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il 1 aprile 2017, 08:20
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Oggi è il primo di aprile e come tutti i primi del mese vi aspetterete la guida agli acquisti redatta da Pietro vero? Ve li dico io, dai: Persona 5, Yooka-Laylee, Syberia III (oh si!!), Outlast 2 e Puyo Puyo Tetris. Ok, fatto, tolto un peso dalle spalle del nostro webmaster, e poi lo sapete, l’1 di aprile non è un 1 a caso, è la giornata mondiale degli scherzi!

 

Nota del sommo webmaster: la guida agli acqusti andrà in onda verrà pubblicata lunedì mattina: cercate di tenere a bada il portafoglio fino a quel momento e approfittate per finirvi uno dei troppi titoli usciti a marzo. O insomma, ascoltatevi il nono episodio di Gameromancer.

 

Che poi sa Dio il perché. Davvero, probabilmente lo sa solo lui; Wikipedia narra infatti del patriarca di Aquileia, che il primo di aprile del 1350 avrebbe salvato il papa dell’epoca dal soffocamento, causato, pensate, da una spina di pesce. Tirato un sospiro di sollievo, paonazzo, senza neanche ringraziare, tale guida del cristianesimo avrebbe decretato che il primo giorno del quarto mese dell’anno non si sarebbe mangiato più pesce, ad Aquileia. Ci sono anche altre teorie sulla nascita del Pesce d’aprile, ma questa è sicuramente la più spassosa e a noi piace pensarla così. Speriamo solo che questo speciale non vi vada di traverso come quella spina! Uno speciale assolutamente sui generis, probabilmente tirato per i capelli e partorito in maniera casuale (anzi, procedurale, rimaniamo in tema videoludico); quindi non aspettatevi le cose dotte che scriviamo di solito. Oggi si parla di quegli scherzetti che ogni tanto gli sviluppatori ci fanno nei loro prodotti, robe come bug, plot svogliati, speranze tradite, rinvii, titoli rateizzati; insomma, il meglio del peggio di quello che certe software house ci hanno proposto in questi anni di grandi esperienze videoludiche. Quindi, dopo righe di testo rigorosamente inconcludenti, partiamo con un bel listone di 10 8 tranelli architettati (anche involontariamente) da designer stronzi burloni. Buon divertimento!

Metal Gear Solid 2 – SNAAAAAAAAAAAAAKE!
Il tocco di Kojima po esse fero o po esse piuma. E poi a volte è direttamente una cinquina a mano aperta in faccia

Hideo Kojima, lo sappiamo bene, è il re dei troll videoludici. Come imbarca lui i suoi fan, non lo fa nessuno (neanche Kamiya!). Dopo aver amato alla follia quel punto di contatto così pionieristico tra videogioco e cinema che è stato Metal Gear Solid, avrete sicuramente sbavato all’annuncio, scoperto probabilmente su qualche rivista dell’epoca, del secondo capitolo della saga per la nuova ammiraglia Sony, PlayStation 2, sottotitolato Sons of Liberty. Inserito il disco nel vostro fidato monolite nero, avrete preso i comandi del mitico Solid Snake, impegnato in una Tactical Espionage Action sulla petroliera U.S.S. Discovery. Siamo d’accordo tutti nel definirla una delle intro più belle e emozionanti di sempre. Concluso col fiato in gola questa sequenza ecco uno stacco che ci porta a un classico “due anni più tardi…”. Un agente si sta infiltrando su una piattaforma di decontaminazione, sicuramente sarà Snake. Si toglie la maschera. Chioma bionda ossigenata e fluente, niente barba, niente bandana e visibilmente più giovane di come ce lo ricordavamo qualche minuto prima. Ma cos’è successo a Sna… Oddio non è Snake. Ma chi è questo tipo ermafroditandrogino, timido e impacciato? Il dubbio comincia a insinuarsi nella mente del giocatore. Plot twist, Solid Snake non è più il protagonista, ma è bensì stato usato dal celebre designer come esca per introdurre un suo nuovo protetto, un nuovo attore, insultato per anni ma poi rivalutato col tempo. Col tempo, esatto, perché quasi tutti una volta realizzato quel che stava succedendo a schermo avranno urlato “SNAAAAAAAAAAAAKE” come il comandante Roy Campbell al codec verso l’inflessibile schermata di Game Over! Proprio così, esilarante:

