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il 11 marzo 2017, 12:49
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È una storia sai, vera più che mai, solo amici e poi, uno dice un noi, tutto cambia già.
È una realtà, che spaventa un po’, una poesia piena di perchè e di verità.

Con queste parole nel 1991, Gino Paoli adattava la canzone principale del 30° classico Disney, ritagliandosi uno spazio di lusso nel cuore degli appassionati di animazione. La Bella e la Bestia, uno dei principali esponenti del rinascimento disneyano, seguendo l’esempio de Il Libro della Giungla, Cenerentola e Maleficent tornerà nelle sale con una versione live action ufficiale della casa di Topolino, il prossimo 16 Marzo. Il 9 Marzo, grazie all’invito di The Walt Disney Company,  abbiamo assistito alla premiere stampa italiana del film, emozionandoci ancora una volta e stupendoci per alcuni aspetti della pellicola diretta da Bill Condon (Dreamgirls), un altro colpo riuscito quindi? Scopriamolo.

Stia con noi, di nuovo
È davvero necessario raccontare la trama de La Bella e la Bestia nel 2017?

Nel caso lo fosse, questo adattamento live action segue praticamente in ogni aspetto lo script del 30° classico Disney omonimo, proponendo Emma Watson (Hermione nella saga di Harry Potter) nei panni di Belle, giovane fantasiosa ed  intelligente che vive col padre Maurice (Kevin Kline) in un paese di ottusi francesi sempliciotti e tutta apparenza, come l’ex militare Gaston (Luke Evans) e il suo fido amico LeTont (Josh Gad)- di cui riparleremo tra poco – che  la guardano come se fosse un’aliena. Un giorno, sulla via del mercato, Maurice viene sorpreso dalla tempesta e finisce fuori strada, attaccato dai lupi in un percorso innevato ( A Giugno, come ci fa notare Kline stesso) arrivando per salvarsi in un castello nascosto nei boschi. Qui il vecchio incontrerà il padrone di casa, una Bestia enorme e tutta la servitù che ha subito lo stesso destino venendo trasformata in mobilia. Per liberare il padre, Belle decide di scambiare la propria vita con quella del genitore e si trasferisce al castello della Bestia, scoprendo ben presto che gli abitanti del castello furono maledetti da una Maga (Hatthie Morahan) per l’egoismo dello stesso Principe (Dan Stevens), per spezzare l’incantesimo, la Bestia dovrà riuscire ad amare e farsi amare prima che la rosa rossa perda l’ultimo petalo.

 

Ovviamente non è tutto identico al cartone del 1991, ma la storia non si prende neanche certe libertà come fece (Male) Maleficent, quando inaugurò il filone dei live action Disney. Il film di Bill Condon cerca di esplorare alcuni degli aspetti tralasciati dal Classico, andando a pescare un po’ dalla favola originale e un po’ aggiungendo di suo come alcune canzoni inedite. Questi nuovi brani rendono il tutto ancora più simile ad un Musical (non che la produzione animata non lo fosse) con la trama  che prosegue non solo tra una canzone e l’altra ma anche all’interno di queste, per le due ore circa di durata.
Visivamente  ci troviamo di fronte ad un prodotto riuscitissimo che riesce a dare una giustificazione anche ai colori sgargianti del classico Disney, portando a schermo una fenomenale versione di Stia con Noi, e un altrettanto incantevole scena della sala da ballo, vero e proprio momento clou della pellicola animata del 1991.

Ma qui la canzone non faceva così

Se sulle  piccole aggiunte alla storia e sulle canzoni extra riusciamo a chiudere un occhio, c’è sicuramente da discutere riguardo all’adattamento italiano del film, dove la colpa non può essere data ne alla produzione americana, ne ai doppiatori del nostro idioma, che si sono ritrovati con canzoni diverse da quelle del classico del ’91. Se siete puristi dell’animazione Disney sappiate che anche le canzoni de La Bella e la Bestia sono state ritoccate (come quelle de Il Libro della giungla, lo scorso anno), niente di apocalittico, ma potrebbero lasciarvi stralunati se vi ritroverete in sala a cantare. Un’adattamento diverso che poteva essere evitato riutilizzando i testi già tradotti, ma che probabilmente si sarebbe trovato male con il lip Sync del live action, peccato che ad essere rimaneggiati siano stati anche i testi cantati dai personaggi in CGI, e in quel caso il labiale è stato sbagliato nello stesso modo. Un difetto dovuto solamente alla versione italica del film che siamo sicuri  ne guadagnerà di gran lunga in lingua originale.

L’unico testo a non essere cambiato neanche di una virgola rispetto al classico animato è quello con cui abbiamo aperto l’articolo. Cantato per l’occasione da Giovanna Rapattoni (mentre in originale è Emma Thompson a prestare le sue superbe corde vocali, potrete sentirla nei titoli di coda o su Youtube) mentre le altre canzoni hanno le voci di Ilaria de Rosa (Belle) e Luca Velletri (Bestia) che sostituiscono durante le canzoni rispettivamente Letizia Ciampa e Andrea Mete. Chiuso un orecchio sul nuovo adattamento il film resta comunque un musical godibile e ben cantato anche in italiano.

Giuriamo che in sala è andata così.

Gli occhi del cuore

Fortunatamente la messa in scena riesce ad essere convincente, a partire dal cast di arredamenti guidati in pompa magna da Lumiere (Ewan Mc Gregor), Tockins (Ian McKellen) e Mrs Bric (Emma Thompson), fino al già nominato Josh Gad, che nei panni di un LeTont più esplicito sulla propria omosessualità ha già scatenato numerose e futili polemiche.

La Bella e la Bestia  insegna un’altra volta che non bisogna giudicare una persona dal proprio aspetto

Un messaggio che sempre più spesso andrebbe sottolineato dato che, per quanto sia banale, è tuttora abusato in gran parte del mondo. La pellicola riesce anche a dare più spazio a Gaston, dandogli anche un contesto e, probabilmente, una motivazione al suo comportamento da vera Bestia.
Il rapporto tra Belle e quello che diventerà il suo Principe ripercorre ogni tappa del trentesimo classico Disney, aggiungendo un po’ qui e un po’ là battute, passati cupi e qualche melodia. Ma l’importanza del messaggio rimane e riesce a trasparire a fine pellicola, con un Emma Watson ben calata nel ruolo ma meno convincente di alcuni comprimari.

La Bella e la Bestia di Bill Condon è sicuramente un prodotto riuscito e capace di intrattenere non solo gli amanti del classico Disney ma anche coloro che alla storia di Belle non si sono mai avvicinati, anzi, dato quanto detto sull’adattamento italiano, è probabile che abbia un ‘impatto maggiore sul secondo gruppo di persone. Da fan del cartone animato, questo non è forse il migliore dei Live Action, e confrontato con l’originale perde a muso duro, ma fortunatamente non è neanche uno scivolone insensato come fu Maleficent. Bill Condon è riuscito a portare in vita personaggi iconici del regno disneyano, senza in questo modo snaturarli o cambiandoli alla radice, riuscendo infine a confezionare un buon prodotto per famiglie.



due parole sull'autore
Assuefatto giocatore fin da quando non aveva neanche un pelo sul mento, ha coltivato la propria passione con lo stesso amore con cui cura la propria barba. Molti lo definiscono un Nintendaro senza speranza, senza contare gli oltre quattromila trofei presenti sull'account PSN e gli oltre 370 giochi su Steam (quanti di questi effettivamente giocati non lo sa neanche lui).
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