Speciale
di
il 8 maggio 2016, 09:13
in Speciali

A metà Aprile, precisamente il 15-16 e 17, noi di I Love Videogames ci siamo recati al Torino Comics, la fiera annuale che dall’ormai lontano 1994 è ritrovo di appassionati del settore fumettistico ogni Primavera. In oltre vent’anni ovviamente la fiera si è evoluta, cambiando dunque il suo pubblico il che si è riscontrato già negli anni passati, ma il 2016 è stato un punto di svolta  dato che nelle scorse edizioni ha comunque mantenuto una sorta di tradizione più legata al fumetto. Se volete sapere come queste novità si sono presentate ai nostri occhi non vi resta che continuare a leggere.

 

Nuova location e primo impatto

Sicuramente il cambiamento più incisivo avvenuto per i visitatori è stata la scelta del padiglione utilizzato. Infatti rispetto alle passate edizioni la fiera non si è più tenuta in un padiglione di Lingotto Fiere, ma bensì all’Oval Lingotto. L’Oval dista all’incirca 200 metri dalla vecchia sede, dunque facilmente individuabile. La location è stata accettata con molto entusiasmo dalla maggior parte dei visitatori essendo più grande ed illuminata grazie alle grandi vetrate laterali e, cosa da non poco conto, molto più vicina ai parcheggi.

 

Ma come in tutte le cose belle c’è un però. Il posto nonostante sia servito in modo impeccabile dalla fermata della metropolitana e da quella degli autobus , non è mancato qualche problema per coloro che arrivavano tramite i mezzi pubblici. Le fermate eranopraticamente adiacenti alle biglietterie dell’Oval, ma i visitatori son stati costretti a fare un percorso molto più lungo a causa delle transenne che barricavano il passaggio, obbligando a passare dai parcheggi anche coloro che si erano spostati tramite i mezzi pubblici. Non una delle più grosse comodità, ma sicuramente uno dei mali minori della fiera.

 

Arrivati alle biglietterie non si è potuto far a meno di notare l’enorme afflusso di persone presenti quest’anno, i dati parlano infatti di oltre 50,000 visitatori. Abbiamo sentito di come ci siano state ore e ore di fila nelle giornate di Sabato e Domenica per acquistare il biglietto.
Una delle novità di quest’anno è stato il controllo all’ingresso. Oltre a verificare l’autenticità e validità del biglietto con gli scanner vi erano anche delle guardie munite di metal detector per impedire l’ingresso di armi improprie come spade di ferro senza affilatura o barre in leghe metalliche. Sicuramente controlli così scrupolosi hanno dato molta più sicurezza, il che si è notato dalle molte famiglie presenti nella fiera con al seguito bambini di età inferiore anche ai 5 anni. Ovviamente i cosplayer sono stati avvisati per tempo sui canali dedicati onde evitare problemi ed incomprensioni sul posto.

Superati i controlli un’altra sorpresa attendeva i visitatori, la zona softair. Semplicemente una novità che il Torino Comics non aveva mai visto fin’ora, ma ben poco c’è da dire a riguardo, la zona era piccola ed oltre ad una minuscola arena per schermaglie 2 contro 2 ed una per il tiro a bersaglio non vi era nulla di eclatante. E finalmente ci siamo potuti dirigere verso l’entrata, superando un enorme gonfiabile di Ghost Busters senza ulteriori distrazioni.

 

 

Stasi e Mutamento

Il Torino Comics, come suggerisce il nome, è una fiera del fumetto quindi sembra dovuto parlare prima di questo aspetto. L’area centrale era dedicata principalmente agli stand che trattavano di comics  e di manga comprendendo ovviamente anche gadget come poster, magliette, action figures, armi e costumi e tutto ciò che si può trovare in ogni evento del genere.