Devil May Cry 2 – Quando a piangere sono i giocatori
Devil May Cry 2 è lo scherzo più crudele che si possa fare ad un giocatore

Restiamo più o meno nella stessa epoca. Devil May Cry di Hideki Kamiya è stato uno dei primi capolavori per PlayStation 2, rilasciato proprio qualche mese prima del capolavoro Konami. Un gioco d’azione esplosivo, tamarro come una Opel Tigra truccata, dentro cui rombano le note di “Como Suena il Corazon” di Gigi D’Alessio (ringraziate che non la linkiamo) mentre sfreccia a 80km/h in uno stretto senso unico. Aveva però stile da vendere (anche artisticamente) e un gameplay che rappresentava la vera anima creativa del nostro Kami, particolarmente dotato quando si parla di Stylish Action. La saga sotto la sua gestione sarebbe andata incontro ad un escalation di idee e adrenalina senza precedenti. Ma Capcom alle volte proprio non ce la fa a coccolare le sue galline dalle uova d’oro, decidendo perentoriamente di allontanare Hideki dal progetto per qualche oscuro motivo (probabilmente aveva dato di matto come fa sovente) affidandolo a Hideaki Itsuno, che prende tutto il bello del primo capitolo, lo guarda bene, lo appallottola e lo butta brucia nella sua stufa a legna, per restare in tema di demoni e inferno. Quel che la casa di Osaka ci ha propinato nel lontano 2003 è un action noioso, svogliato, con una telecamera da “atti osceni in luogo pubblico” e un design che val dal terrificante all’inguardabile. Fortuna che poi sotto la gestione Itsuno la saga si sia ripresa. Nel frattempo però 60€ li avevo spesi. Per vedere queste robe qua poi. Che bruttezza, che IA, che… carri armati zombie, mio Dio:

Bravely Default – Se una sceneggiatura ti porta dallo psichiatra
Bravely Default: va bene allungare il brodo, però oh…

Accolto come uno dei tanti salvatori dei JRPG a turni, che vorrebbero farci tornare alla memoria i fasti dei primi nove capitoli di Final Fantasy senza mai riuscirci, Bravely Default si presentava agli occhi dei possessori di Nintendo 3DS come uno dei titoli artisticamente più eccezionali in circolazione. Il titolo tecnicamente è incantevole, c’è poco da girarci intorno, e inizia pure in modo interessante, articolato, con dei bei personaggi e una grande atmosfera. Adesso mettiamo in grassetto “SPOILER  IN ARRIVO“, non si sa mai che qualcuno voglia recuperarlo (io personalmente porrei il veto a questa intenzione, ma tanto non usereste i miei soldi quindi fate come vi suggerisce il cuore). L’idillio dura 4 capitoli, qualche sbavatura qua e la c’è ma il titolo si fa giocare che è un piacere, complice un grande amore verso il genere, che più classico è, meglio è. Poi probabilmente gli sceneggiatori si sono accorti di aver finito i fogli A4 su cui scrivere la sceneggiatura, oppure gli è scaduta la versione di prova di Word, vai a sapere. Fatto sta che si entra in una spirale di noia e nervosismo senza precedenti. Lo scopo del titolo è risvegliare quattro cristalli protetti da altrettanti e coriacei boss (non la più originale delle trovate, ma funzionava eh!). Una volta compiuta questa missione il gruppo si ritrova suo malgrado in un loop temporale in cui deve riattivare ancora una volta le preziose pietre. Questo è il capitolo 5. Questo è il capitolo 6. E se volete il “True Ending” anche il capitolo 7 e 8. Una follia da manicomio che meriterebbe una denuncia per svogliatezza, se solo esistesse il reato. Al secondo giro dell’oca tutti a casa e lo si da dentro da GameStop (storia vera).

