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il 5 gennaio 2017, 09:10
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In parallelo agli Ilvg Awards, che eleggeranno il gioco dell’anno dell’utenza, i redattori di I Love Videogames hanno deciso di preparare degli articoli più personali a proposito del loro 2016 videoludico stilando la loro personale classifica sui giochi dello scorso anno.

 

 

Gennaio non è solo il primo mese dell’anno ma anche quello dove si fanno piani sul futuro, videoludico e non, e soprattutto si fanno i conti con i 12 mesi appena trascorsi. Nel 2016 abbiamo assistito alla nascita di grandissimi titoli, al rafforzamento di brand famosi o, purtroppo, a nomi importanti ormai caduti dal trono e tenuti in vita solo grazie a spin-off su cui nessuno puntava. Quest’anno appena passato mi ha fatto giocare molto su console portatili e meno sulle fisse, questo mi ha permesso di potermi godere, anche fuori casa, di capolavori senza l’ansia di dover affrettarmi a fare determinate battaglie o leggere velocemente i dialoghi perchè c’era bisogno di me in casa o perchè dovevo andare al lavoro. Altra (ri)scoperta di questo 2016 son stati i giochi su mobile, nella top dello scorso anno avevo nominato solo One Piece Treasure Cruise mentre quest’anno si è aggiunto il gioco droga degli ultimi mesi: Dragon Ball Z Dokkan Battle. Prima della Top 10 mi è d’obbligo citare uno dei grandi esclusi (si, ogni anno mi diverto a spoilerare la non-presenza di un determinato titolo) da questa mia classifica: Bravely Second: End Layer. Il titolo Nintendo è stato uno dei molti jrpg del 2016, alla faccia di chi dice che questo è un genere in decadenza, che mi han tenuto incollato alla console per 50/60 ore senza mai annoiare grazie a personaggi divertenti e sotto quest interessanti nonostante la censura che ha fatto scalpore tra gli utenti. Detto questo passiamo ai dieci titoli che più ho amato nel 2016!

 

 

Decimo posto: Stella Glow

L’ultimo titolo Imagepooch è stato uno dei giochi che più mi sorpresero nei primi mesi del 2016 per qualità e trama. Può sembrare una storia banale quella della persona comune che riesce a salvare il mondo ma, se raccontata bene, può tenere i ritmi di gioco e l’attenzione del giocatore molto alti. Oltre alla storia, a renderlo un titolo ottimo, ci sono un cast di personaggi divertenti e poco banali, un’ottima cattiva e un sistema di combattimento che, anche se con qualche difetto, diverte e mai annoia. La ciliegina sulla torta la mette una colonna sonora ottima, realizzata da Yasunori Mitsuda e Shunsuke Tsuchiya, con momenti da vere e proprie idol per le nostre streghe che danno quel tocco di fanservice che mai guasta in un titolo. Se vi piacciono gli rpg tattici alla Fire Emblem, Stella Glow è quello che fa per voi al 99.9%.

 

Nono posto: Batman: The Telltale Series

 

 

Già lo dissi lo scorso anno: io con le avventure grafiche ho un rapporto a volte davvero molto complicato. 365 giorni fa premiai Life is Strange criticando, il giusto, i prodotti Telltale che non mi avevano pienamente convinto. Negli ultimi giorni del 2016, grazie agli sconti di Sony, ho acquistato il season pass di Batman: The Telltale Series convinto anche dalle ottime recensioni di Guido e devo dire di non esserne stato deluso. Non sono un grandissimo fan dei comics, anche se amo i film che ne derivano, e non sapevo bene cosa aspettarmi una volta avviato ma tutti i dubbi si sono dissolti nella prima mezz’ora. Telltale è riuscita a farmi tornare ai tempi della prima stagione di The Walking Dead dove ogni scelta davvero contava e c’era la paura di compiere quella sbagliata decidendo il fato di personaggi a cui ci eravamo affezionati minuti prima. Dal lato puramente tecnico, però, c’è da tirare le orecchie agli sviluppatori: crash e cali di framerate pesanti sono all’ordine del giorno così come i glitch grafici. Speriamo che la compagnia si regoli prima dell’uscita di Guardian of the Galaxy, annunciato durante gli scorsi The Game Awards, e possa proporre un titolo esente da gravi problemi.

 

 

Ottavo posto: Fifa 17

 

I titoli sportivi sono il mio pane quotidiano, sia grazie al mio ruolo qui su I Love Videogames che grazie al mio lavoro, e durante il mio tempo libero mi piace sedermi e farmi una partita a qualcosa che riguardi uno sport, che sia calcio o basket. Negli ultimi anni la serie di EA Sports si è adagiata sugli allori ed è stata raggiunta da Konami che, con PES 2016, ha quasi effettuato il sorpasso. Il team canadese ha quindi deciso di darsi da fare e ha tirato fuori uno dei migliori capitoli da anni a questa parte; questo grazie sia alla scelta di cambiare motore grafico, passando al Frostbite, sia all’inclusione della seconda modalità storia nei titoli sportivi, la prima è stata provata lo scorso anno da 2K con NBA 2K16, trovando un successo clamoroso. La sfida tra i due titoli calcistici è stata vinta quest’anno da EA anche se PES mostra segni di miglioramento, che sia il 2017 l’anno del sorpasso? Lo scopriremo tra qualche mese, ma questa sarà sicuramente una sfida interessante.

 

 

Settimo posto: NBA 2K17

 

 

Il mio personale titolo sportivo dell’anno è, invece, NBA 2K17. Nulla da dire a EA e Konami ma i ragazzi di 2K e Visual Concepts hanno, come si suol dire, ucciso la competizione con un titolo impeccabile. Ogni anno la domanda che mi pongo è “come possono migliorare un titolo già perfetto?” ed ecco che 2K sorprende ancora una volta. Il gameplay, cambiato rispetto al capitolo precedente, rispecchia sempre di più la realtà e si riescono a capire anche i minimi aspetti che stanno dietro ai 48 minuti di gioco di una partita reale. Questo è aiutato anche dalla rappresentazione della partita, migliorata anch’essa rispetto al 2K16, che ci immerge ancora di più. Vincere il titolo NBA a Gara 7 è elettrizzante nel gioco come nella realtà ed è un’esperienza che consiglio a tutti gli appassionati della palla a spicchi.

 

 

Sesto posto: Tokyo Mirage Sessions #FE

 

 

Nel mio 2016 i JRPG son stati predominanti come sarà possibile vedere nelle posizioni più avanzate. Il sesto posto sta anche stretto al crossover tra Shin Megami Tensei e Fire Emblem visto che mi ha tenuto incollato a Wii U per molte, moltissime, ore. Questo grazie all’ambientazione (le idol colpiscono ancora) e a un sistema di combattimento che ricorda molto quello dei Persona. Anche qui le censure hanno colpito ma, così come in Bravely Second, non hanno intaccato la grande qualità di un prodotto aspettato per anni dagli appassionati.

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due parole sull'autore
Nato già con il joypad in mano, possessore di SNES prima ancora che del biberon ma cresciuto con la Playstation nel cuore. Grosso amante dei JRPG e dei titoli sportivi. Recentemente ha acquistato anche una Xbox One così da poter dire la sua su tutto il panorama videoludico attuale.
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