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il 26 marzo 2017, 15:35
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Che The Legend of Zelda: Breath of the Wild sia un titolo a dir poco meraviglioso credo si possa ormai considerare come un dato di fatto. Meno scontate, invece, sono state alcune affermazioni che sono comparse sul web, dove è noto che ormai tutti possono considerarsi “esperti” e “professionisti” nei confronti dell’intero mercato videoludico. “The Legend of Zelda: BotW ha una trama banale e scontata!”, “The Legend of Zelda: BotW ha personaggi vuoti e stereotipati!” e “La narrativa in The Legend of Zelda: BotW non è affatto un elemento importante!” sono solo alcune delle str*****e colossali che coloro che non posseggono un Nintendo WiiU o non hanno i soldi per comprare Nintendo Switch continuano a ripetere a macchinetta sui social e sui forum (no, non sono ancora del tutto morti). In occasione del concorso dedicato all’Eroe di Hyrule (se non avete idea di cosa stiamo parlando rimediate subito cliccando qui) non abbiamo potuto fare a meno di dire la nostra anche per quanto riguarda questo argomento. Per questo, senza perdere ulteriore tempo, vi lasciamo alla lettura di questo nuovo speciale nella speranza possiate trovarlo interessante e rimaniamo in attesa di sapere qual è la vostra opinione a riguardo.

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“The Legend of Zelda: BotW ha una trama banale e scontata!”
In poche parole: noi siamo Link e, nonostante il titolo rimanga un action/adventure in terza persona, possiamo affermare di vivere in prima persona tutto l’epico racconto messo in piedi da Nintendo

Pensate che la storia dell’ultimo capitolo della celeberrima saga targata Nintendo possa essere ridotta a “c’è da salvare la principessa”?! Se la risposta è “sì” prendetevi a schiaffi da soli. In The Legend of Zelda: Breath of the Wild, per chi non lo sapesse, andremo ad interpretare Link che, dopo un sonno di 100 anni, si risveglia in un mondo che non riesce a riconoscere e minacciato da un pericolo chiamato Calamità Ganon. La trama di BotW parte lentamente, lasciandoci spaesati in un mondo completamente nuovo (proprio come Link), facendoci incontrare personaggi appartenenti ad un passato che non conosciamo (proprio come Link) e dandoci lo scopo di aiutare Zelda a sconfiggere un male antico, senza però rivelarci di più sulla determinata principessa della quale non ricordiamo nulla (proprio come Link). In poche parole: noi siamo Link e, nonostante il titolo rimanga un action/adventure in terza persona, possiamo affermare di vivere in prima persona tutto l’epico racconto messo in piedi da Nintendo. Ecco che quindi la narrativa di The Legend of Zelda: BotW si fonde perfettamente con il gioco, diventando una cosa unica e trasportando il giocatore all’interno di un viaggio che, con la sua moltitudine di personaggi e di trame secondarie, non potrà che rimanere per sempre nei vostri cuori. Senza fare spoiler per chi non ha ancora avuto occasione di giocarci, vi basti sapere che la “trama banale e scontata” vanta una complesso mix narrativo di Flashback/Flashforward, cura maniacale per il lore della saga e una regia che rende alcuni momenti davvero cinematografici e dal forte impatto emotivo. Ovviamente non ci troviamo di fronte ad un prodotto eccessivamente complesso (evitate quindi paragoni inutili con, ad esempio, Metal Gear Solid), ma la capacità del team di Aonuma di raccontare un’avventura epica, poetica e immersiva allo stesso tempo è solamente da elogiare e da non banalizzare.

 

“The Legend of Zelda: BotW ha personaggi vuoti e stereotipati!”
The Legend of Zelda si basa su un semplice concetto: la narrazione retroattiva

Sia per quanto riguarda la trama in sé che per quanto riguarda lo sviluppo dei personaggi, quest’ultimo The Legend of Zelda si basa su un semplice concetto: la narrazione retroattiva. Procedendo nella più totale libertà dataci dal gioco, scopriremo pezzo per pezzo quanto accaduto 100 anni prima e quale rapporto leghi i numerosi personaggi al passato (e, di conseguenza, al presente) di Link. L’esempio più lampante per farvi capire quanto stiamo dicendo, senza dover entrare troppo nel dettaglio, è quello di Zelda. Mai come in questo capitolo, infatti, la bellissima principessa di Hyrule dimostra avere un carattere tanto curato e approfondito, ben lontano dalle definizioni di “vuoto” e “stereotipato” che solamente coloro che non hanno giocato BotW possono affermare. Quello che rende il tutto ancora più interessante, però, è il fatto che noi scopriamo pian piano il carattere di Zelda tramite un sapiente uso di Flashback (alcuni reperibili dalla trama principale, altri vagando per il mondo di gioco) che vanno pian piano a comporre un affresco che alla fine vi darà la visione completa sulla principessa. Questo ragionamento può essere fatto anche per quanto riguarda altri personaggi del gioco che, man mano che Link recupererà la memoria, andranno a guadagnare profondità e spessore fino a conficcarsi all’interno del vostro cuore per non lasciarvi mai più. Sono ovviamente presenti alcuni personaggi meno interessanti di altri, ma si tratta davvero di casi isolati che non vanno a danneggiare un titolo che fa del mondo di gioco (e, di conseguenza, dei suoi abitanti) uno dei suoi punti di forza. Tirando le somme su questa seconda, inutile, affermazione: pensate che un titolo debba avere ore di cut scene, decine e decine di file di testo e una trama estremamente complessa per caratterizzare i suoi personaggi?! The Legend of Zelda: Breath of the Wild vi farà cambiare idea.

 

“La narrativa in The Legend of Zelda: BotW non è affatto un elemento importante!”
Il vostro parere è fondamentale e conta almeno quanto il nostro, purché non scriviate ca**ate

Una volta smentito che la trama del più recente lavoro di Aonuma è tutt’altro che banale e che i personaggi non possono assolutamente essere definiti stereotipati, vien da sé che la narrativa di The Legend of Zelda: Breath of the Wild diventa una parte fondamentale della produzione. Come già ripetuto negli scorsi due paragrafi, inoltre, non solo la trama di fondo è decisamente interessante, ma anche il metodo con il quale viene raccontata è da elogiare, staccandosi da tutte le altre produzioni videoludiche presenti sul mercato. L’immedesimazione del giocatore con Link, inoltre, è un valore aggiunto sapientemente inserito da Nintendo che va ulteriormente a creare quel legame che non ci permette di staccare le mani dal controller per decine e decine di ore. Sia chiaro: non vogliamo assolutamente obbligarvi a pensarla come noi, ma chi vi scrive (che si definisce tutto tranne che Nintendaro) si è semplicemente stufato di sentire i classici commenti del tipo “Nintendo fa solo giochi per bambini” e “In The Legend of Zelda la storia è sempre uguale”. Voi cosa ne pensate? Avete giocato The Legend of Zelda: Breath of the Wild? Ha saputo conquistarvi dal punto di vista della narrativa? Fatecelo sapere con un commento qui sotto oppure tramite la nostra pagina Facebook perché, lo ripeto anche se ormai lo sapete bene, il vostro parere è fondamentale e conta almeno quanto il nostro, (purché non scriviate ca**ate).

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due parole sull'autore
Il Luca è quell'animale mitologico a metà tra un nerd ed un videogiocatore, ma con la testa di Ca***. Dall'animo tranquillo, pare che questa creatura sia stata vista solamente poche volte in modalità berserk (con ATK+3 e danno da fuoco), ma si narra che, in quei casi, la bestia cambi colore e ripeta solamente una cosa: LUCA SPACCA!
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