Siete adorabili ma levatevi dalla mia vista

Batman: Arkham Knight – PC Master cosa?
E sorvoliamo sulla Batmobile Edition perché altrimenti il nostro Luca Mazzocco potrebbe implodere

Rocksteady ci ha proprio fatto innamorare del Cavaliere Mascherato (non Berlusconi eh!) in questi ultimi anni, dedicandogli titoli di assoluto spessore, freschi e divertentissimi. Non esula da questa serie di successi nemmeno l’ultimo capitolo della saga, rilasciato nel 2015. Utenti PlayStation 4 e Xbox One hanno potuto godersi un nuovo capolavoro, ma un destino atroce ha colpito i PCisti incalliti di tutto il mondo. Il titolo al lancio si presentava infatti sfigurato da una conversione fatta probabilmente da ex-taglialegna (Iron Galaxy Studios) che il PC lo usavano solo per guardare pornografia spicciola e video di caccia e pesca. Il sacro menù delle opzioni grafiche appariva striminzito come la selezione di vini del bar cinese sotto casa. Il frame rate era ancorato a 30fps e soprattutto per nulla stabili (un tempo non ci si lamentava mica di questi cali, certe recensioni di Gungrave li lodavano, dicevano che donava enfasi all’azione!). A tutto questo c’erano da aggiungere grotteschi bug e glitch che spingevano il gioco verso il burrone dell’ingiocabilità, facendo insorgere la community, la quale subissò Steam di richieste di rimborso. Warner Bros. fu quindi costretta a ritirare repentinamente il titolo dagli store, come neanche i francesi durante la Campagna di Russia, fatto che ha davvero del clamoroso. Davvero uno scherzo di pessimo gusto, a cui gli sviluppatori hanno rimediato a 4 mesi di distanza, rimettendo Arkham Knight in commercio e donando finalmente la giusta dimensione alla loro opera, anche su Personal Computer (ci mancherebbe altro). Come memento di quel clamoroso lancio, ecco una bella carrellata di orrori:

Zelda: Breath of the Wild – Nintendo si diverte col nostro hype!

Cari lettori, finalmente le due settimane dedicate a Zelda si sono chiuse, quindi potete ricominciare a seguirci come facevate prima! Scherzo, io personalmente ne parlerei per un anno cambiando il nome del sito in “I Love Zelda”, ma poi scappereste veramente, quindi meglio fermarsi qui (non mi sono ancora ripreso dal Racconto Ludico, scusate). Questa magnifica avventura culminata con la spettacolare (e super completa!) recensione di Guido, è stata però irta di ostacoli e psicodrammi nintendari.

recensione
The Legend of Zelda: Breath of the Wild
The Legend of Zelda: Breath of the Wild è bellissimo. Non c'è altro da dire. Se avete cambiato pagina vuol dire che vi interessa quel che ho da scrivere dopo aver terminato in centoquaranta eroiche ore l'ultima epopea di Link (o probabilme...
Ok che una volta rilasciato un gioco brutto lo è per sempre*, però eddai