Gli stand disposti a griglia erano molto facili da visitare con corridoi abbastanza larghi così da permettere alle persone di passare agevolmente anche la Domenica, il giorno più affollato. Purtroppo una critica deve essere mossa verso gli standisti e non direttamente agli organizzatori della fiera: della merce esposta era più quella falsa (o bootleg) che quella originale; ma è meglio mettere le mani avanti e analizzare la questione con calma. Questa tendenza di esporre merce contraffatta sta aumentando in ogni fiera ed è a causa del cambio di target dei visitatori coinvolti, infatti il partecipante medio delle fiere non è più il collezionista esperto che cerca rarità in fiera che non potrebbe trovare nella fumetteria di fiducia, ma il ragazzino di 13-16 anni con pochi soldi da spendere e che effettivamente non riconosce la differenza tra un prodotto originale o contraffatto, o comunque non gli interessa molto. Questo porta alla vendita di molti prodotti falsi con un costo ridotto e spesso quei pochi gadget di qualità esposti oltre ad avere prezzi meno accessibili sono sempre gli stessi in ogni stand dando dunque poca scelta agli acquirenti che trovano sempre i soliti 10 oggetti. Fortunatamente molto interessanti sono state alcune mostre dedicate agli eroi dei fumetti come ad esempio le riproduzioni di armature e armi degli Avengers Marvel o alcune tavole e bozze originali di vari autori appese alle pareti. Nonostante le novità introdotte, che andremo a descrivervi tra poco, un sentimento di nostalgia ci ha pervaso vedendo che comunque questa zona della fiera è stata quella più visitata.

 

no images were found

 

La novità più grossa di Torino Comics è sicuramente l’Area Videogames ed il suo Palco Videogames. È vero che la manifestazione già negli anni precedenti ha avuto grandi aree dedicate ai videogiochi, ma quest’anno la fiera è stata molto pubblicizzata proprio grazie al palco dedicato che è stato introdotto per la prima volta. Gestito dai ragazzi del MOBA Torino, un bar in centro che mette a disposizione dei clienti 10 computer per poter giocare ai giochi del genere MOBA come principalmente League of Legends o DOTA2, oltre a 4 schermi a cui sono collegate diverse console. La cosa potrebbe sembrare di poco conto, ma in realtà questo bar ha un nutrito numero di clienti e dunque ha portato altrettanti visitatori in fiera. Potrebbe essere definita una sorta di pubblicità reciproca. Con un torneo e diverse partite di League of Legends durante i tre giorni della manifestazione, ma non solo, l’aggiunta del palco ha fatto il suo (sporco) lavoro. Infatti diversi Youtuber e streamer conosciuti nell’ambiente videoludico erano presenti come

La SabriGamer, TerenasIII, Paolo Cannone, Kurolily e tanti altri che ovviamente hanno attirato i loro followers. Quindi l’Area Videogames sicuramente ha fatto in modo di assicurare alla fiera una grossa fetta di visitatori, ma non era limitata solo a questo, c’erano anche stand delle scuole di grafica che mostravano i propri corsi o quelli che proponevano diverse attività come Event Horizon o come  quello dedicato ad Oculus Rift che mettevano in prova i prodotti.

 

Per chi non era molto interessato a quest’area erano presenti comunque altre attività dalla parte opposta del padiglione, infatti nell’Area Cosplay e Associazioni si potevano trovare diverse attrazioni. Ciò che sicuramente risaltavano erano lo stand della Jedi Generation che proponeva esibizioni o prove gratuite del combattimento con la spada laser, lo stand della Umbrella Italian Division che grazie alle sue ambientazioni intratteneva il pubblico oppure quello de La Fortezza che metteva alla prova i coraggiosi visitatori che vi si addentravano e che mostrava spaccati di gioco di ruolo dal vivo. Per i più tranquilli invece la proposta ricadeva su giochi da tavolo in prova o interviste e sessioni di autografi con doppiatori o attori come Robert Picardo il Dottore di Star Trek, Kenny Baker il droide R2-D2 nei primi film della saga Star Wars e Kandyse McClure la Sottoufficiale Anastasia “Dee” Dualla in Battlestar Galactica.

