2002 al 2011 ad opera della BBC, Spooks: il Bene Supremo è un film di spionaggio e di azione che non disdegna dei personaggi ben costruiti o un messaggio chiaro e importante, ma che non riesce a catturare fino in fondo a causa di una trama già vista più volte nel genere di riferimento. Diretto da Bharat Nalluri (lo stesso regista della serie originale) e supportato dalla stessa BBC, Spooks punta su un protagonista di spicco (Kit Harington, amato attore già visto nei panni di Jon Snow nel Trono di Spade) per raccontare una storia di spionaggio, complotti governativi e terrorismo che tenta di scuotere le corde più intime del nostro essere, dando uno spessore umano e caratterizzato anche a un antagonista crudele come Qasim. E non gli riesce neanche troppo male.

 

Tradimento!

Londra, era contemporanea. La splendida Capitale inglese è oppressa, come ogni giorno, da uno dei suoi problemi più temibili: il traffico. In mezzo a un gruppo di auto incolonnate, un convoglio dei servizi segreti britannici attende di potersi svincolare per trasportare un pericoloso criminale internazionale, Adem Qasim (Elyes Gabel), al sicuro e fuori dalla portata dei suoi potenziali complici. Qualcosa, all’improvviso, va storto: un gruppo di uomini armati accerchia il camion blindato e minaccia di uccidere scorta e civili a meno che i servizi segreti non rilascino il loro capo. In quella situazione, Harry Pearce (interpretato da Peter Firth, e a capo dell’operazione) è costretto a operare una scelta: rilasciare il pericoloso terrorista e suscitare le ire internazionali (Stati Uniti, soprattutto) o mettere a rischio le vite di decine di civili innocenti? La scelta compiuta da Pearce (per nulla imprevedibile, ovviamente) lo tormenterà per il resto dei suoi giorni, al punto che l’uomo si ritroverà esonerato dal servizio e ossessionato dall’idea che un traditore potesse aver sabotato l’operazione dall’interno.

Da quel momento in poi, Pearce farà di tutto per scoprire l’identità del traditore, contattando anche un ex agente dei Servizi Segreti (Will Holloway, Kit Harington appunto) pur di portare alla luce la verità. Nel corso delle sue indagini, Harry non eviterà di ricorrere al doppio gioco, a soluzioni meschine e a tradimenti nei confronti di Will stesso, che non di rado sembrerà essere un bene sacrificabile più che un vero e proprio alleato agli occhi di Pearce. Ciò che dà realmente spessore al tutto, però, è forse radicato nella lucida follia dei terroristi coinvolti dalla vicenda, accecati da una sete di vendetta (per gli stermini operati dall’Occidente in Pakistan, il loro Paese natale) e disposti a tutto pur di assestare dei colpi consistenti al loro nemico. Tra di essi, spicca di gran lunga la figura di Qasim, capo della banda e fortemente legato alla moglie rapita: per lei Qasim rischierà tutto, anche la propria incolumità, dimostrando una caratterizzazione emotiva che non lo rende esclusivamente una macchina di morte con cui lo spettatore non dovrebbe empatizzare.

 

I am the Sword in the Rain

Anche quando si parla di parte registica e personaggi, Spooks non ne esce necessariamente sconfitto. Will Holloway è un personaggio tormentato dai ricordi e in cerca di risposte sul suo passato (perfettamente interpretato dalle espressioni cupe di Kit Harington), Harry Pearce è chiaramente un uomo che non ha più nulla da perdere, e in generale buona parte dei personaggi sembrano avere un ruolo importante ai fini dello svolgimento della trama; una trama che si sviluppa sul concetto di fedeltà e di morale, di scelte giuste e scelte necessarie, di lealtà e determinazione. Non sempre la scelta eticamente più accettabile è quella giusta da fare, e a volte ci si ritrova costretti a scegliere il minore tra due mali; Spooks parla abbondantemente di questa necessità, del senso di responsabilità e di cosa voglia dire trovarsi “in bilico” tra due estremi, dovendo poi convivere con le conseguenze delle proprie azioni.

Ma non solo: il film di Nalluri parla efficacemente anche delle ambizioni, e di come esse possano essere la nostra rovina, portandoci a oltrepassare un punto di non ritorno che ci spingerà inevitabilmente nelle fauci della nostra sete di potere. Eppure, pur affrontanto temi tutt’altro che superficiali e mal costruiti, Spooks: Il Bene Supremo presenta una trama e una serie di situazioni narrative già viste abbondantemente nel genere, anche solo nel caso dei vari Mission Impossible e The Bourne, citati con tanto orgoglio in copertina. Il risultato è un interesse per i personaggi che riesce a catturare l’attenzione (pur non facendo gridare al miracolo), pur rimanendo intrappolato in una trama già vista che risulta decisamente noiosa dopo i primi minuti. Difficile trovare un’identità ben precisa nel film di Nalluri, nonostante i temi trattati: una volta giunti alla fine, non resta che etichettarlo come “un altro film qualunque sullo spionaggio anti-terroristico”.

 

Una menzione d’onore, tuttavia, va fatta alla scelta di ambientare le vicende della pellicola principalmente tra le strade di Londra: la Capitale europea, con le sue atmosfere cupe, i suoi larghi ponti e gli splendidi grattacieli, si presenta come un luogo perfetto per gli eventi urbani che i personaggi sono costretti ad affrontare, e gli accenti tipicamente inglesi sono senza dubbio una gioia per le orecchie. Una gran cura è stata riposta, fortunatamente, anche nel doppiaggio italiano, curato per buona parte dell’esperienza e con ben poche sbavature.

Insomma, se cercate un action-movie con un pizzico di maturità tematica, con buoni personaggi e ottimi interpreti, Spooks potrebbe anche soddisfarvi senza troppi problemi, a patto che non siate in cerca di un film pretenzioso o particolarmente impegnativo. Nel complesso, l’interpretazione degli attori in gioco, la cura per il sonoro e le ambientazioni valgono sicuramente l’acquisto; l’importante è che prendiate tutta l’esperienza con la giusta dose di leggerezza.

 

Dettagli prodotto

 

  • Attori: Kit Harington, Peter Firth, Jennifer Ehle
  • Formato: Blu-ray, PAL, Schermo panoramico
  • Audio: Italiano (Dolby Digital 2.0)
  • Lingua: Italiano
  • Sottotitoli: Italiano
  • Regione: Regione B (Maggiori informazioni su Formati Blu-ray.)
  • Numero di dischi: 1
  • Contenuti Speciali: interviste, dietro le quinte, scene alternative, trailer italiano.


due parole sull'autore
Nato e cresciuto nell'epoca d'oro della prima PlayStation, ha visto il susseguirsi di almeno quattro generazioni di console fin da quando era bambino, ed è fermamente convinto che non smetterà mai di viverle sulla propria pelle. Suo unico rimpianto: non essere nato abbastanza presto da vedere la nascita dei primi videogiochi. Coltiva segretamente la passione per la scrittura, che sfoga sulle pagine di I Love Videogames proponendo folli idee (aka: rompendo le scatole) agli altri redattori. Gestisce anche il podcast Gameromancer e la sezione Speciali.
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