Annunciato nel 2013 dal buon Aonuma-san e poi presentato all’E3 2014 con un breve trailer da mascella nel seminterrato, il nuovo e rivoluzionario capitolo della saga era allora previsto per un vago 2015 sull’incompresa ammiraglia Wii U. Passavano i primi mesi del 2015 senza notizie, i fan cominciavano ad essere in ansia. Tra uno Xanax e l’altro buttato giù con un goccio di Cognac il dubbio cominciava a insinuarsi nelle nostre menti. Poi eccolo, di nuovo Aonuma e il suo taglio di capelli da liceale giapponese: “scusate ma dobbiamo ancora fare cose sul gioco, quindi niente 2015… E sapete cosa? Non lo porto neanche all’E3 di quest’anno!”. Questo era più o meno il succo del discorso. Fortunatamente il mondo improvvisamente ingrigito dei fan di mamma N venne splattato di colore grazie a Splatoon, che alleviò l’attesa, insieme all’immenso Xenoblade Chronicles X sotto l’albero di natale. Anche perché nel mezzo dei due titoli Nintendo impacchettò un Direct dove tra spasmi di gioia e lacrime venne mostrata una sequenza di 5 secondi (in coda all’annuncio del remaster di Twilight Princess) dove Link era fermo in mezzo a un prato (con un’erba che neanche nei pascoli del Trentino) a cavallo. La scritta in sovrimpressione “2016” era una liberazione. Certo che, è lungo il 2016. Ma il quesito ebbe una risposta durante l’assemblea degli azionisti tenutasi ad aprile di quell’anno. Kimishima, con quella faccia un po’ così da boss della Yakuza, dichiarò perentorio: “non ci interessa di mandare in frantumi il vostro cuore ancora una volta, business is business, Zelda ve lo beccate a marzo 2017 così ci lanciamo NX (quanti ricordi, alcuni pensavano fosse uno smartphone)”. Questo era più o meno il succo del discordo (parte 2). Ma il presidente non è mica come Aonuma, quello che dice è legge, e infatti eccoci qui! È marzo, la natura si sta risvegliando, e chi ha la versione Wii U (io, e ho anche Switch, non fate domande impertinenti) non può godersi tutto questo sbocciare di fiori giocando a Breath of the Wild in un prato (che è poi la sua ambientazione ideale… guardate che amore quei fili d’erba!). Come in “Scherzi a Parte“, c’è sempre il lieto fine!

La presentazione di Wii U – Marketing burlone!
Sony e Microsoft talvolta hanno qualche inciampo tecnico durante le conferenze. Nintendo ha il reveal di Wii U

Restiamo in casa Nintendo per vedere una delle presentazioni più confusionarie della storia dei videogiochi. Wii U, successore di “mister (non miss, mister) 100 milioni“, Wii, venne presentata all’E3 2011 in un modo incomprensibile, roba da Seppuku dell’intero reparto marketing. Già il nome in se non è stata una gran trovata, diciamocelo, Wii 2 sarebbe stato sicuramente brutto e meno elegante, ma almeno avrebbe donato all’apparecchio l’enfasi del successore! Nel video di presentazione che troverete poco più giù la console si vede solo all’inizio, piccolina, snobbata, in un angolino sotto al televisore, come neanche un lettore VHS. Tutte le attenzioni vennero dedicate al bizzarro GamePad, o Paddone come venne chiamato con un certo tono di scherno. Nessun annuncio ufficiale di giochi nuovi che facessero pensare a un vero salto generazionale, a parte quello che poi scopriremo diventare Wii Sport Club (nel video giocato in accoppiata col classico Wiimote, facendo sembrare il pad solo una feature aggiuntiva del system seller Wii Sport), una tech demo di Zelda (che tale rimarrà) e pochissimo altro. Il risultato? Il pad sembrò alla maggior parte degli spettatori un mero accessorio per Wii, utile per giocare quando la TV è occupata da un altro familiare. Il risultato al quadrato? Un flop commerciale clamoroso, dovuto in gran parte proprio a questa presentazione, che relegò una console dal potenziale immenso (anche semplicemente perché è stata la prima console HD della casa di Kyoto) nell’oblio dell’incomprensione. Neanche Reggie, che di solito riesce a vendere dei Folletto anche a quelli della Folletto, riuscì a fare un discorso sensato!

Final Fantasy XV – Il gioco che ti aggiunge pezzi di trama nel tempo!
*Certo, magari Square Enix però riesce a rimediare in corsa