 

no images were found

 

La vera anima della fiera

Nonostante tutte le attività e gli stand in un paio di ore le cose da fare si sono esaurite con una rapidità quasi disarmante. Quindi cosa fare per ingannare il tempo? Semplice, cercare qualche cosplay ben fatto. Da molti anni oramai il fenomeno del cosplay si è diffuso in tutta la penisola italica e a Torino la comunità di cosplayer è molto attiva, il che la rende l’anima effettiva del Torino Comics da vari anni a questa parte. Non serve dire che non siamo sicuramente riusciti a vedere tutti i cosplay della fiera per quanti ce n’erano, ovviamente non i numeri di Lucca Comics and Games, ma niente da invidiare ad altre grosse fiere d’Italia. I cosplayer animano certamente la fiera intrattenendo con le loro interpretazioni, affascinano con i loro costumi e far loro delle foto e complimentarsi è un buon modo per passare il tempo durante la manifestazione. Basti dire che alcune delle figure importanti della fiera sono sempre state vicino a coloro che hanno iniziato questa passione molti anni fa.

 

E quando si parla di cosplay  si parla anche di sfilata, l’evento domenicale che inizia dal primo pomeriggio e dura così tanto da far sforare la chiusura della fiera con più di 300 partecipanti. Nella giuria vi erano cosplayer italiani famosi come Sweet Angel e addirittura il londinese Enja Cosplay. La sfilata ha presentato diversi tipi di esibizione per tutti i gusti, da quelle più semplici con pose statiche a scenette complesse con tanto di aiutanti o tracce audio per un doppiaggio in playback, vestiti semplici o armature hanno fatto capolino sul palco per quasi 5 ore prima della proclamazione dei vincitori.

 

no images were found

 

Conclusioni

Sicuramente ci sono alti e bassi. La nuova location più grande e luminosa è piacevole da visitare, ma lo spazio deve essere gestito meglio dato che l’area attorno al Palco Videogames era vuota e la passerella superiore dell’Oval ospitava un singolo snack-bar. Un pubblico più ampio porta più varietà, ma inesorabilmente toglie spazio a prodotti di nicchia come provano la quasi assenza di pubblicità agli autori o i gadget ripetitivi da un espositore all’altro. Si può chiudere un occhio sui difetti pensando che è stato un anno di transito a causa del cambio di location e del direttivo quindi si può dire sia stata una sorta di prova. Ma in generale ci possiamo sbilanciare senza troppi ripensamenti dicendo che la fiera è stata molto divertente e rilassante da visitare, che le attività erano ben gestite richiamando ogni tipo di appassionato senza farlo annoiare e che le ambientazioni per le foto dei cosplay erano abbastanza varie. Sicuramente non vediamo l’ora che arrivi la prossima edizione del Torino Comics per scoprire cosa rimarrà invariato e invece cosa si evolverà ulteriormente. Unica pecca a cui purtroppo non riusciamo a trovare una scusa è stato il costo del biglietto giornaliero di ben 13€.



due parole sull'autore

La sua carriera videoludica iniziò al terzo anno di vita passando le serate con il padre ed un Commodore 64, successivamente solista con Playstation e GameBoy Color. A causa del suo amore spassionato per i Pokémon fin da bambino nato grazie all’anime oggi può essere definito Nintendaro avendo ogni console casalinga e portatile della casa di Kyoto. RPG in primis e successivamente strategici, picchiaduro, rhythm e negli ultimi anni MOBA lo hanno plasmato.
In realtà, e senza troppi segreti, è un nerd a tempo pieno non fermandosi solo ai videogiochi, ma interessato anche a fumetti, anime, cosplay ed uccidere giocatori a D&D.

Commenta con:
Seleziona il sistema di commenti cliccando sull'icona


Torna su