Questo nuovo stile narrativo che si sono inventati in Square-Enix è eccezionale. Praticamente tu compri il gioco, nel gioco succedono cose a cui non puoi dare una spiegazione, a causa di buchi nella trama che neanche bruciando la pellicola di un film con una sigaretta. E fin qui ok (Cosa? Ok?), poi ti prendi un bel Season Pass da 24,99€ e nel giro di un anno magicamente i plot hole spariscono, e le pagine di sceneggiatura date alle fiamme per far uscire il gioco in tempo (a prezzo pieno) si trasformano in segmenti di gameplay sensati e utili per comprendere a fondo una vicenda che faceva acqua da tutte le parti come Inland Empire di David Lynch (solo che lui ha scritto la trama così perché è folle, quindi è giustificato… E poi è un capolavoro!). Il tutto condito da un perentorio “eh! volevamo tenere vivo il gioco per molto tempo!“, che profuma di imprecazioni verso le alte sfere del cristianesimo. I giocatori sono quindi un po’ come i vecchietti che guardano i lavori in corso, stanno li, chiacchierano e dicono al magüt di turno come dovrebbe fare quello che sta facendo, nella speranza che almeno lo faccia bene. Certo, se studiata a dovere questa potrebbe diventare una prassi anche nelle serie TV; rilasci 10 episodi, e poi uno ogni 3 mesi che ripara col mastice il gommone bucato che imbarca tutta l’acqua del mediterraneo. Tanto a rate ci avevo già comprato la macchina!

Un selfie dei nostri eroi mentre dileggiano un cliente.

FIFA 07 – I campioni d’Italia in Serie B?
tifosi juventini, non ce ne vogliate! la classifica ci punisce già abbastanza!

Chiudiamo in bellezza con una delle altre passioni, dopo la console war, di noi italiani: il calcio. Curiosissimo quanto successo nell’edizione 2007 del celeberrimo titolo calcistico di Electronic Arts. L’Italia aveva appena conquistato la Coppa del Mondo in terra teutonica sulle note di Seven Nation Army dei White Stripes (anche se il 90% delle persone non era conscia dell’esistenza di questa canzone), il Barcellona aveva vinto una delle sue svariate Champion’s League e la Juventus aveva vinto senza rubare meritatamente lo Scudetto. L’appassionato si appresta dunque ad acquistare dal suo rivenditore di fiducia una copia di FIFA 07, sicuro di trovare come sempre rose aggiornate, nuove modalità e tutto quello di cui necessita un calciatore videoludico per i successivi 365 giorni; il marchio di fabbrica della serie EA Sports insomma. Va a scegliere la sua squadra del cuore, la Juve campione d’Italia, tra le rose della Serie A. Scorre scorre ma la lettera “J” sembra sparita dall’alfabeto calcistico. “Vuoi vedere che siamo talmente superiori che ci hanno messo in – resto del mondo -?” No, neanche qui il nostro appassionato Giuseppe Pizzuti (ti voglio bene, lo sai, se non fosse per questioni di formattazione che fanno sanguinare gli occhi ti metterei un cuore nerazzurro proprio “qui”) trova la squadra che lo ha stregato fin da piccolo. Informandosi poi scopre che un curioso bug ha relegato la squadra zebrata di Torino nei bassifondi della Serie B italica. Ma pensa te! Che onta, e meno male che fanno delle licenze un vanto; non hanno neanche mai risolto questo glitch con una patch (che rima!). Vado a mettergli un 1 su Metacritic postumo, a maggior gloria di PES.

speciale
Fifa: le dieci migliori canzoni di sempre
Che la colonna sonora di un videogioco sia importante, e il fatto che lo sia diventata ancora di più con l'avanzare del tempo, è innegabile. E che la lettera "O" dell'acronimo OST stia per Official oppure Original poco importa, quando la buona musica...

Piaciuti gli scherzi? Anche questo speciale è tutto uno scherzo e poco sotto troverete la guida agli acquisti di aprile! No, non è vero, chiudiamo questa pantomima, dai! Ma soprattutto, fateci ridere anche voi dicendoci in quali crudeli scherzi di sviluppo siete incappati nella vostra carriera!

Restate sintonizzati! We Love Videogames.



due parole sull'autore
Un milanese col cuore sui colli piacentini, "romantico" del videogioco con una spiccata predilezione per tutto ciò che viene da Kyoto e dal passato. Se non lo beccate nel Regno dei Funghi, lo potete trovare su qualche pista virtuale a bordo di qualche bolide che non potrà mai permettersi, a causa della sua sindrome da shopping videoludico compulsivo. Appassionato tifoso dell'F.C. Internazionale, segue anche le imprese dei grandi del ciclismo. Nel tempo libero cerca qualcuno con cui confrontarsi sui film di David Lynch senza che egli muoia di noia.
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